Premio Nacional de Periodismo 1950 1950 2015 Anni di Storia... Fondatore Gaetano Bafile Anno 66 - N° 238 2015 Anni di Storia... Direttore Mauro Bafile Deposito legale: 76/0788 Caracas, martedì 8 dicembre 2015 La Voce d’Italia www.voce.com.ve @voceditalia Opec, addio alle quote Migliaia di uomini e mezzi utilizzati per garantire lo svolgimento sereno della suggestiva cerimonia Al via il Giubileo “blindato”, area di sicurezza e “no fly zone” In piazza San Pietro, la delegazione italiana, per dimostrare al mondo che non si cede alla paura, sarà guidata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal premier Matteo Renzi (Servizio a pagina 7) FRANCIA Renzi esclude analogie: “Non emuliamo le destre” MILANO - Al via il dispositivo di sicurezza in vista dell’apertura del Giubileo. Una giornata che inizierà con l’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro, per proseguire con l’omaggio alla statua della Madonna in piazza di Spagna, una visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore, per poi concludersi con l’evento denominato “fiat lux”, ovvero uno spettacolo di illuminazione scenografica con proiezione di immagini su una facciata della Basilica di San Pietro. Obiettivo principale del dispositivo di sicurezza contenuto nell’Ordinanza di servizio del Questore di Roma Nicolò D’angelo è quello “di rafforzare ulteriormente la percezione di sicurezza dei cittadini, che hanno già dimostrato di accettare con grande senso di responsabilità gli inevitabili disagi collegati all’accrescimento dei controlli”. Questo sarà il primo Giubileo blindato della storia. E’ stato disposto dalle autorità di polizia una “no fly zone”, un’area di rispetto attorno al Vaticano e sei zone rosse attorno alle basiliche, compresa un’area di “massima sicurezza” a ridosso di San Pietro con controlli ferrei. A vegliare su una giornata di massima allerta 2000 uomini, compresi reparti speciali, l’Esercito e l’Aeronautica Come Roma, per il Giubileo, anche Milano blindata in occasione della Prima della Scala. Questa, alla quale ha assistito anche Matteo Renzi, è stata una ‘prima’ dal sapore un po’ diverso. Infatti, se la tradizione è rappresentata dall’albero di Natale l’eccezionalità è stata tutta nei controlli, dalla piazza blindata ai ‘metal detector’ che hanno analizzato persino le borse delle signore. (Servizio a pagina 6) ANALISI - VENEZUELA Parlamentarie, nasce una nuova maggioranza (Servizi alle pagine 2 e 3) VENEZUELA NELLO SPORT Antonio Ledezma spera nell’amnistia CARACAS – Torna la speranza in casa Ledezma. Il trionfo dell’Opposizione, che forse riuscirà a ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento, ha riacceso la speranza nei prigionieri politici. Anche nel Sindaco di Caracas, l’italo-venezuelano Antonio Ledezma. - Il trionfo nelle scorse elezioni per il rinnovo del Parlamento – ha commentato Mitzy Capriles in Ledezma – ci permette di sperare nuovamente. Siamo certi che i deputati approveranno una Legge di Amnistia per i circa 80 prigionieri politici. Mitzy Ledezma, moglie del Sindaco di Caracas in carcere, ha informato che mercoledì dovrebbe svolgersi finalmente l’udienza preliminare, rimandata già ben 7 volte. Durante l’udienza, nel caso non fosse nuovamente rimandata, Antonio Ledezma potrá finalmente difendersi dai capi d’accusa per i quali è in carcere. (Servizio a pagina 8) NATALE Volano i consumi, l’abete piace finto (Servizio a pagina 8) Ljajic e difesa di ferro: ecco le armi scudetto dell’Inter Francia, il Front National é il primo partito (Servizio a pagina 9) Rif. J - 00089287 - 3 SUCCESSO STORICO PER LE PEN Desde 1953 EL UNICO CAL ZADO DE MUJER RE DE OMB HOMBRE CON N Calle Bolivia, Edf. Laura, Catia - Caracas www.calzadoslaura.com e-mail: [email protected] 2 ANALISI - VENEZUELA martedì 8 dicembre 2015 | Dopo 17 anni di dominio indiscusso, il “chavismo consegna il Parlamento all’Opposizione. La nuova maggioranza emersa dalle urne sarà obbligata a cercare intese, accordi, alleanze. Cambia la dinamica parlamentare Parlamentarie, nasce una nuova maggioranza Mauro Bafile CARACAS –Psuv 46 deputati, Mud 99. Risultato provvisorio. Infatti, devono essere assegnati ancora 22 scanni in Parlamento. In alcune circoscrizioni e località, gli scrutini, al momento del primo bollettino del Cne, erano ancora in pieno svolgimento. E l’equilibrio tra i candidati non permetteva di individuare un vincitore. Dopo 17 anni di dominio indiscusso, il “chavismo”, obbligato dalle circostanze, tira i remi in barca e consegna il Parlamento all’Opposizione. Questa, per il momento, ha solo una maggioranza relativa solida che, nei prossimi giorni, potrebbe diventare assoluta. Tutto dipenderà da quei 22 posti in Parlamento ancora da assegnare. Per il momento, quindi, si può parlare di “vittoria ai punti”. Ma nessun Ko. Il “Tavolo dell’Unità”, volente o nolente, per ora resta sotto la soglia dei 110 deputati; quella soglia “critica” oltre la quale avrebbe potuto approvare “Leggi Organiche” o “Strutturali” senza la necessità di gettare ponti alla nuova Opposizione. Dibattito, discussione, polemica o intesa. La nuova maggioranza emer- sa dalle urne dovrà misurarsi, come in tutti i Paesi democratici, con un’opposizione all’interno del potere Legislativo. Sarà obbligata a cercare intese, accordi, alleanze. Assisteremo, quindi, a una nuova dinamica parlamentare, assai diversa da quella arrogante alla quale ci avevano abituato14 anni di “chavismo”. Quella di domenica è stata una giornata relativamente tranquilla. Statistiche non se ne hanno. Visibilmente a disagio, la presidente del Consiglio Nazionale Elettorale, Tibisay Lucena, è stata parca di parole. Appena le necessarie per comunicare il trionfo del “Tavolo dell’Unità”. I venezuelani si sono recati alle urne in un clima di tensione, preoccupazione, incertezza. Anche paura. Il ritardo dell’apertura di alcuni seggi elettorali; la presenza di “gazebo” allestiti nei pressi dei centri di votazione dai simpatizzanti del Psuv che non hanno mai smesso di invitare a votare per il “chavismo”; le scorribande di gruppi di motociclisti “filo-chavistas” armati fino ai denti hanno contribuito a creare un clima surreale: un “mix” di speranza, illusio- ne e paura. Anche la polemica decisione della presidente del Consiglio Nazionale Elettorale, Tibisay Lucena, di ritirare gli accrediti concessi agli ex presidenti di Bolivia e Colombia, Jorge Quiroga e Andrés Pastrana, per aver presuntamente espresso “opinioni fuori luogo” durante la giornata di votazione; le dichiarazioni altrettanto polemiche e aggressive del presidente del Parlamento uscente, Diosdado Cabello; la risoluzione, resa nota dal vicepresidente dell’organismo Sandra Oblitas, di posporre la chiusura di tutti i seggi elettorali – decisione contestata dal membro del Cne, Luis Emilio Rondon, e confutata dai rappresentanti della Mud– non hanno aiutato a creare nel Paese un clima di tranquillità. Anche così, il processo elettorale si è svolto senza grosse alterazioni dell’ordine pubblico e con un’affluenza eccezionale del 74,25 per cento dei votanti. Dopo le elezioni, anche se non ancora del tutto digeriti i risultati che determinano una svolta nello scacchiere politico del Paese, è già tempo di analisi. L’Opposizione si è imposta con un ampio vantaggio; un van- taggio sorprendente per molti versi e che lascia aperta la speranza di una maggioranza assoluta in Parlamento. Come 17 anni fa, quando l’estinto presidente della Repubblica, Hugo Chàvez Frìas, s’impose sui candidati di Acciòn Democràtica e Copei, anche in quest’occasione quello dei venezuelani è stato un voto di protesta; un voto di protesta contro la corruzione, il malgoverno, e la crisi economica. L’estinto presidente Chàvez, allora, accettò le regole del gioco imposte dai partiti dominanti e vinse. Oggi il Tavolo dell’Unità ha sconfitto il “chavismo” seguendo anch’esso le regole del gioco decise dal partito dominante. Anche 17 anni fa, il Paese, viveva una profonda crisi economica. Ma, nonostante lo tsunami finanziario, che aveva investito almeno un terzo delle banche; provocato la scomparsa del Banco Latino, favorito l’acquisto del Banco Consolidado da parte del consorzio cileno “Corp Group”e facilitato l’ingresso in Venezuela del gruppo spagnolo “Santander” che assorbì il “Banco de Venezuela”; la crescente spirale inflazionaria; e la svalutazio- ne della moneta, questa non aveva mai raggiunto le dimensioni di quella che oggi vive il Paese. Bisogna poi ricordare che la crisi economica è esplosa dopo quasi un decennio di prezzi del petrolio a circa 100 dollari il barile. Il governo del presidente Caldera, per evitare guai peggiori, salvare i risparmi dei venezuelani e non distruggere l’intera impalcatura finanziaria nazionale investì ben 1.272 milioni dei “vecchi bolìvares”e, a cavallo del 1994, assegnò alle banche in crisi 6.600 milioni di dollari. Ovvero, una decima parte del prodotto. Oggi, il Paese soffre i rigori di una crisi economica e finanziaria ben peggiore che colpisce alla radice la qualità di vita di ognuno di noi, provoca la mancanza cronica di alimenti, prodotti per l’igiene e medicine e priva i giovani di un futuro migliore; i rigori di una crisi alla quale il governo del presidente Maduro non è riuscito a porre argini. L’incapacità di assumere responsabilità si cela a stento dietro slogan senza contenuto e denunce di presunte trame che alimenterebbero una non ben precisata “guerra economica” ANALISI - VENEZUELA www.voce.com.ve | martedì 8 dicembre 2015 provocata dalla “destra oligarchica”. Il “voto castigo”, in quest’occasione, è stato anche la reazione contro l’abuso di chi, negli enti pubblici, ha obbligato per anni i dipendenti ad assistere ai comizi del capo dello Stato, con il ricatto di togliere loro il posto di lavoro o la casa, tanto agognata, assegnata dalla “Misiòn Vivienda”. Non è la prima volta che un governo deve fare i conti con un Parlamento dominato dall’Opposizione. E’ già accaduto nella “Quarta Repubblica” quando, prodotto del “Pacto de Punto Fijo”, i partiti dello “status” si alternavano al potere. Per superare l’“impasse” si tessevano alleanze, si costruivano ponti, si ricorreva alla diplomazia. Da gennaio, si dovrà fare altrettanto. Il governo dovrà esercitare l’arte della persuasione. Difficile, ma non impossibile. Dovrà farlo con un presidente la cui popolarità è ormai ai minimi storici. Il delfino dell’estinto presidente Chàvez ha assunto, ipotecando la propria credibilità, la responsabilità della campagna elettorale. Lo ha fatto in prima persona. Ha trasformato delle semplici elezioni parlamentari in un vero e proprio referendum pro o contro il governo. La sconfitta di domenica scorsa brucia al Psuv ma, soprattutto al capo dello Stato. Incertezza, tensioni, crepe. Dal momento in cui, poco a poco, le urne davano il loro responso, in seno al Psuv è iniziata la resa dei conti. Le leadership emergenti, fino a ieri frenate dall’autorità dei leader tradizionali – leggasi, Aristòbulo Isturiz, Diosdado Cabello, Rafael Ramìrez, Cilia Flores, Jorge Rodrìguez, solo per nominarne alcuni -, esigeranno un dibattito aperto. E chissà se non chiederanno la testa del presidente della Repubblica, Nicolàs Maduro, e quella del presidente dell’attuale Parlamento, Diosdado Cabello. L’estinto presidente Chávez, in 14 anni di governo, non aveva mai perso un’elezione. L’unica “scivolata” fu il referendum della Riforma Costituzionale. Poco a poco aveva occupato tutti gli spazi politici ed economici - dalla Holding petrolifera trasformata in un bancomat filo governativo, ai giornali, alle Tv, alle radio; dalle fabbriche alle istituzioni dello Stato create per controllare i poteri Legislativo ed Esecutivo -. Era riuscito ad ottenere, con gli strumenti messi a disposizione dall’architettura democratica, quel potere che non era riuscito a conquistare con la forza delle armi. Privo delle qualità istrioniche dell’ex presidente Chàvez, Nicolàs Maduro, dovrà ora affrontare la crisi del partito che dal potere “quasi” assoluto in Parlamento, è sceso a ben 46 seggi. Successori del presidente Chàvez, stando alla militanza del Psuv, hanno dissipato quanto lasciato loro in eredità. La crisi economica sarà determinante nei prossimi mesi. Quando, superate l’euforia della vittoria e la sbornia natalizia, il nuovo Parlamento assumerà il potere si ritroverà a dover gestire una crisi gravissima, di proporzioni forse inattese; una crisi che né il presidente né l’Opposizione amerebbero affrontare. Nessuno vorrà che gli si attribuisca la paternità di provvedimenti severi e impopolari. Il dibattito parlamentare, all’inizio, avrà probabilmente come argomento principale quello della libertà deiprigionieri politici – soprattutto dei Sindaci Ceballo e Ledezma, nostro connazionale, e del leader di Voluntad Popular, Leopoldo Lòpez - . Per loro vi è la proposta di amnistia. Poi Governo e Opposizione, anche se a brutto muso, dovranno incontrarsi e trovare la maniera per superare le tante differenze. Magari stabilire un periodo di “transizione guidata” per ristabilire gli equilibri nelle istituzioni e nell’architettura del sistema democratico. Il trionfo di domenica determina ovviamente un cambio di condotta dei venezuelani; un nuovo modo di assumere responsabilità e di porsi di fronte alle avversità. Una svolta non solo politica ma anche di convivenza. Se non sarà così, sarà difficile evitare l’esplosione sociale. Quello di domenica, quindi, rappresenta solo un primo, timido passo verso la trasformazione della società; mandato espresso dai venezuelani attraverso il voto. Gli elettori han- 3 no manifestato il loro desiderio di intraprendere un nuovo cammino. Il pericolo, sempre latente, è che la coalizione eterogenea del “Tavolo dell’Unità”, proprio perché costituita da tante anime assai diverse tra loro, possa dissolversi tra recriminazioni, gelosie, rimproveri e richiami. E’ per questo che si rende necessario, nel minor tempo possibile, rinsaldare l’unità della alleanza non più attorno all’”antichavismo”, escamotage utile per vincere le elezioni, ma attorno ad un programma di governo che sappia soddisfare tutte le componenti del “Tavolo dell’Unità”, dal centro-destra al centro-sinistra. Linee programmatiche comuni oggi inesistenti e senz’altro necessarie; una offerta sulla quale discutere e potersi confrontare. Insomma, un programma capace di risvegliare speranze e attorno al quale poter riunire il maggior numero di consensi. L’alternativa sarebbero il caos e la protesta popolare. FONDATO NEL 1950 DA GAETANO BAFILE Direttore Mauro Bafile - CNP 5.613 [email protected] VENEZUELA A cargo de Berki Altuve Redazione Attualità Angelica Velazco Romeo Lucci Yessica Navarro Arianna Pagano Venezuela Berki Altuve [email protected] Sport Fioravante De Simone [email protected] Disegno Grafico Juan José Valente [email protected] Redazione Europa Mariza Bafile (Caporedattrice) [email protected] Giovanna Chiarilli [email protected] Laura Polverari [email protected] Juan Carlos Bafile Lorenzo Di Muro Edizione Digitale www.voce.com.ve Alfredo Bencomo [email protected] Leonardo Fernández [email protected] Concessionaria per la Pubblicità Giuseppina Liberatore [email protected] Consiglio di Amministrazione Presidente Vincenzo Rasetti Consigliere Amedeo Di Lodovico Amministrazione Yoselin Guzmán [email protected] La Voce d’Italia è una tribuna aperta a tutti i lettori senza preclusioni di ordine politico. 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Los diputados electos de la Mesa de la Unidad sostendrán este jueves una reunión para concretar las acciones que se harán una vez juramentados el 5 de enero en la Asamblea Nacional. De acuerdo con el parlamentario electo, Freddy Guevara, en el encuentro se definirán los integrantes de tres comisiones: Económica y Social, Seguridad e Institucionalidad. Para los representantes del partido, son éstos los tres temas prioritarios en los que se trabajará una vez se asuman los cargos en el Parlamento venezolano. También se anunció que el próximo sábado, cada candidato celebrará en su respectivo circuito con los votantes que apoyaron su propuesta, un evento que llamaron “primer contacto con el pueblo”. Guevara informó que habrán otros encuentros próximamente con diversos sectores de la sociedad, que serán anunciados durante los próximos días. Rodríguez: “Asumimos la responsabilidad” CARACAS- Ante la derrota sufrida este domingo 6 de diciembre. El Jefe del Comando de Campaña Bolívar Chávez, Jorge Rodríguez, destacó que el domingo Venezuela dio un ejemplo de democracia y de paz. “Los asuntos entre los venezolanos se dirimen por las vías que la Constitución de la República establece. Nosotros tenemos mucho que analizar en cuanto al mensaje recibido el día de la elección.Y hacerlo de forma crítica, autocrítica. Asumimos absolutamente toda la responsabilidad, ¡es nuestra!. Del análisis, de la reflexión de crítica y de la autocritica, sacaremos conclusiones que compartiremos con todos nuestro pueblo”, dijo durante una rueda de prensa ofrecida desde el Comando Bolívar – Chávez. Felicitó al pueblo de Venezuela por el ejemplo de civismo que dio el domingo y por la labor del Consejo Nacional Electoral. Como una jornada electoral “atípica” calificó Rodríguez la campaña electoral previa a los comicios legislativos. Recordó que durante el desarrollo de la campaña dijo que se respetarían y acatarían los resultados que emitiera el CNE que no son más que la voluntad popular. “Esta elección de la que reconocemos el resultado, no nos la ganó la derecha venezolana. La ganó la guerra económica, la guerra psicológica y toda la agresión que recibió el pueblo de Venezuela y aún así hay un pueblo que resiste esa agresión”. Rodríguez felicitó a los candidatos que resultaron electos el domingo . Y comentò que “aún con ese sector del pueblo que votó a favor de la derecha venezolana, a todo el pueblo de Venezuela, a los que votaron por nosotros y a los que no, le decimos que seguimos en la calle defendiendo la revolución bolivariana”. A la oposición, les dejó un mensaje: “Administren muy bien su victoria,. Ya hemos escuchado a Fedecámaras decir que van a pedir la anulación de la Ley Orgánica del Trabajo. Eso es decir, que van a proponer el despido de trabajadores. Nosotros no lo vamos a permitir”. El Alcalde de Caracas, aseguró que independientemente del resultado electoral, como gobierno tienen una obligación de mantenerse con el pueblo en la calle. ALLUP “Autoridades de Poderes Públicos deberían renunciar” CARACAS- El secretario General del partido Acción Democrática (AD), Henry Ramos Allup, informó ayer que cuando se designe la nueva junta directiva de la Asamblea Nacional (AN), la primera medida a realizar será promulgar leyes para liberar a los denominados “presos políticos” y “permitir el regreso de los exiliados”. “Vamos a recuperar nuestra autonomía como poder nacional y vamos a promulgar una serie de leyes, la primera de las cuales es la ley para liberar los presos políticos y que regresen los exiliados”, expresó. Durante una entrevista en el canal privado Venevisión, Ramos Allup indicó que los candidatos electos a la Asamblea Nacional, elegirán, “en unanimidad y sin tormenta” a una nueva junta directiva. En cuanto a las acciones contra las altas autoridades de los Poderes Públicos en el país, Ramos Allup expresó que “lo ético sería que ellos mismos renunciaran (...) Si yo fuera la fiscal, la Sala Constitucional, yo renunciaría. Cada cual administra su propia desvergüenza”. En relación a la continuidad de las misiones sociales, impulsadas por el Gobierno nacional, el dirigente político aseguró que las mismas se mantendrán y se impulsarán aquellas que, a su juicio, no han avanzado. “Claro que continúan las misiones, es más, hay que revisar las que no estén funcionando y ver por qué no funcionan y las que sea menester mantenerlas y ampliarlas. No le vamos quitar los beneficios sociales martedì 8 dicembre 2015 MUD El Jefe del Comando de Campaña Bolívar Chávez, Jorge Rodríguez, felicitó a los candidatos que resultaron electos este domingo y a la oposición que obtuvo la mayoría de las curules. Dijo: “Administren muy bien su victoria... Seguimos en la calle defendiendo la revolución bolivariana” Cultura Anna Maria Tiziano [email protected] Redazione di New York Mariza Bafile (Responsabile) Flavia Romani Pagina 4 | a nadie, no es un regalo, son para todo el mundo sin discriminación. Tranquilos que a nadie se les va a quitar nada”, aseguró. 15 años de Experiencia Venezuela Italia Solicitud y legalización de documentos de Esdo Civil y de Estudios. Solicitud y legalización de: Estratti di Nascita. Matrimonio, Morte e Antecedenti Apostilla de la Haya. Traducción a Italiano, Inglés, Francés, Español y otros idiomas. Departamento Legal Aposlle dell’Aia. Departamento Legal Asesoria Asesoria - Redacción de documentos. Sucesiones Divorcios y Secesiones. Derecho de ciudadania Solicitud y legalización de documentos en Argentina, Colombia y Mexico. MEJORAMOS CUALQUIER PRESUPUESTO Otros países. 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Roy Chaderton asegura que el oficialismo tendrá tiempo de reflexión El exembajador ante la Organización de Estados Americanos, Roy Chaderton, aseguró que el oficialismo debe hacer tiempo para la reflexión. “Rectificar errores y ratificar aciertos”, dijo. “Grandes combates, por supuesto, tenemos que hacer tiempo para la reflexión, tenemos que rectificar errores y ratificar aciertos, tenemos que tener muy claro que hay un ventajismo inicio en todas nuestras batallas políticas que beneficia a una oposición que cuenta con el apoyo del imperio y gobiernos asociados al imperio”, dijo Roy Chaderton, también encargado del área internacional del comando de campaña del PSUV. Para Chaderton vienen grandes batallas para proteger las conquistas sociales. “En ese sentido el presidente Maduro estuvo excelente, esplendida su exposición”. “Ya Maduro dio la señal, aquí nadie va a bajar la cabeza, vamos a seguir mirando hacia arriba”, concluyó. China espera que Venezuela mantenga la estabilidad nacional PEKÍN- “Esperamos que puedan mantener la estabilidad y el desarrollo nacionales”, manifestó una portavoz del Ministerio chino de Asuntos Exteriores, Hua Chunying, en una rueda de prensa. Hua recordó que Pekín ha tomado nota de la forma “tranquila” en que se han celebrado los comicios. Añadió que las autoridades chinas están dispuestas a seguir trabajando con Venezuela “para consolidar nuestra tradicional amistad, y expandir nuestra cooperación en comercio y en otras áreas”. España espera que Venezuela pueda “profundizar” en la democracia MADRID.- A través de una nota del Ministerio de Exteriores, España trasladó también su enhorabuena a los candidatos elegidos que van a configurar “una nueva mayoría” en la Asamblea Nacional. La alianza opositora MUD ha conseguido 99 diputados frente a los 46 del partido del presidente Nicolás Maduro. Exteriores subrayó en la nota que España, en esta nueva etapa, reitera su ofrecimiento de colaborar con el Ejecutivo venezolano “desde el respeto mutuo”, la defensa del Estado de Derecho y la independencia de las instituciones. Asimismo, España espera que el cambio que marca el resultado de los comicios, dé lugar a un cambio conducido con responsabilidad, colaboración, diálogo, consenso y “reconciliación”. México y El Salvador felicitan a Venezuela por unas elecciones pacíficas MÉXICO- El Gobierno mexicano felicitó ayer a Venezuela por el desarrollo de las elecciones legislativas de este domingo en un ambiente de paz y con una “amplia participación ciudadana”. Por su parte, el portavoz del Gobierno salvadoreño, Eugenio Chicas, expresó su “reconocimiento” al pueblo venezolano por el “civismo” mostrado durante las elecciones legislativas de este domingo, en las que triunfó la oposición frente al oficialismo. Pagina 5 | martedì 8 dicembre 2015 El jefe de la Misión Leonel Fernández informó que entregará al CNE un informe preliminar de los comicios y hará recomendaciones y sugerencias en el informe final Misión de Unasur reafirma pleno ejercicio de la democracia CARACAS-El jefe de la Misión de Acompañamiento Internacional Electoral de la Unión de Naciones Suramericanas (Unasur), Leonel Fernández, destacó ayer que las elecciones parlamentarias que se realizaron el domingo en Venezuela se hicieron en pleno ejercicio de la democracia. Al ofrecer un balance preliminar sobre el desarrollo del evento electoral, ratificó que la misión del bloque regional se propuso, desde su llegada a Venezuela, a mediados de noviembre pasado, impulsar una labor sobre la base de los principios de imparcialidad, independencia, y profesionalismo “Creemos que esos objetivos fueron alcanzados de manera óptima, contribuyendo así a un proceso de paz, de tranquilidad y de pleno ejercicio de la democracia (...) Nuestro balance del proceso es, en términos generales, muy positivo”, expresó en una transmisión de Telesur. Asimismo, precisó que la misión electoral de la Unasur activó este domingo 15 equipos de trabajo, que visitaron dos tercios de las parroquias del Distrito Capital, así como 25 municipios de nueve estados, 100 centros de votación y más de 300 mesas de sufragio. Detalló que en las últimas tres semanas, la misión además realizó más de una de- cena de reuniones con los principales actores políticos participantes de los comicios legislativos, con quienes intercambiaron puntos de vistas sobre el sistema de votación venezolano y las auditorías. Igualmente, recordó que se reunieron con las autoridades venezolanas, representantes de medios de comunicación social públicos y privados, analistas, encuestadores y voceros del sector empresarial del país. “Esa información fue sistematizada y analizada por especialistas de órganos electorales de varios países, lo cual es una característica única de las misiones de Unasur. Ese amplio espectro de voces y puntos de vistas nos permitió disponer de una visión completa, final y equilibrada acerca de las condiciones en las que se realizaron las elecciones”, añadió el expresidente de República Dominicana. Reiteró que la misión electoral entregará al Consejo Nacional Electoral (CNE) un informe preliminar de los comicios y hará recomendaciones y sugerencias en el informe final, a los fines de continuar perfeccionado el actual sistema electoral venezolano. Dicho documento final será presentado en un lapso de 15 días, de acuerdo con las disposiciones establecidas en el acuerdo firmado entre la Unasur y el Poder Electoral. Llaman al diálogo nacional El secretario general de la Unasur, Ernesto Samper, destacó la participación de la población venezolana en las elecciones parlamentarias realizadas este domingo 6-D. Samper, manifestó que “hay un cambio en los equilibrios internos de la Asamblea Nacional en el cambio de la composición de sus fuerzas” por lo que aseguró que habrá un cambio inminente en el poder Ejecutivo, el poder Judicial y el poder Legislativo. “Nosotros creemos que en esto consiste la democracia, hay unos que ganan y otros que pierden pero todos se deben entender” dijo Samper con motivo de los resultados electorales para sacar adelante “retos comunes”. A su vez, resaltó la importancia de sacar adelante la economía venezolana. En este sentido, reiteró su llamado al Gobierno Nacional y a oposición a que a través de un diálogo nacional se puedan “superar las dificultades de orden económico”. Asimismo, instó a las fuerzas nacionales a “desarmar los espíritus de la polarización y la confrontación y armar las voluntades para sacar adelante a Venezuela”. De igual forma, calificó de “noble y democrática” la actitud del presidente de la República, Nicolás Maduro ante los resultados de las elecciones parlamentarias, tal y como lo había mencionado antes de la realización de la misma. DIPUTADO Borges: “No pueden haber dos Venezuela sino un país unido” CARACAS- El dirigente de Primero Justicia (PJ) y diputado de la Asamblea Nacional, Julio Borges, elogió al pueblo de Venezuela, por la participación masiva en los comicios electorales realzados el domingo 6-D para elegir a los nuevos parlamentarios durante el periodo 2016-2021. Borges, aseguró que el mandato ayer fue que” no pueden haber dos Venezuela sino un país unido” “Ganamos una Asamblea Nacional que equilibrará la democracia, Venezuela quiere otro camino diferente” puntualizó. “A través del voto el pueblo venezola- no, todos nosotros, hayamos podido lograr que Venezuela saliera del laberinto y marcara un nuevo camino, es para mí un orgullo enorme” expresó el asambleísta ante la situación socioeconómica que vive actualmente el país. Asimismo, el dirigente de la tolda aurinegra, aseguró que con el resultado de las elecciones realizadas el día de ayer, Venezuela ratificó el espíritu democrático que lo caracteriza “esa era la construcción con la que podíamos lograr la gran solución de Venezuela, no había otra”. El parlamentario también, resaltó que la derrota del Gobierno en los comicios parlamentarios no se debió a una guerra económica o un golpe de Estado, sino, “por no saber leer el corazón de los venezolanos”. En este sentido, dijo que a través de la nueva AN, se le dará participación a la empresa privada para fortalecer la economía del país, “no podemos seguir siendo un país que compre todo afuera y que nuestro campo esté abandonado”. “Tenemos que ser un país que tenga su propia marca” reiteró El dirigente de Primero Justicia (PJ) y diputado de la Asamblea Nacional, Julio Borges. 6 IL FATTO martedì 8 dicembre 2015 | PRIMA ALLA SCALA Milano blindata, Renzi: “Orgogliosi di esserci” MILANO - Un successo la Prima alla Scala di Milano: 11 minuti di applausi hanno salutato la fine dell’opera, la Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi. Deciso il consenso ai due protagonisti, Anna Netrebko e Devid Cecconi diretti da Riccardo Chailly. All’esterno, nessun incidente, né momenti di tensione per la Prima più blindata della storia, dopo gli attacchi terroristici di Parigi del 13 novembre scorso. La protesta dei centri sociali e dei Cub si è conclusa senza nessuno scontro, come invece si temeva alla vigilia. La protesta è stata piuttosto sottotono: neanche un centinaio le persone in piazza dietro le transenne che delimitano la ‘zona rossa’. Una ‘zona rossa’ ben distante dall’ingresso del teatro scaligero. Quest’anno - per la prima volta - è stato impedito ai curiosi di stazionare ai lati della piazza creando un’atmosfera ‘surreale’ in una Milano ‘blindata’, con circa 700 agenti a vegliare sulla sicurezza. Alla prima ha presenziato anche il premier Matteo Renzi, che vi ha assistito per la prima volta da presidente del Consiglio accompagnato dalla moglie Agnese, che per l’occasione ha indossato un vestito lungo nero. ‘ - La cultura è un messaggio universale di bellezza su cui l’Italia ha molto da dire al mondo. La Scala è la Scala e la Prima è di grande rilievo per tutti. Siamo orgogliosi di esserci - ha spiegato il presidente del Consiglio Renzi -. La Prima della Scala è sempre un grande messaggio culturale al mondo. In questa stagione del nostro tempo credo sia un messaggio ancora più forte: noi siamo convinti che l’Italia debba e possa far sentire la propria voce sul piano della identità e dei valori della cultura. Alla prima della Scala, da questo punto di vista, era assolutamente irrinunciabile esserci. Durante l’intervallo il premier ha incontrato lle maestranze e dopo essersi informato sul loro numero, ha poi scherzato con alcuni di loro e scambiato qualche selfie. - Quanto dura l’opera? - ha chiesto Renzi agli orchestrali ricordando che, da sindaco di Firenze “mi ero abituato a delle prime dirette da Zubin Metha che duravano anche quattro ore”. Da parte loro i lavoratori hanno chiesto a Renzi una maggiore autonomia per il teatro sopratutto dal punto di vista economico, ricevendo dal premier rassicurazioni al riguardo. Tanti i personaggi del mondo della politica e dello spettacolo ad assistere alla prima. Tra gli ospiti che hanno varcato l’ingresso, Diana Bracco, presidente dell’omonimo gruppo industriale, il presidente della Consob Giuseppe Vegas, l’ex premier Mario Monti, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il governatore lombardo Roberto Maroni, l’attrice Valeria Marini, lo stilista Renato Balestra, il candidato alla poltrona di Palazzo Marino Corrado Passera accompagnato dalla moglie Giovanna in dolce attesa. Anche gli uomini della finanza sono in prima fila per la Prima. Presenti, tra gli altri, Fabrizio Viola ad Mps, Claudio Costamagna (presidente Cdp), i banchieri Alessandro Profumo (presidente Equita), Giovanni Bazoli (presidente Cds Intesa Sanpaolo), Fabrizio Palenzona (vice presidente Unicredit). Tra gli ospiti Giovanni Sabatini (dg Abi). E ancora Valerio Camerano (ad A2A), il finanziere Davide Serra fondatore di Algebris, Carlo Sangalli presidente della Camera di commercio di Milano, Alberto Bombassei presidente Brembo, l’ad di Poste Francesco Caio, la presidente di Eni Emma Marcegaglia e il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto. Roma si appresta a vivere una giornata particolare all’insegna della massima sicurezza, con migliaia di uomini e mezzi utilizzati per garantire a tutti uno svolgimento sereno della suggestiva cerimonia religiosa Al via il Giubileo ’blindato’, area di sicurezza e “no fly” ROMA - Sarà il primo Giubileo blindato della storia, oltre ad essere il primo “dedicato” ad un tema, quello della Misericordia, voluto da Papa Francesco per questo Anno Santo straordinario. A fianco alla secolare cerimonia di apertura della porta santa, insieme alle tecnologie che renderanno San Pietro splendente di luci colorate al led, Roma si appresta a vivere una giornata all’insegna della massima sicurezza, con migliaia di uomini e mezzi utilizzati per garantire a tutti uno svolgimento sereno della suggestiva cerimonia. In piazza San Pietro, anche per dimostrare al mondo che non si cede alla paura, la delegazione italiana sarà guidata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, tra gli altri, comprenderà il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. No fly zone, un’area di rispetto attorno al Vaticano e sei zone rosse attorno alle basiliche, compresa un’area di “massima sicurezza” a ridosso di San Pietro con con- trolli ferrei. A vegliare su una giornata di massima allerta 2000 uomini, compresi reparti speciali, l’Esercito e l’Aeronautica con caccia intercettori e radar. E’ un dispositivo di sicurezza imponente quello schierato per la data di apertura in Vaticano del Giubileo e contrassegnato dal codice di “allerta massima”. La zona di rispetto attorno al Vaticano sarà transennata e pedonalizzata, con tre varchi di accesso sottoposti a controlli per arrivare alla Basilica di San Pietro, attorno alla quale è prevista una zona di “massima sicurezza” con ulteriori ferrei controlli. I varchi, che si trovano in piazza Sant’Uffizio, via della Conciliazione e Porta Angelica, saranno aperti questa mattina “in modo da garantire un afflusso regolare di tutti i pellegrini”, ha reso noto la questura di Roma, che ha disposto da ieri sera la rimozione dei veicoli in sosta nella cosiddetta ‘area di rispetto’. In tutta la città le aree di sicurezza, oltre a quella attorno a San Pietro, sono sei e corrispondono alle zone a ridos- so delle basiliche. Un’area di rispetto è prevista anche attorno alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove Papa Francesco andrà oggi dopo l’omaggio alla statua dell’Immacolata vicino a Piazza di Spagna. L’area intorno alla basilica sarà pedonalizzata e transennata e vi si potrà accedere solo dopo controlli col metal detector delle forze dell’ordine. La ‘no fly zone’, l’interdizione totale al volo, entrerà in vigore da oggi in un’area circolare del raggio di 10 chilometri dal centro della città. Il dispositivo prevede anche l’uso di radar e caccia intercettori per la difesa aerea. Per la sorveglianza e l’intervento saranno impiegati elicotteri per l’intercettazione di velivoli a bassa velocità, caccia come incremento della normale attività di difesa aerea e un velivolo a pilotaggio remoto (Predator) per la sorveglianza delle aree sensibili della capitale. Saranno 2000 gli uomini delle forze dell’ordine in campo domani - oltre a 900 vigili urbani - in zone ad alta sorveglianza divise in aree di servizio con artificieri, cani anti esplosivo e uomini dei reparti speciali di polizia e carabinieri. Il dispositivo di sicurezza varato dal questore Nicolò D’Angelo prevede una pianificazione articolata: in ogni area saranno effettuate bonifiche e controlli con metal detector fissi e portatili. A vigilare a largo raggio le unità operative antiterrorismo, personale della polizia altamente specializzato ed equipaggiato - viene spiegato - per verificare particolare minacce ed assicurare il primo intervento in situazioni critiche. OGGI sarà inoltre vietato trasportare carburanti, Gpl e metano dentro il Grande raccordo anulare (Gra). La questura sarà in contatto continuo con l’intelligence internazionale. Lo sforzo eccezionale per garantire la sicurezza del Giubileo ha già prodotto un risultato, secondo la questura: con i controlli preventivi i reati a Roma sono calati del 30% negli ultimi 20 giorni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. ITALIA www.voce.com.ve | martedì 8 dicembre 2015 Giornata da dimenticare per l’oro nero. Wti e il Brent sprofondano sui minimi dal febbraio 2009, scatenano le vendite sui titoli azionari del comparto energetico e colorano di rosso la seduta a Wall Street Il petrolio crolla ai minimi dal 2009 L’addio dell’Opec alle quote MILANO - L’addio (di fatto) alle quote dell’Opec travolge il petrolio, con il Wti e il Brent che sprofondano sui minimi dal febbraio 2009, scatenando le vendite sui titoli azionari del comparto energetico e colorando di rosso la seduta a Wall Street. Per l’ ‘oro nero’, ieri, è stata una giornata da dimenticare. Il Wti ha sfondato quota 38 dollari, arrivando a perdere fino al 6,2% a 37,5 dollari e chiudendo poi a Ny a 37,61 dollari al barile. Discorso analogo per il Brent, assestatosi sotto quota 41 dollari, dopo aver toccato un minimo di 40,6 dollari (-5,6%). Un ‘sell-off’ che arriva dopo che già venerdì il petrolio aveva sofferto la decisione dell’Opec, oggetto di una profonda spaccatura in seno al cartello, di non tagliare la produzione nel tentativo di dare un po’ di sollievo ai prezzi. L’organizzazione che riunisce 13 grandi paesi produttori aveva infatti lasciato invariato “l’attuale livello di produzione”, secondo quanto dichiarato venerdì dal presidente dell’Opec, il nigeriano Emmanuel Ibe Kachikwu. Considerando che la produzione dell’Opec supera abbondantemente da 18 mesi il tetto di 30 milioni di barili al giorno (quella reale è stimata in almeno 31,5 milioni di barili), si tratta di un implicito riconoscimento della fine del sistema delle quote. - Gli americani non hanno un tetto, i russi non hanno un tetto, perché dovrebbe avercelo l’Opec? - aveva detto il ministro del petrolio iracheno, Adel Abdul Mahdi, al termine dell’incontro. Ancora più esplicito il collega iraniano Bijan Namdar Zanganeh: - Ciascuno farà come vuole. Proprio l’Iran è tra i Paesi più desiderosi di aumentare la produzione per sfruttare la fine dell’embargo per il suo programma nucleare. Ma Teheran non sarà la sola a pom- pare più petrolio, con l’effetto di deprimere ulteriormente il prezzo del greggio in un contesto di crisi della domanda e di sovraproduzione che ha portato le scorte globali vicine ai 3 miliardi di barili. Il crollo del petrolio ha trascinato con sé tutto il comparto energetico, zavorrando Wall Street e azzoppando il rimbalzo delle Borse europee. L’indice Dj Stoxx del comparto energetico ha perso il 2,8%. Sono crollate Seadrill (-8,6%), Tullow (-8,4%) e Petrofac (-5,6%). A Piazza Affari non sono state risparmiate Eni (-2,5%), Saipem (-2,3%) e Tenaris (-2,2%). 7 M5S Grillo: “Noi siamo la cura contro il Pd” ROMA - “La cura 5 Stelle” per guarire un’Italia “malata”, segnata dal “virus dei partiti”, a partire dal Pd. Beppe Grillo lancia così, in una sorta di embrionale manifesto elettorale sul suo blog, la prima sortita del Movimento 5 Stelle per le amministrative 2016. Un voto che, secondo il leader pentastellato, avrà un ‘peso’ che va ben oltre la sfera locale. “Le elezioni non sono nel 2018, ma tra 6 mesi”, è ‘l’avvertimento’ lanciato al premier Matteo Renzi dal post, che scatena la dura reazione del Pd: “Grillo si agita per tentare di coprire l’inadeguatezza del M5S”. Nel post, Grillo non cita neppure il centrodestra, denuncia una “campagna mediatica diffamatoria” sul caso rifiuti nella Livorno governata da Nogarin e propone gli amministratori del M5S come “anticorpi” al virus della politica degli “accordi sottobanco”. “La Cura5Stelle debella i partiti e risana le città”, sottolinea Grillo provocando la ‘corale’ reazione del Pd, che su Livorno attacca. - E’ la prova che non si governa con la demagogia - afferma la Dem Silvia Velo. Al di là delle scintille con i Dem, alimentate dal ‘caso Livorno’, i 5 Stelle hanno ormai definito la ‘road map’ per il voto della prossima primavera, a cominciare dalla cruciale piazza romana. Le candidature arrivate per il Campidoglio sono 233 e in questi giorni saranno soggette alla verifica dei requisiti, a partire dall’essere iscritti al Movimento, dall’essere incensurati e dal non aver partecipato ad elezioni passate in liste diverse da quelle grilline. “Una persona che ha gareggiato precedentemente in un altro partito non può dal giorno alla notte riflettere i valori e i principi di un movimento”, spiega una fonte parlamentare 5S. Una volta effettuata la verifica, all’inizio di gennaio si andrà al voto online per i consiglieri: i primi 10-15 votati saranno automaticamente candidati a sindaco e oggetto di una nuova consultazione via web. A metà gennaio, così, il M5S potrebbe annunciare il suo nome per la corsa al Campidoglio. Ma, al di là della rete, i più papabili al momento restano i 4 ex consiglieri comunali 5S: Marcello de Vito (considerato vicino alla deputata romana Roberta Lombardi), Virginia Raggi (sulla quale ci sarebbe invece il sostegno di Alessandro Di Battista) Daniele Frongia, ed Enrico Stefano. Nel frattempo, già dal prossimo weekend, il M5S aprirà la consultazione per il programma, stilando un elenco di punti e chiamando gli iscritti romani a individuare le priorità. Su Milano e Torino i candidati già ci sono mentre diverso è il discorso a Bologna, dove un candidato, Massimo Bugani, non è stato individuato attraverso la Rete. E ‘l’eccezione’, in una terra come quella emiliana che fa un po’ storia a sé nell’elettorato M5S e dove ‘pesa’ la figura del ‘ribelle’ Federico Pizzarotti (peraltro non citato tra le amministrazioni 5S ‘virtuose’ ricordate oggi nel post di Grillo). A tanti attivisti la scelta bolognese non è piaciuta, tanto che è tutt’altro che esclusa la possibilità che su Bugani, alla fine, il Movimento si possa spaccare. 8 ITALIA martedì 8 dicembre 2015 | La linea belligerante di Hollande non sembra aver pagato in termini di consensi. Matteo Renzi, pur concordando che gli attentati di Parigi non sono stati decisivi sul voto francese, conferma la cautela dell’Italia in politica estera. La crescita di una nuova rotta Ue Francia, Renzi esclude analogie: “Non emuliamo le destre” Cristina Ferrulli ROMA - Nell’onda nera che ha travolto la Francia con la vittoria del Fn, Matteo Renzi non vede analogie con la situazione italiana. -Il Pd e il governo non emulano i populisti perché la sinistra che imita le destre non funziona - è l’analisi del premier che rivendica le scelte “senza cavalcare la paura” sull’immigrazione e sulla sicurezza, temi centrali negli slogan di Marine Le Pen in Francia e di Matteo Salvini in Italia. E, pur concordando che gli attentati di Parigi non sono stati decisivi sul voto francese, il leader Pd trova conferma della cautela dell’Italia in politica estera, dove invece la linea belligerante di Hollande non sembra aver pagato in termini di consensi. Con un post su Facebook in inglese, in francese e in italiano, Renzi ha invece voluto trarre dallo “choc” elettorale dei cugini francesi una lezione per correggere la rotta dell’Europa che altrimenti rischia di essere travolta da partiti antieuropeisti e xenofobi. Sulla politica economica per il premier è ora di archiviare l’austerity, il dogma del rigore, per Gentiloni, a Roma incontro della coalizione anti-Isis ROMA - La coalizione internazionale che combatte l’Isis si riunirà a Roma nella seconda metà di gennaio. All’inizio di una settimana che da giovedì a domenica vedrà arrivare nella capitale per discutere di Libia e Mediterraneo pezzi da novanta della politica mondiale come il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, l’Italia mette un’altra tessera del mosaico diplomatico anti-terrorismo che sta costruendo ormai da mesi. La guerra contro i jihadisti in Siria ed in Iraq non si combatte solo sul piano militare ma anche e soprattutto, è la posizione italiana, su quello politico. E, mentre paesi come la Francia e la Gran Bretagna dopo gli attentati di Parigi hanno deciso di unirsi ai raid di Stati Uniti e Russia contro l’Isis, l’Italia nelle ultime settimane ha intensificato la sua azione diplomatica. In questo contesto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha incontrato alla Farnesina l’inviato speciale dell’Onu per la Siria Staffan de Mistura. Con lui ha fatto il punto “sullo stato del percorso che è stato avviato con i due incontri di Vienna” e che punta a “far partire un negoziato e, contemporaneamente, ad avviare un cessate il fuoco” in Siria. prendere la strada del sostegno alla crescita e agli investimenti. Una via che, a detta del presidente del consiglio, l’Italia ha intrapreso, favorendo nelle ultime due leggi di stabilità, la ripresa dei consumi ed il sostegno alle imprese. E invertendo con il jobs act il trend negativo della disoccupazione. Per questo, è la conclusione del premier, “in Italia vinciamo noi perché le riforme stanno finalmente dando frutti: la maggioranza degli italiani sta con chi vuole cambiare, non con chi sa solo lamentarsi”. Contro la “paura” degli immigrati come dei terroristi, poi, Renzi è sicuro che il miglior antidoto sia mettere insieme risposte politiche che non siano “di pancia” alla rassicurazione e alla fiducia da trasmettere ai cittadini. - Preferisco perdere voti piuttosto che evitare di salvare vite umane - è la frase che il premier ripete, da quest’estate, contro gli slogan anti-immigrazione della Lega. Che non vuol dire che il governo apre indiscriminatamente le porte a tutti ma coniuga accoglienza e rispetto delle regole. Sulla sicurezza e sulla lotta al terrorismo, poi, la vittoria del Front National non cambierà la posizione dell’Italia. Anzi, il premier, dal voto francese, trova conferma che annunciare bombardamenti senza una strategia complessiva non paga neanche in termini di consensi. Sostengono i vertici del Pd: - La risposta all’insegna dell’andiamo e bombardiamo, i toni forti non hanno aiutato Hollande ma hanno tirato la volata alla destra: non è inseguendo la destra sul suo terreno che la si può sconfiggere. C’è infine un aspetto per cui il Pd ritiene che non lo si possa accostare al Partito Socialista francese. E’ quello del rinnovamento.ç - Nel Ps - sostengono dirigenti dem - è mancato il rinnovamento della classe dirigente, è un partito vecchio, laddove invece l’exploit della giovane Marion dimostra come gli elettori vogliano volti nuovi. Un rinnovamento che il Pd, rivendicano i renziani, ha fatto con la rottamazione mandando “in pensione” vecchi leader e padri nobili. COME NEL 2013 NATALE Volano i consumi, l’abete piace finto ROMA - Panettoni, pandoro, cioccolato made in Italy fanno sempre più gola all’estero: nell’ultimo anno le vendite oltreconfine sono volate per un valore di 309,1 milioni di euro, +10,2% rispetto all’anno precedente. Lo segnala la Confartigianato. Spinti dall’imminenza delle feste natalizie, anche i consumi interni rialzano la testa. Così le vendite di prodotti alimentari, a dicembre, segnano 15,2 miliardi, vale a dire 2,6 miliardi in più (+21,2%) rispetto alla media dei consumi mensili di tutto l’anno. Ed è ancora il food a spingere l’inversione dei tendenza dei consumi nel 2015: dopo 9 anni, rispunta il segno più per le vendite interne di alimentari, nei primi 9 mesi +0,5%. Numeri che si allineano bene - indica ancora lo studio di Confartigianato - al trend dell’export per il food made in Italy che nel 2015 ha registrato un vero e proprio record: ben 29,6 miliardi di euro. Francia, Germania, Regno Unito i paesi più ‘golosi’: da inizio anno i francesi hanno comprato 75,1 milioni di euro di dolci natalizi tricolori; la Germania 53,8 milioni, Gb 34,3 milioni. Ma il vero exploit di acquisti ‘dolci’ va negli Usa che hanno comprato il 45,5% di prodotti in più rispetto al 2014. ‘ - Se il nostro cibo va forte sulle tavole di tutto il mondo - sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti - il merito è anche delle 90.977 aziende artigiane del settore, di cui 43.575 imprese specializzate nella pasticceria, che danno lavoro a 159.753 addetti. Un patrimonio economico e di tradizione culturale che va costantemente difeso e valorizzato. Nelle case degli italiani, accanto alla tavola imbandita, non mancherà il tradizionalissimo abete, però sempre più ‘sintetico’. Il 64% delle famiglie, secondo il Codacons, quest’anno opta infatti per l’abete finto mentre scende al 36% la fetta di fedelissimi all’albero vero. Alla base della scelta, la comodità, la varietà di modelli, la possibilità di riutilizzo negli anni. Anche in Italia però si sta affermando una ‘terza via’, quella dell’ ‘affitto’ di un vero abete. Una pratica che consente - segnalano Federconsumatori e Abusbef - di avere nel proprio salotto un albero autentico, senza dover poi provvedere a ricollocare la pianta dopo le feste. Infatti alcune aziende si impegnano a piantare gli abeti, riconsegnati dai consumatori dopo il periodo natalizio, preservando ambiente e patrimonio paesaggistico. Sempre all’insegna del riciclo il fai da te dei decori natalizi: una tendenza che garantisce un risparmio del 44%, assicurano le due associazioni. MONDO www.voce.com.ve | martedì 8 dicembre 2015 I risultati del primo turno danno l’estrema destra largamente primo partito di Francia con circa il 30% dei voti e in testa in sei regioni. Dopo il rifiuto di ogni accordo anti-FN da parte di Nicolas Sarkozy, il segretario Jean-Christophe Cambadelis, del Partito Socialista, ha annunciato il “ritiro” unilaterale delle proprie liste in vista del ballottaggio “per sbarrare il passo al Front National” Successo storico per Le Pen, il Front National é il primo partito PARIGI - Oltre ogni previsione: Marine Le Pen e il Front National non conquistano 3 regioni al primo turno come pensavano gli osservatori, né “quattro o cinque” come aveva detto di sperare la stessa leader. I risultati di un primo turno storico danno l’estrema destra largamente primo partito di Francia con circa il 30% dei voti e in testa in sei regioni. Immediata la reazione del Partito socialista: dopo il rifiuto di ogni accordo anti-FN da parte di Nicolas Sarkozy nelle due regioni dove sono favorite Marine e Marion Le Pen, il segretario Jean-Christophe Cambadelis ha annunciato il “ritiro” unilaterale delle proprie liste in vista del ballottaggio “per sbarrare il passo al Front National”. Una decisione che apre nuove prospettive per domenica prossima, non soltanto nelle due regioni più favorevoli all’estrema destra ma anche ovunque il PS sia arrivato in terza posizione e quindi fuori gioco. La presidente del FN, che si presentava nel Nord-Pas de Calais-Picardie, ha conquistato oltre il 41% dei suffragi, molto più del doppio del candidato socialista, Pierre de Santignac (18%). E Xavier Bertrand, alfiere della destra dei Républicains, si è fermato al 25%. Al polo opposto, nella regione PACA (Provenza-AlpiCosta azzurra), la nipote Marion Maréchal-Le Pen l’ha addirittura superata, con gli exit poll che la davano al 41,2% e lei che ringrazia gli elettori per “il 42% al primo turno”. - La Francia rialza la testa proclama la vincitrice Marine, Chicago violenta, inchiesta federale WASHINGTON - Come per Ferguson e Baltimora. Il dipartimento di Giustizia americano lancia un’inchiesta federale su metodi e pratiche nell’uso della forza da parte della polizia di Chicago, dopo la morte del 17enne afroamericano Laquan McDonald, ucciso con 16 colpi di pistola dall’agente Jason Van Dyke un anno fa. Lo ha annunciato la responsabile dello stesso dipartimento, Loretta Lynch, aprendo così un nuovo capitolo su uno dei temi più scottanti che percorre gli Stati Uniti e scuote l’opinione pubblica: l’esercizio della forza da parte della Polizia, in troppi casi letale, con sullo sfondo l’insidioso sospetto che il grilletto diventi più facile quando a violare la legge sono cittadini afroamericani. Questo in una città tornata emblema della violenza sulle strade dell’America: Chicago, che quest’anno conta quasi 2.800 persone coinvolte in sparatorie, circa 440 in più rispetto allo stesso periodo lo scorso anno, con 458 omicidi, 51 in più rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Solo nell’ultimo fine settimana quattro le persone uccise in sparatorie città, compreso un uomo di 64 anni, e 24 persone ferite. esultando nella sua roccaforte di Henin-Beaumont - è un risultato magnifico, che accogliamo con umiltà. Il Front National è l’unico fronte veramente repubblicano, poiché l’unico a difendere la nazione e la sua sovranità... vogliamo realizzare l’unità nazionale di cui il Paese ha bisogno e che una maggioranza di voi, stanca delle manovre politiche, auspica. Il grande sconfitto di questa sera appare Nicolas Sarkozy, che con i suoi Républicains non è riuscito a mobilitare gli elettori ed è persino sceso di un punto su scala nazionale, dal 28 al 27%, rispetto alle amministrative della primavera scorsa. Nonostante questo, nessun gesto è arrivato dall’ex presidente nei confronti dell’apertura della gauche a fondersi in vista del ballottaggio di domenica. - Proporrò domani all’ufficio politico di respingere ogni fusione e ogni desistenza delle liste. Chiarezza e costanza sono le uniche scelte politiche all’altezza dell’interesse del Paese. Un Paese “esasperato” dal continuo “arretramento”, soprattutto quello “degli ultimi quattro anni”. La sconfitta della destra è ancora più grave in quanto il partito di Sarkozy si presentava alleato con il centro, deciso a rovesciare la situazione delle precedenti regionali del 2010, che vedevano 21 regioni su 22 in mano ai socialisti. Il Partito socialista, su scala nazionale lievemente in risalita rispetto alla scorsa primavera (è al 23%), si presentava da solo, senza i Verdi che - usciti dal governo - hanno chiuso al 6,50%, una quota che consentirebbe loro di formare alleanze al ballottaggio. Il Front National, con una crescita spettacolare rispetto alle amministrative - dove su scala nazionale era al 25% - conquista al primo turno sei regioni: Nord-Pas de Calais-Picardia, PACA, Linguadoca-Roussillon-Midi Pyrenees, BorgognaFranche Comté, Centre-Val de Loire e Alsazia-ChampagneArdenne-Lorena. In quest’ultima regione, lo “stratega” del partito, Florian Philippot, è nettamente in testa con il 39,6% dei voti, davanti a Philippe Richert (Republicains) con il 22,6% e il socialista Jean-Pierre Masseret (16,1%). E’ proprio questa la terza regione dove il FN è potenzialmente in grado di assicurarsi la vittoria finale fra una settimana. Nell’Ilede-France, dove il candidato FN è fuori gioco, Valerie Pécresse (destra) guida con quasi 10 punti di vantaggio sul presidente dell’Assemblea nazionale, il socialista Claude Bartolone. Appelli a ritirare le liste per far convergere tutti i voti al ballottaggio sulle liste anti-Front National, dopo la decisione socialista, arrivano anche dal centro, in particolare dal presidente del MoDem, Francois Bayrou. La settimana politica fra i due turni si annuncia bollente. 9 L’OMBRA DELL’ISIS Obama: “Il terrorismo una minaccia reale ma vinceremo” NEW YORK - “Il terrorismo é una minaccia reale, ma vinceremo”. In un discorso raro, dallo Studio Ovale, Barack Obama parla alla nazione per ribadire che gli Stati Uniti sconfiggeranno il terrorismo “entrato in una nuova fase” e per rassicurare gli americani ancora sotto shock dopo la strage di San Bernardino. Tredici minuti in cui il presidente Usa non fa nessun clamoroso annuncio nel cambio di strategia o di politiche per la lotta al terrorismo, ma ribadisce concetti giá espressi in passato e rassicura: - Siamo dalla parte giusta della storia. Ricordiamoci che la libertá è più forte della paura. Obama inizia l’atteso discorso partendo da San Bernardino. - E’ stato un atto di terrorismo, progettato per uccidere persone innocenti, ma finora non abbiamo prove che i killer siano stati diretti da gruppi terroristici all’estero anche se avevano iniziato un percorso di radicalismo - dice. Quindi chiede, per l’ennesima volta, un intervento del Congresso sulle armi da fuoco: - Bisogna rendere più difficile per la gente comprare fucili d’assalto come quelle usate nell’attacco a San Bernardino, a partire dall’approvazione di una legge che impedisca a chi si trova già sulla lista nera di quanti non possono salire un aereo - perchè considerati pericolosi - di comprare armi. Obama spinge anche per le restrizioni al ‘K-1 non immigrant visa program’, il visto concesso a coniugi o fidanzati (come quello ottenuto dalla killer del commando di San Bernardino), “in modo che si possano fare più controlli e accertare che chi viene in America non sia stato nelle zone di guerra”. Ma chiede anche al Congresso di autorizzare l’uso continuato della forza militare contro i terroristi “anche se - precisa - non saremo trascinati in una guerra lunga e costosa. Questo è quello che vuole l’Isis”, ribadendo ancora una volta che non invierà truppe di terra in Siria e in Iraq. - La strategia di adesso - raid aerei, forze speciali e collaborazione con le truppe locali che lottano per riprendersi il controllo del Paese - è così che raggiungeremo una vittoria più sostenibile. Nel denunciare lo Stato islamico “come il culto della morte”, Obama ribadisce che “l’Isis non parla per l’Islam. Sono solo dei criminali e degli assassini e rappresentano una parte piccolissima dei musulmani”, sottolineando come bisogna impedire a tutti i costi che questa lotta sia definita come una guerra tra l’America e l’Islam. Il presidente ha quindi sottolineato la necessità di respingere le proposte di chi vorrebbe che i musulmani americani fossero trattati diversamente o di chi vorrebbe i test religiosi per le persone che vengono accolte in Usa. E ancora: - Noi crediamo nella dignità umana. Non importa chi sei, da dove vieni, come appari o quale religione pratichi. Tutti sono uguali davanti agli occhi di Dio e davanti agli occhi della legge. Poi ha concluso: - Siamo dalla parte giusta della storia. E dobbiamo ricordare che la libertà è più forte della paura. 10 SPORT martedì 8 dicembre 2015 | CALCIOMERCATO I neroazzurri sono in vetta alla classifica grazie alle armi segrete nel reparto arretrato e l’ex giocatore della Fiorentina Il venezuelano Arteaga giocherà con il Palermo Ljajic e difesa di ferro: ecco le armi-scudetto dell’Inter ROMA – L’Inter resta solitaria in vetta, trova la qualità del gioco che finora mancava e si candida seriamente nella lotta scudetto. La continuità dimostrata dai nerazzurri manca ancora alle avversarie: il Napoli fallisce a Bologna e la Roma continua a perdere terreno. Fiorentina e Juventus, che stanno recuperando i punti di svantaggio, si affronteranno domenica prossima in una sfida che può permettere all’Inter (in trasferta a Udine sabato sera) di prendere il largo. Un passo alla volta, un gol alla volta (ben otto le partite vinte di misura), Mancini è riuscito a creare un gruppo unito che non dipende dalle individualità dei singoli. L’Inter segna poco, ma in gol è già andata quasi mezza rosa. Ben undici i marcatori che hanno firmato il tabellino, a dimostrazione che ogni elemento può fare la differenza. È la forza dell’Inter che riesce a vincere nonostante continui la crisi del suo bomber. Icardi fatica, è rimasto in panchina anche contro il Genoa, ma a illuminare la serata ci ha pensato Ljajic. Il serbo è motivato, si sta prendendo la sua personale rivincita con la Roma, ha più fiducia nelle sue capacità e ieri ha segnato il gol vittoria. Tra Ljajic e Jovetic l’intesa aumenta di partita in partita: amici fuori dal campo e affiatati in gara. “Bella serata, vittoria importante e complimenti ad Adem per il gol”, ha scritto ieri su Twitter il montenegrino. Domenica contro il Genoa i due attaccanti hanno duettato regalando dribbling, passaggi filtranti e ampia visione di gioco. Lo spettacolo che finora manca. La coppia Jovetic-Ljajic sta difatti chiudendo le porte a Mauro Icardi, domenica spettatore non pagante della vittoria nerazzurra, cupo in volto e privato del ruolo di protagonista a cui è tanto affezionato. “Se non lavora per la squadra, va in panchina come tutti”, aveva annunciato Mancini. E così è stato. Un momento sfortunato per Icardi che, dopo la delusione per l’esclusione in campo, è stato anche derubato verso mezzanotte davanti ad un ristorante nel centro di Milano: i rapinatori gli hanno portato via l’orologio di marca, la cui foto il giocatore aveva postato nei giorni scorsi su Instagram. La fascia da capitano è andata a Palacio, ma a questo punto ci si chiede se non sia meglio affidarla a Medel, leader indiscusso della squadra. Lui e Melo, insieme o singolarmente, sono una diga a centrocampo. Tenaci e agguerriti, tanto che col Genoa pur di recuperare l’ennesimo pallone si sono scontrati di testa. Fortunatamente nessuna conseguenza per entrambi: anche Melo dopo aver passato la notte in osservazione in ospedale per una lieve commozione celebrale, è stato dimesso. La macchina dell’Inter si basa sui mastini del centrocampo, ma soprattutto su una difesa impenetrabile. Miranda e Murillo sono la coppia di centrali migliori della Serie A e in Europa solo Bayern Monaco e Atletico Madrid sono in grado di reggere il confronto di imbattibilità. Mancini ha fondato sulla difesa la vera arma della rinascita nerazzurra. Perché in Italia, come ha insegnato la Juventus, vince chi subisce meno gol. BASKET La Viola chiama Kobe Bryant: ROMA – “Ti vorremmo di nuovo a casa, a indossare i nostri colori, a rappresentare la nostra gente come ha fatto tuo padre prima di te. C’è una maglia Nero Arancio che ti aspetta con il tuo nome sulle spalle ‘Bryant’. Un abbraccio piccolo Kobe, grande, infinito Artista del Basket”. Si conclude così una toccante lettera inviata dalla Viola Reggio Calabria a Kobe Bryant, la star del Los Angeles Lakers che poche settimane fa ha annunciato il suo ritiro a fine stagione. Nella lettera è allegata una foto del 1986, con un piccolo Kobe di soli 8 anni in posa con la maglia delle giovanili della Viola con alle spalle il papà Joe ‘Jellybean’ Bryant, che in quegli anni era una stella della Serie A italiana proprio a Reggio Calabria. La lettera ha suscitato grande interesse anche negli Stati Uniti, ripresa da diversi siti e blog. CARACAS - Il Palermo ha chiuso per Manuel Arteaga, 21 anni, attaccante venezuelano (con passaporto spagnolo) che ha appena concluso il ‘Torneo Adecuación’ con un bottino di 18 gol con la maglia dello Zulia. In Italia, Arteaga c’è già stato a 18 anni, con il Parma, dopo l’exploit nel Mondiale under 17 con la maglia della Vinotinto. Non debutta in Serie A, ma contribuisce a spingere i gialloblù fino alla semifinale del Torneo Viareggio. “Sono molto felice di questa opportunità e della possibilità di tornare a giocare in Italia. Ho tanta voglia di far bene con la maglia del Palermo e di segnare tanti gol. Il 27 dicembre sarò in città per le visite mediche, non vedo l’ora di iniziare la mia nuova avventura” sono state le prime parole di Arteaga. Il calciatore nato 21 anni fa a Maracaibo, é una classica punta d’area di rigore, il classico ‘9’ come si dice solitamente. Nonostante la sua forza fisica é dotato di una buona agilità, può calciare indistintamente con tutti e due i piedi ed é bravo in area di rigore nel gioco aereo. Il patron rosanero Maurizio Zamparini ha così definito l’acquisto a titolo definitivo (costo dell’operazione intorno agli 800 mila euro) per questo centravanti potente, mancino, che nel suo Paese paragonano a Gabriel Batistuta. “Senza dubbio un onore considerato il valore di questo calciatore e quanto fatto da lui nel passato. Io sono cresciuto con il mito di Ibrahimovic e ho sempre seguito anche Lewandowski, due attaccanti molto importanti ai quali mi sono sempre ispirato. Tra i miei connazionali, il migliore, devo ammetterlo, è Salomon Rondon, un esempio per tutti noi vinotintos”. Arteaga, si unirà alla comunità venezuelana che gioca tra campionato di Serie A e Serie B. “Mantengo i rapporti con Josef Martinez del Torino, Rincón del Genoa, Ponce della Sampdoria e Signorelli della Ternana. Non li ho ancora contattati per sapere com’è cambiata la Serie A”. Arteaga è atteso a Palermo il 27 dicembre per le decisive visite mediche. Nei progetti del club rosanero sarà lui il vice-Gilardino in attesa del recupero del serbo Djurdjevic. Ma la caccia del Palermo ai giovani talenti non è finita: in arrivo ce ne sono altri emergenti alla riapertura delle liste a gennaio. Il nostro quotidiano Marketing 11 | martedì 8 dicembre 2015 A cargo de Berki Altuve El Sistema Coca-Cola FEMSA de Venezuela- y la Fundación Olimpíadas Especiales Venezuela, coordinaron dos clínicas deportivas en Petare Fiesta deportiva de Caimaneras Coca-Cola con los atletas de Olimpíadas Especiales CARACAS - El Sistema CocaCola de Venezuela -integrado por Coca-Cola Servicios de Venezuela y Coca-Cola FEMSA de Venezuela- y la Fundación Olimpíadas Especiales Venezuela, coordinaron en conjunto dos clínicas deportivas, en las disciplinas de béisbol y fútbol, que atendieron a 240 atletas. Las clínicas, que forman parte del programa de Responsabilidad Social Empresarial Caimaneras CocaCola, tuvieron lugar en el Polideportivo La Dolorita, en Petare. Reinaldo Espinoza, Director Nacional de Deportes de Olimpiadas Especiales Venezuela, comenta: “Nos llena de satisfacción que empresas como el Sistema CocaCola de Venezuela, dediquen esfuerzos sostenidos en el tiempo, para concretar actividades tan positivas como estas clínicas deportivas, pensando en nuestros atletas. Nuestros jóvenes necesitan realizar actividades diferentes, que los involucren en proyectos deportivos y que al mismo tiempo le refuercen temas como disciplina, trabajo Il nostro quotidiano NOVEDADES Santiago Ulloa es el nuevo CEO de GE para Venezuela GE, la compañía Digital Industrial más importante del mundo, anunció el nombramiento de Santiago Ulloa como CEO de la multinacional en Venezuela, quien a partir del 1 de noviembre está al mando de la operación de la compañía en el país. En este rol Santiago Ulloa tiene por objetivo liderar y posicionar el grupo GE en Venezuela. Adicionalmente colaborará en la integración de los empleados de Alstom en GE después de la adquisición a nivel mundial del negocio de energía de Alstom, en noviembre de este año. Esta designación forma parte de la planificación estratégica de GE en el país, la cual apunta a contribuir al desarrollo económico de Venezuela mediante el apoyo a largo plazo a distintos proyectos en áreas estratégicas como energía, petróleo y gas, agua, salud e iluminación, consolidando la presencia local de la empresa. Santiago Ulloa, CEO GE Venezuela, comenta: “Me siento muy motivado de liderar las operaciones de GE en Venezuela, un mercado con grandes retos, oportunidades y alto potencial para nuestra organización. Desde ya, hemos comenzado a planificar las estrategias que nos permitirán identificar nuevos espacios de crecimiento, consolidar nuestro liderazgo, desarrollar nuestro equipo humano y ofrecer el portafolio más avanzado e innovador en las áreas de energía, petróleo y gas, adaptadas a las necesidades del entorno local, con un alto espíritu de servicio hacia la comunidad”. Diablitos™ Underwood™ contribuye con las comunidades indígenas de Venezuela en equipo y vida saludable. Para ellos representa una gran oportunidad, es un gran momento en su vida de atletas, relacionarse con los entrenadores y aprender disciplinas como el béisbol y el fútbol, que no forman necesariamente parte de su rutina diaria”. Por su parte, Walewska Miguel, Gerente de Asuntos Públicos y Comunicaciones de Coca-Cola Servicios de Venezuela, explica: “Nuestro programa de RSE Caimaneras Coca-Cola -incluido en nuestra Plataforma de Desarrollo Sustentable- se orienta hacia al planificación de eventos inclusivos, que promuevan el desarrollo de valores y una mejor calidad de vida, a través de la actividad física y un estilo de vida saludable. Qué mejor manera de activarnos que ofreciendo a los valiosos atletas de Olimpiadas Especiales Venezuela, estas dos Caimaneras de Fútbol y Béisbol, diseñadas especialmente para atender a unos 120 participantes cada una. Con esta iniciativa ratificamos nuestro compromiso de promoción de inclusión e integración y buscamos reconocer la dedicación y entusiasmo de estos deportistas que son ejemplo para todos.” LANZAMIENTO “Adidas originals” presenta la campaña Otoño/Invierno 2015 CARACAS- Este año, adidas originals presenta una emocionante colección de relojes nueva. La muy solicitada colección adh-1969 recibe una actualización refrescante para otoño con estilos nuevos como fuente de inspiración. El estampado de serpiente está presente en toda la colección consiguiendo un look muy urbano, mientras que para Navidad adh-1969 se renueva con tonos metálicos: plata, gris plomo, negro y rosa. Nombrado en honor al año en el que debutó la Superestrella de adidas, adh-1969 está dedicado al estilo cool de las emblemáticas deportivas de adidas. Con toques inspirados en la deportiva de nuestra Superestrella, como el detalle en la caja de la puntera Shelltoe en forma de caparazón y una textura en la esfera basada en el dibujo de la suela del calzado deportivo, las actualizaciones de otoño aportan nuevos diseños que trasladan a esta colección al próximo nivel. Los alegres lunares en colo- La marca Diablitos™ Underwood™ y la Fundación Todos Por La Vida, organización sin fines de lucro que trabaja para brindar atención médica y odontológica, realizaron jornadas de atención médico-odontológicas para las comunidades indígenas menos beneficiadas de los estados Apure y Amazonas. El programa de Responsabilidad Social “Sabor con Causa” de Diablitos™ Underwood™ donó más de Bs. 380.000, utilizados para suministros médicos y material POP. Estos fueron destinados a ayudar a los voluntarios de la Universidad de Carabobo, que participan en el programa de la Fundación Todos Por La Vida, para la atención médica de las comunidades mencionadas. “Esta donación demuestra nuestro compromiso con el país porque queremos retribuir la confianza puesta en Diablitos™ Underwood™ por parte de nuestros consumidores, quienes nos han permitido estar en su mesa por más de 115 años. Sabor con Causa apoya a organizaciones y programas que buscan apoyar a la comunidad a través de educación, arte, alimentación, desarrollo integral y mejoramiento del entorno.” Expresó Nathalia Saldivia, Senior Brand Manager de General Mills. La Monserratina inicia una “Trivia béisbolera” res azul y negro le confieren a los nuevos relojes un look divertido, mientras que el diseño de serpiente le otorga una dimensión vanguardista. Este estampado de serpiente se aplica para elevar las plataformas Denver y Newburgh a un nuevo nivel en línea con los dictados de la moda. La colección básica también se va a actualizar con materiales reflectantes coincidiendo con las fiestas. Precisamente, empezando en Navidad, la evolución del modelo adh1969 será mayor, con nuevos enchapados metálicos. Estos tonos en plata, gris plomo, negro y rosa dotarán a este reloj del look que todo el mundo está deseando. Estas colecciones estarán disponibles en tiendas selectas de todo el mundo a partir de la temporada de Otoño/Navidad. Pensando especialmente en vivir la pasión del béisbol al máximo, La Montserratina inició una “Trivia Béisbolera” que pondrá a prueba los conocimientos de la fanaticada, a quienes les corresponderá demostrar cuánto saben del deporte favorito de los venezolanos. Los participantes concursarán por fabulosos obsequios y el placer de disfrutar entre panas los mejores sabores de los productos parrilleros de la marca. Rafael Sandia, gerente de mercadeo de La Montserratina, indicó que para participar se debe ingresar a la aplicación “Trivia Béisbolera”, que se encuentra en el fanpage de la marca en Facebook. Allí se deberán responder las preguntas semanales, y mientras más respuestas se acierten, más puntos se acumularán en el ranking individual. Cada día se activarán cinco preguntas, hasta llegar al total de 140 al cierre de la competencia. Los jugadores serán evaluados por: cantidad de respuestas correctas y el tiempo total que necesitaron para responder. Se elegirán tres ganadores por semana, los cuales serán seleccionados según la mayor puntuación acumulada hasta el momento. La dinámica estará activa hasta el 20 de diciembre, y los ganadores serán anunciados la semana siguiente a su elección. Il nostro quotidiano Il nostro quotidiano 12 | martedì 8 dicembre 2015 A cargo de Berki Altuve Los nuevos modelos Porsche 911 Turbo y 911 Turbo S estarán disponibles en América Latina y el Caribe desde mediados de febrero de 2016 Los modelos 911 más radicales: Porsche 911 Turbo y 911 Turbo S STUTTGART - Al inicio de 2016, en el Salón Internacional del Automóvil de Norteamérica, en Detroit, Porsche presentará otro punto culminante de su gama de productos. Los modelos más radicales de la serie 911 –el 911 Turbo y el 911 Turbo S– ahora cuentan con 20 caballos más de potencia (15 kW), un diseño más marcado y mejores equipamientos. Desde el principio, los modelos estarán disponibles tanto versión coupé como convertible. El motor biturbo de seis cilindros del 911 Turbo, con 3.8 litros de cilindrada, tiene ahora 540 caballos de potencia (397 kW). Esta ganancia de potencia se logró mediante la modificación de los puertos de entrada de las cabezas de los cilindros, las nuevas boquillas de inyección y una mayor presión del combustible. El 911 Turbo S ahora desarrolla 580 caballos de potencia (427 kW) gracias a los nuevos turbocompresores con compresores de mayor tamaño. Porsche sigue siendo el único fabricante que utiliza turbocompresores con turbina de geometría variable en los motores de gasolina. Los motores tienen ahora también lo que se conoce como función de refuerzo dinámico (‘boost’) para mejorar aún más la respuesta del motor en funcionamiento dinámico. El 911 Turbo S Coupé acelera de 0 a 100 km/h en 2,9 segundos. Su velocidad máxima de 330 km/h es 12 km/h más alta que antes. El 911 Turbo alcanza la marca de los 100 km/h en 3,0 segundos, y su velocidad máxima es de 320 km/h –cinco km/h más rápido que el modelo anterior–. Sin embargo, los coupés ahora recorren 11 kilómetros por litro (41,6 km/g, 25,9 mpg o consumen 9,1 l/100 km), y los convertibles 10,8 kilómetros por litro (40,7 km/g, 25,3 mpg o consumen 9,3 l/100 km). Esto representa 0,6 litros menos de combustible por cada 100 km para todas las versiones. La razón de esto son los mayores avances en la gestión electrónica del motor y la transmisión con un mapeo de cambio de marcha mejorado. Diseño más definido con nuevas características Naturalmente, la nueva generación 911 Turbo adopta características significativas del llamativo diseño de los modelos Carrera, complementados por las características típicas del 911 Turbo. El re- cientemente creado frontal con alerones para toma de aire laterales y unas estrechas tiras dobles de luces de LED, le dan a la parte delantera un aspecto más amplio en combinación con el alerón adicional en la toma de aire central. Visto desde los laterales, este auto deportivo de alto rendimiento destaca por sus aros de 20 pulgadas. En el 911 Turbo S, por ejemplo, estos aros con tuerca central tienen ahora siete radios dobles en lugar de 10. También son nuevas las dimensiones de las llantas del 911 Turbo: 9 J x 20 en la parte delantera y 11,5 J x 20 en la parte trasera, las nuevas llantas son ahora media pulgada más anchas y pasan a ser del mismo tamaño que las llantas del 911 Turbo S. Los modelos Porsche 911 Turbo y 911 Turbo S estarán disponibles en América Latina y el Caribe desde mediados de febrero de 2016. Para información de precios y equipamientos específicos por favor póngase en contacto con su representante local de Porsche. PIRELLI Calendario 2016 de Annie Leibovitz El Calendario Pirelli 2016 presentó recientemente, un antiguo edificio industrial que fue uno de los templos del rock de la capital británica en los años sesenta. La 43a edición del Calendario Pirelli es obra de una de las fotógrafas y retratistas más célebres de América, Annie Leibovitz. El Calendario Pirelli 2016 presenta a 13 mujeres que han destacado por sus logros profesionales, sociales, culturales, deportivos y artísticos: la actriz Yao Chen, primera Embajadora de Buena Voluntad china de ACNUR; la top model rusa Natalia Vodianova, fundadora de la organización benéfica Naked Heart Russia; la productora Kathleen Kennedy, presidenta de Lucasfilm y una de las figuras más influyentes de Hollywood; la coleccionista de arte y mecenas Agnes Gund (con su nieta Sadie Rain Hope-Gund), presidenta emérita del Museo de Arte Moderno de Nueva York; la tenista Serena Williams, número uno del mundo; la líder de opinión, crítica y escritora Fran Lebowitz; la presidenta de Ariel Investments, Mellody Hobson, que brinda su apoyo a proyectos benéficos en Chicago; la directora cinematográfica Ava DuVernay, entre cuyas películas destaca Selma, nominada a un Premio de la Academia a la Mejor Fotografía en 2015; la bloguera Tavi Gevinson, fundadora de Style Rookie y de la revista online Rookie; la artista visual iraní Shirin Neshat; la artista, música y actriz Yoko Ono; la cantante Patti Smith, una de las estrellas del rock más importantes de todos los tiempos, y la actriz y comediante Amy Schumer. La nueva web www.pirellicalendar.com cuenta ahora con más y más ricos contenidos. NOVEDADES Toyota de Venezuela comenzará a exportar partes hacia Argentina CUMANÁ- En el marco de las actividades conmemorativas de los 500 años de la Fundación de Cumaná, Toyota de Venezuela anunció el inicio del Proyecto de Exportación de Piezas y Partes de repuestos de vehículos hacia la empresa Toyota Argentina. Paralelamente y consciente de su rol como agente catalizador de cambio y progreso en la zona, Toyota de Venezuela trabajó en sinergia con Metalpartes Espósito, Mamidel y FAACA, reconocidos proveedores locales con los que conformó una alianza estratégica a fin de lograr desarrollar estas primeras 4 piezas y partes producidas localmente, con las que se está dando inicio al proyecto. Para mayo de 2016, se tiene planificada la inclusión de 3 piezas y partes adicionales y, actualmente, se están adelantando esfuerzos para incluir otras 18 piezas para final de año. “Quiero agradecer a nuestros aliados Metalpartes Espósito, Mamidel y FAACA y a las autoridades que nos apoyaron para lograr llevar adelante este Proyecto de Exportación de Piezas y Partes hacia Argentina. Para nosotros en Toyota de Venezuela, esta iniciativa es realmente significativa pues demuestra nuestra capacidad de producir piezas con calidad para exportación, con mano de obra local calificada, y de esta manera, continuar haciendo aportes en pro del desarrollo de nuestra Región y del país”, comentó Toshiro Hayashi Presidente Ejecutivo de Toyota de Venezuela. En el acto estuvo presente el CEO de Toyota para Latinoamérica y el Caribe, Steve St. Angelo, promotor del proyecto, quien confirmó la importancia que siempre ha tenido Venezuela en la Región y para Toyota. “Venezuela fue el primer país latinoamericano donde Toyota estableció operaciones. Ya son casi 60 años en el país y seguimos apoyando la gestión y a nuestro grupo de trabajadores, quienes nos han demostrado su calidad humana y profesional. Estas piezas que hoy presentamos, son el producto del trabajo coordinado de una Región y de un grupo comprometido con su labor y con su país”, destacó Steve St. Angelo, CEO de Toyota para Latinoamérica y el Caribe. Bridgestone Firestone reconoció la trayectoria de sus trabajadores sin accidentes En Bridgestone Firestone Venezolana C.A., apuestan por garantizar la seguridad y salud de sus trabajadores, hecho que es posible gracias a la colaboración de cada uno de ellos. Por esta razón, la organización reconoce a su gente por los años de servicio sin haber presentado ningún tipo de accidente laboral. Este reconocimiento, tuvo el propósito de enaltecer a un grupo de 148 trabajadores que han cumplido desde cinco (5) hasta treinta y nueve (39) años de vida profesional dentro de la empresa sin sufrir ningún accidente, además de tener un comportamiento proactivo en sus acciones en el sitio de trabajo para evitar cualquier condición de riesgo en su seguridad o la de sus compañeros. Humberto Moreno Gerente de Seguridad y Ambiente destacó que el talento de su personal es la clave para poder alcanzar la meta de ser una empresa responsable de garantizar la seguridad y la salud de la Organización. “La experiencia me ha demostrado, que no se alcanza con trabajar solamente en estrategias, métodos y estándares sino que es necesario el involucramiento y accionar de los trabajadores, quienes se destacan por la identificación de peligros anticipadamente, participación en las mejoras en el lugar de trabajo, entrenamiento y la evaluación de riesgos junto con el cumplimiento de las normas de seguridad”, sostuvo. Copa Airlines amplia frecuencias a Cuba LA HABANA, CUBA - Copa Airlines {NYSE: CPA} subsidiaria de Copa Holdings, S.A., miembro de la red global de aerolíneas Star Alliance, en el marco de la conmemoración de sus 20 años de servicio aéreo ininterrumpido a la bella isla de Cuba, anunció la inclusión de una frecuencia diaria hacia La Habana y la adición de dos vuelos semanales hacia Santa Clara para llegar a 4 vuelos semanales desde el Hub de las Américas, ubicado en la Ciudad de Panamá. Además, como parte de las acciones relacionadas con la celebración de las dos décadas de conectar a Cuba con el Continente, Copa Airlines amplió sus oficinas comerciales y de venta en La Habana.
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