08 DICEMBRE 2015 - La Voce d`Italia

Premio Nacional de Periodismo
1950
1950
2015
Anni di Storia...
Fondatore Gaetano Bafile
Anno 66 - N° 238
2015
Anni di Storia...
Direttore Mauro Bafile
Deposito legale: 76/0788
Caracas, martedì 8 dicembre 2015
La Voce d’Italia
www.voce.com.ve
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Opec, addio alle quote
Migliaia di uomini e mezzi utilizzati per garantire lo svolgimento sereno della suggestiva cerimonia
Al via il Giubileo “blindato”,
area di sicurezza e “no fly zone”
In piazza San Pietro, la delegazione italiana, per dimostrare al mondo che non si cede alla paura,
sarà guidata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal premier Matteo Renzi
(Servizio a pagina 7)
FRANCIA
Renzi esclude analogie:
“Non emuliamo le destre”
MILANO - Al via il dispositivo
di sicurezza in vista dell’apertura
del Giubileo. Una giornata che
inizierà con l’apertura della Porta
Santa nella Basilica di San Pietro,
per proseguire con l’omaggio alla
statua della Madonna in piazza
di Spagna, una visita alla Basilica
di Santa Maria Maggiore, per poi
concludersi con l’evento denominato “fiat lux”, ovvero uno spettacolo di illuminazione scenografica con proiezione di immagini
su una facciata della Basilica di
San Pietro. Obiettivo principale
del dispositivo di sicurezza contenuto nell’Ordinanza di servizio del Questore di Roma Nicolò
D’angelo è quello “di rafforzare
ulteriormente la percezione di sicurezza dei cittadini, che hanno
già dimostrato di accettare con
grande senso di responsabilità gli
inevitabili disagi collegati all’accrescimento dei controlli”.
Questo sarà il primo Giubileo
blindato della storia. E’ stato disposto dalle autorità di polizia
una “no fly zone”, un’area di rispetto attorno al Vaticano e sei
zone rosse attorno alle basiliche,
compresa un’area di “massima
sicurezza” a ridosso di San Pietro
con controlli ferrei. A vegliare su
una giornata di massima allerta
2000 uomini, compresi reparti
speciali, l’Esercito e l’Aeronautica
Come Roma, per il Giubileo, anche Milano blindata in occasione
della Prima della Scala. Questa,
alla quale ha assistito anche Matteo Renzi, è stata una ‘prima’ dal
sapore un po’ diverso. Infatti, se la
tradizione è rappresentata dall’albero di Natale l’eccezionalità è stata tutta nei controlli, dalla piazza
blindata ai ‘metal detector’ che
hanno analizzato persino le borse
delle signore.
(Servizio a pagina 6)
ANALISI - VENEZUELA
Parlamentarie, nasce
una nuova maggioranza
(Servizi alle pagine 2 e 3)
VENEZUELA
NELLO SPORT
Antonio Ledezma spera
nell’amnistia
CARACAS – Torna la speranza in casa Ledezma. Il
trionfo dell’Opposizione, che forse riuscirà a ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento, ha
riacceso la speranza nei prigionieri politici. Anche
nel Sindaco di Caracas, l’italo-venezuelano Antonio Ledezma.
- Il trionfo nelle scorse elezioni per il rinnovo del
Parlamento – ha commentato Mitzy Capriles in
Ledezma – ci permette di sperare nuovamente.
Siamo certi che i deputati approveranno una Legge di Amnistia per i circa 80 prigionieri politici.
Mitzy Ledezma, moglie del Sindaco di Caracas
in carcere, ha informato che mercoledì dovrebbe
svolgersi finalmente l’udienza preliminare, rimandata già ben 7 volte. Durante l’udienza, nel caso
non fosse nuovamente rimandata, Antonio Ledezma potrá finalmente difendersi dai capi d’accusa
per i quali è in carcere.
(Servizio a pagina 8)
NATALE
Volano i consumi,
l’abete piace finto
(Servizio a pagina 8)
Ljajic e difesa
di ferro: ecco le armi
scudetto dell’Inter
Francia, il Front National é il primo partito
(Servizio a pagina 9)
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ANALISI - VENEZUELA
martedì 8 dicembre 2015 |
Dopo 17 anni
di dominio
indiscusso,
il “chavismo
consegna il Parlamento
all’Opposizione.
La nuova maggioranza
emersa dalle urne
sarà obbligata
a cercare intese,
accordi, alleanze.
Cambia la dinamica
parlamentare
Parlamentarie, nasce
una nuova maggioranza
Mauro Bafile
CARACAS –Psuv 46 deputati,
Mud 99. Risultato provvisorio.
Infatti, devono essere assegnati ancora 22 scanni in Parlamento. In alcune circoscrizioni e località, gli scrutini, al
momento del primo bollettino
del Cne, erano ancora in pieno svolgimento. E l’equilibrio
tra i candidati non permetteva
di individuare un vincitore.
Dopo 17 anni di dominio indiscusso, il “chavismo”, obbligato dalle circostanze, tira
i remi in barca e consegna il
Parlamento all’Opposizione.
Questa, per il momento, ha
solo una maggioranza relativa
solida che, nei prossimi giorni, potrebbe diventare assoluta. Tutto dipenderà da quei 22
posti in Parlamento ancora da
assegnare.
Per il momento, quindi, si
può parlare di “vittoria ai punti”. Ma nessun Ko. Il “Tavolo
dell’Unità”, volente o nolente, per ora resta sotto la soglia
dei 110 deputati; quella soglia
“critica” oltre la quale avrebbe
potuto approvare “Leggi Organiche” o “Strutturali” senza la
necessità di gettare ponti alla
nuova Opposizione. Dibattito,
discussione, polemica o intesa.
La nuova maggioranza emer-
sa dalle urne dovrà misurarsi,
come in tutti i Paesi democratici, con un’opposizione all’interno del potere Legislativo.
Sarà obbligata a cercare intese,
accordi, alleanze. Assisteremo,
quindi, a una nuova dinamica parlamentare, assai diversa
da quella arrogante alla quale
ci avevano abituato14 anni di
“chavismo”.
Quella di domenica è stata
una giornata relativamente
tranquilla. Statistiche non se
ne hanno. Visibilmente a disagio, la presidente del Consiglio
Nazionale Elettorale, Tibisay
Lucena, è stata parca di parole.
Appena le necessarie per comunicare il trionfo del “Tavolo
dell’Unità”. I venezuelani si
sono recati alle urne in un clima di tensione, preoccupazione, incertezza. Anche paura. Il
ritardo dell’apertura di alcuni
seggi elettorali; la presenza di
“gazebo” allestiti nei pressi dei
centri di votazione dai simpatizzanti del Psuv che non
hanno mai smesso di invitare
a votare per il “chavismo”; le
scorribande di gruppi di motociclisti “filo-chavistas” armati
fino ai denti hanno contribuito a creare un clima surreale:
un “mix” di speranza, illusio-
ne e paura. Anche la polemica
decisione della presidente del
Consiglio Nazionale Elettorale, Tibisay Lucena, di ritirare
gli accrediti concessi agli ex
presidenti di Bolivia e Colombia, Jorge Quiroga e Andrés Pastrana, per aver presuntamente
espresso “opinioni fuori luogo” durante la giornata di votazione; le dichiarazioni altrettanto polemiche e aggressive
del presidente del Parlamento
uscente, Diosdado Cabello; la
risoluzione, resa nota dal vicepresidente
dell’organismo
Sandra Oblitas, di posporre la
chiusura di tutti i seggi elettorali – decisione contestata dal
membro del Cne, Luis Emilio
Rondon, e confutata dai rappresentanti della Mud– non
hanno aiutato a creare nel Paese un clima di tranquillità.
Anche così, il processo elettorale si è svolto senza grosse alterazioni dell’ordine pubblico
e con un’affluenza eccezionale
del 74,25 per cento dei votanti.
Dopo le elezioni, anche se non
ancora del tutto digeriti i risultati che determinano una svolta nello scacchiere politico del
Paese, è già tempo di analisi.
L’Opposizione si è imposta con
un ampio vantaggio; un van-
taggio sorprendente per molti
versi e che lascia aperta la speranza di una maggioranza assoluta in Parlamento. Come 17
anni fa, quando l’estinto presidente della Repubblica, Hugo
Chàvez Frìas, s’impose sui candidati di Acciòn Democràtica
e Copei, anche in quest’occasione quello dei venezuelani
è stato un voto di protesta;
un voto di protesta contro la
corruzione, il malgoverno, e la
crisi economica. L’estinto presidente Chàvez, allora, accettò
le regole del gioco imposte dai
partiti dominanti e vinse. Oggi
il Tavolo dell’Unità ha sconfitto il “chavismo” seguendo
anch’esso le regole del gioco
decise dal partito dominante.
Anche 17 anni fa, il Paese, viveva una profonda crisi economica. Ma, nonostante lo
tsunami finanziario, che aveva
investito almeno un terzo delle
banche; provocato la scomparsa del Banco Latino, favorito
l’acquisto del Banco Consolidado da parte del consorzio
cileno “Corp Group”e facilitato l’ingresso in Venezuela del
gruppo spagnolo “Santander”
che assorbì il “Banco de Venezuela”; la crescente spirale
inflazionaria; e la svalutazio-
ne della moneta, questa non
aveva mai raggiunto le dimensioni di quella che oggi vive
il Paese. Bisogna poi ricordare
che la crisi economica è esplosa dopo quasi un decennio di
prezzi del petrolio a circa 100
dollari il barile. Il governo del
presidente Caldera, per evitare
guai peggiori, salvare i risparmi dei venezuelani e non distruggere l’intera impalcatura
finanziaria nazionale investì
ben 1.272 milioni dei “vecchi bolìvares”e, a cavallo del
1994, assegnò alle banche in
crisi 6.600 milioni di dollari.
Ovvero, una decima parte del
prodotto. Oggi, il Paese soffre
i rigori di una crisi economica
e finanziaria ben peggiore che
colpisce alla radice la qualità
di vita di ognuno di noi, provoca la mancanza cronica di
alimenti, prodotti per l’igiene
e medicine e priva i giovani di
un futuro migliore; i rigori di
una crisi alla quale il governo
del presidente Maduro non
è riuscito a porre argini. L’incapacità di assumere responsabilità si cela a stento dietro
slogan senza contenuto e denunce di presunte trame che
alimenterebbero una non ben
precisata “guerra economica”
ANALISI - VENEZUELA
www.voce.com.ve | martedì 8 dicembre 2015
provocata dalla “destra oligarchica”.
Il “voto castigo”, in quest’occasione, è stato anche la reazione contro l’abuso di chi, negli
enti pubblici, ha obbligato per
anni i dipendenti ad assistere
ai comizi del capo dello Stato,
con il ricatto di togliere loro il
posto di lavoro o la casa, tanto
agognata, assegnata dalla “Misiòn Vivienda”.
Non è la prima volta che un governo deve fare i conti con un
Parlamento dominato dall’Opposizione. E’ già accaduto nella
“Quarta Repubblica” quando,
prodotto del “Pacto de Punto
Fijo”, i partiti dello “status” si
alternavano al potere. Per superare l’“impasse” si tessevano
alleanze, si costruivano ponti,
si ricorreva alla diplomazia.
Da gennaio, si dovrà fare altrettanto. Il governo dovrà
esercitare l’arte della persuasione. Difficile, ma non impossibile. Dovrà farlo con un presidente la cui popolarità è ormai
ai minimi storici. Il delfino
dell’estinto presidente Chàvez
ha assunto, ipotecando la propria credibilità, la responsabilità della campagna elettorale.
Lo ha fatto in prima persona.
Ha trasformato delle semplici elezioni parlamentari in un
vero e proprio referendum pro
o contro il governo. La sconfitta di domenica scorsa brucia
al Psuv ma, soprattutto al capo
dello Stato.
Incertezza, tensioni, crepe. Dal
momento in cui, poco a poco,
le urne davano il loro responso, in seno al Psuv è iniziata
la resa dei conti. Le leadership
emergenti, fino a ieri frenate
dall’autorità dei leader tradizionali – leggasi, Aristòbulo
Isturiz, Diosdado Cabello, Rafael Ramìrez, Cilia Flores, Jorge
Rodrìguez, solo per nominarne
alcuni -, esigeranno un dibattito aperto. E chissà se non chiederanno la testa del presidente
della Repubblica, Nicolàs Maduro, e quella del presidente
dell’attuale Parlamento, Diosdado Cabello.
L’estinto presidente Chávez, in
14 anni di governo, non aveva
mai perso un’elezione. L’unica
“scivolata” fu il referendum
della Riforma Costituzionale.
Poco a poco aveva occupato
tutti gli spazi politici ed economici - dalla Holding petrolifera
trasformata in un bancomat
filo governativo, ai giornali,
alle Tv, alle radio; dalle fabbriche alle istituzioni dello Stato
create per controllare i poteri
Legislativo ed Esecutivo -. Era
riuscito ad ottenere, con gli
strumenti messi a disposizione
dall’architettura democratica,
quel potere che non era riuscito a conquistare con la forza
delle armi.
Privo delle qualità istrioniche
dell’ex presidente Chàvez, Nicolàs Maduro, dovrà ora affrontare
la crisi del partito che dal potere
“quasi” assoluto in Parlamento,
è sceso a ben 46 seggi. Successori del presidente Chàvez, stando
alla militanza del Psuv, hanno
dissipato quanto lasciato loro in
eredità.
La crisi economica sarà determinante nei prossimi mesi.
Quando, superate l’euforia della
vittoria e la sbornia natalizia, il
nuovo Parlamento assumerà il
potere si ritroverà a dover gestire una crisi gravissima, di proporzioni forse inattese; una crisi
che né il presidente né l’Opposizione amerebbero affrontare.
Nessuno vorrà che gli si attribuisca la paternità di provvedimenti severi e impopolari.
Il
dibattito
parlamentare,
all’inizio, avrà probabilmente
come argomento principale
quello della libertà deiprigionieri politici – soprattutto dei
Sindaci Ceballo e Ledezma, nostro connazionale, e del leader
di Voluntad Popular, Leopoldo
Lòpez - . Per loro vi è la proposta di amnistia. Poi Governo e
Opposizione, anche se a brutto
muso, dovranno incontrarsi e
trovare la maniera per superare le tante differenze. Magari
stabilire un periodo di “transizione guidata” per ristabilire
gli equilibri nelle istituzioni e
nell’architettura del sistema
democratico.
Il trionfo di domenica determina ovviamente un cambio di
condotta dei venezuelani; un
nuovo modo di assumere responsabilità e di porsi di fronte
alle avversità. Una svolta non
solo politica ma anche di convivenza. Se non sarà così, sarà
difficile evitare l’esplosione sociale.
Quello di domenica, quindi,
rappresenta solo un primo, timido passo verso la trasformazione della società; mandato
espresso dai venezuelani attraverso il voto. Gli elettori han-
3
no manifestato il loro desiderio di intraprendere un nuovo
cammino.
Il pericolo, sempre latente, è
che la coalizione eterogenea
del “Tavolo dell’Unità”, proprio perché costituita da tante
anime assai diverse tra loro,
possa dissolversi tra recriminazioni, gelosie, rimproveri e
richiami. E’ per questo che si
rende necessario, nel minor
tempo possibile, rinsaldare
l’unità della alleanza non più
attorno
all’”antichavismo”,
escamotage utile per vincere le elezioni, ma attorno ad
un programma di governo
che sappia soddisfare tutte
le componenti del “Tavolo
dell’Unità”, dal centro-destra
al centro-sinistra. Linee programmatiche comuni oggi
inesistenti e senz’altro necessarie; una offerta sulla quale
discutere e potersi confrontare. Insomma, un programma
capace di risvegliare speranze e
attorno al quale poter riunire
il maggior numero di consensi.
L’alternativa sarebbero il caos e
la protesta popolare.
FONDATO NEL 1950
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Diputados electos
definirán acciones
en reunión del jueves
CARACAS- En el encuentro
de ganadores, se definirán
los integrantes de tres comisiones: Económica y Social,
Seguridad e Institucionalidad. Entre hoy y mañana
esperarán por la definición
de los cuatro cargos que aún
están en disputa.
Los diputados electos de la
Mesa de la Unidad sostendrán este jueves una reunión
para concretar las acciones
que se harán una vez juramentados el 5 de enero en la
Asamblea Nacional.
De acuerdo con el parlamentario electo, Freddy Guevara,
en el encuentro se definirán
los integrantes de tres comisiones: Económica y Social,
Seguridad e Institucionalidad.
Para los representantes del
partido, son éstos los tres temas prioritarios en los que se
trabajará una vez se asuman
los cargos en el Parlamento
venezolano.
También se anunció que el
próximo sábado, cada candidato celebrará en su respectivo circuito con los votantes
que apoyaron su propuesta,
un evento que llamaron “primer contacto con el pueblo”.
Guevara informó que habrán
otros encuentros próximamente con diversos sectores de la sociedad, que serán anunciados durante los
próximos días.
Rodríguez: “Asumimos
la responsabilidad”
CARACAS- Ante la derrota sufrida este domingo 6 de diciembre.
El Jefe del Comando de Campaña
Bolívar Chávez, Jorge Rodríguez,
destacó que el domingo Venezuela
dio un ejemplo de democracia y
de paz.
“Los asuntos entre los venezolanos se
dirimen por las vías que la Constitución de la República establece. Nosotros tenemos mucho que analizar en
cuanto al mensaje recibido el día de
la elección.Y hacerlo de forma crítica,
autocrítica. Asumimos absolutamente toda la responsabilidad, ¡es nuestra!. Del análisis, de la reflexión de
crítica y de la autocritica, sacaremos
conclusiones que compartiremos con
todos nuestro pueblo”, dijo durante
una rueda de prensa ofrecida desde el Comando Bolívar – Chávez.
Felicitó al pueblo de Venezuela
por el ejemplo de civismo que dio
el domingo y por la labor del Consejo Nacional Electoral.
Como una jornada electoral “atípica” calificó Rodríguez la campaña
electoral previa a los comicios legislativos. Recordó que durante el
desarrollo de la campaña dijo que
se respetarían y acatarían los resultados que emitiera el CNE que
no son más que la voluntad popular. “Esta elección de la que reconocemos el resultado, no nos la ganó la
derecha venezolana. La ganó la guerra económica, la guerra psicológica y
toda la agresión que recibió el pueblo
de Venezuela y aún así hay un pueblo
que resiste esa agresión”.
Rodríguez felicitó a los candidatos
que resultaron electos el domingo
. Y comentò que “aún con ese sector del pueblo que votó a favor de la
derecha venezolana, a todo el pueblo
de Venezuela, a los que votaron por
nosotros y a los que no, le decimos
que seguimos en la calle defendiendo
la revolución bolivariana”.
A la oposición, les dejó un mensaje:
“Administren muy bien su victoria,.
Ya hemos escuchado a Fedecámaras
decir que van a pedir la anulación de
la Ley Orgánica del Trabajo. Eso es
decir, que van a proponer el despido
de trabajadores. Nosotros no lo vamos a permitir”.
El Alcalde de Caracas, aseguró que
independientemente del resultado
electoral, como gobierno tienen
una obligación de mantenerse con
el pueblo en la calle.
ALLUP
“Autoridades de Poderes Públicos deberían renunciar”
CARACAS- El secretario General del partido Acción
Democrática (AD), Henry Ramos Allup, informó ayer
que cuando se designe la nueva junta directiva de la
Asamblea Nacional (AN), la primera medida a realizar
será promulgar leyes para liberar a los denominados
“presos políticos” y “permitir el regreso de los exiliados”.
“Vamos a recuperar nuestra autonomía como poder
nacional y vamos a promulgar una serie de leyes, la
primera de las cuales es la ley para liberar los presos
políticos y que regresen los exiliados”, expresó.
Durante una entrevista en el canal privado Venevisión, Ramos Allup indicó que los candidatos electos a
la Asamblea Nacional, elegirán, “en unanimidad y sin
tormenta” a una nueva junta directiva.
En cuanto a las acciones contra las altas autoridades
de los Poderes Públicos en el país, Ramos Allup expresó que “lo ético sería que ellos mismos renunciaran (...) Si yo fuera la fiscal, la Sala Constitucional, yo
renunciaría. Cada cual administra su propia desvergüenza”.
En relación a la continuidad de las misiones sociales,
impulsadas por el Gobierno nacional, el dirigente político aseguró que las mismas se mantendrán y se impulsarán aquellas que, a su juicio, no han avanzado.
“Claro que continúan las misiones, es más, hay que
revisar las que no estén funcionando y ver por qué
no funcionan y las que sea menester mantenerlas y
ampliarlas. No le vamos quitar los beneficios sociales
martedì 8 dicembre 2015
MUD
El Jefe del Comando de
Campaña Bolívar Chávez, Jorge
Rodríguez, felicitó a los
candidatos que resultaron electos
este domingo y a la oposición
que obtuvo la mayoría de las
curules. Dijo: “Administren muy
bien su victoria... Seguimos en la
calle defendiendo la revolución
bolivariana”
Cultura
Anna Maria Tiziano
[email protected]
Redazione di New York
Mariza Bafile (Responsabile)
Flavia Romani
Pagina 4 |
a nadie, no es un regalo, son para todo el mundo
sin discriminación. Tranquilos que a nadie se les va a
quitar nada”, aseguró.
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VENEZUELA
A cargo de Berki Altuve
BREVES
Suben precios de bonos venezolanos
en dólares tras parlamentarias
Los precios de los bonos venezolanos en dólares subían con
fuerza el lunes después de que la oposición derrotó a los gobernantes socialistas en una elección parlamentaria, elevando las esperanzas de que se implementen algunas reformas
económicas en el país petrolero.
Los bonos soberanos, al igual que los de la empresa petrolera estatal PDVSA, subieron hasta 4,2 centavos de dólar, y se
espera que se amplíen los avances si se cumple la expectativa de la oposición de obtener una mayoría de dos tercios en
el Parlamento venezolano.
Roy Chaderton asegura que el oficialismo
tendrá tiempo de reflexión
El exembajador ante la Organización de Estados Americanos, Roy Chaderton, aseguró que el oficialismo debe hacer
tiempo para la reflexión. “Rectificar errores y ratificar aciertos”, dijo.
“Grandes combates, por supuesto, tenemos que hacer tiempo para la reflexión, tenemos que rectificar errores y ratificar
aciertos, tenemos que tener muy claro que hay un ventajismo
inicio en todas nuestras batallas políticas que beneficia a una
oposición que cuenta con el apoyo del imperio y gobiernos asociados al imperio”, dijo Roy Chaderton, también encargado
del área internacional del comando de campaña del PSUV.
Para Chaderton vienen grandes batallas para proteger las
conquistas sociales. “En ese sentido el presidente Maduro
estuvo excelente, esplendida su exposición”.
“Ya Maduro dio la señal, aquí nadie va a bajar la cabeza, vamos a seguir mirando hacia arriba”, concluyó.
China espera que Venezuela
mantenga la estabilidad nacional
PEKÍN- “Esperamos que puedan mantener la estabilidad y
el desarrollo nacionales”, manifestó una portavoz del Ministerio chino de Asuntos Exteriores, Hua Chunying, en una
rueda de prensa.
Hua recordó que Pekín ha tomado nota de la forma “tranquila” en que se han celebrado los comicios.
Añadió que las autoridades chinas están dispuestas a seguir
trabajando con Venezuela “para consolidar nuestra tradicional amistad, y expandir nuestra cooperación en comercio y en
otras áreas”.
España espera que Venezuela
pueda “profundizar” en la democracia
MADRID.- A través de una nota del Ministerio de Exteriores,
España trasladó también su enhorabuena a los candidatos
elegidos que van a configurar “una nueva mayoría” en la
Asamblea Nacional.
La alianza opositora MUD ha conseguido 99 diputados frente a los 46 del partido del presidente Nicolás Maduro.
Exteriores subrayó en la nota que España, en esta nueva
etapa, reitera su ofrecimiento de colaborar con el Ejecutivo
venezolano “desde el respeto mutuo”, la defensa del Estado
de Derecho y la independencia de las instituciones.
Asimismo, España espera que el cambio que marca el resultado de los comicios, dé lugar a un cambio conducido con
responsabilidad, colaboración, diálogo, consenso y “reconciliación”.
México y El Salvador felicitan a Venezuela
por unas elecciones pacíficas
MÉXICO- El Gobierno mexicano felicitó ayer a Venezuela
por el desarrollo de las elecciones legislativas de este domingo en un ambiente de paz y con una “amplia participación
ciudadana”.
Por su parte, el portavoz del Gobierno salvadoreño, Eugenio
Chicas, expresó su “reconocimiento” al pueblo venezolano
por el “civismo” mostrado durante las elecciones legislativas
de este domingo, en las que triunfó la oposición frente al
oficialismo.
Pagina 5 | martedì 8 dicembre 2015
El jefe de la Misión Leonel Fernández informó que entregará al CNE un informe preliminar
de los comicios y hará recomendaciones y sugerencias en el informe final
Misión de Unasur reafirma
pleno ejercicio de la democracia
CARACAS-El jefe de la Misión de Acompañamiento
Internacional Electoral de
la Unión de Naciones Suramericanas (Unasur), Leonel
Fernández, destacó ayer
que las elecciones parlamentarias que se realizaron
el domingo en Venezuela se
hicieron en pleno ejercicio
de la democracia.
Al ofrecer un balance preliminar sobre el desarrollo
del evento electoral, ratificó
que la misión del bloque
regional se propuso, desde
su llegada a Venezuela, a
mediados de noviembre pasado, impulsar una labor sobre la base de los principios
de imparcialidad, independencia, y profesionalismo
“Creemos que esos objetivos fueron alcanzados de
manera óptima, contribuyendo así a un proceso de
paz, de tranquilidad y de
pleno ejercicio de la democracia (...) Nuestro balance
del proceso es, en términos
generales, muy positivo”,
expresó en una transmisión
de Telesur.
Asimismo, precisó que la
misión electoral de la Unasur activó este domingo 15
equipos de trabajo, que visitaron dos tercios de las parroquias del Distrito Capital,
así como 25 municipios de
nueve estados, 100 centros
de votación y más de 300
mesas de sufragio.
Detalló que en las últimas
tres semanas, la misión además realizó más de una de-
cena de reuniones con los
principales actores políticos
participantes de los comicios legislativos, con quienes intercambiaron puntos
de vistas sobre el sistema de
votación venezolano y las
auditorías.
Igualmente, recordó que se
reunieron con las autoridades venezolanas, representantes de medios de comunicación social públicos y
privados, analistas, encuestadores y voceros del sector
empresarial del país.
“Esa información fue sistematizada y analizada por
especialistas de órganos
electorales de varios países,
lo cual es una característica única de las misiones de
Unasur. Ese amplio espectro
de voces y puntos de vistas
nos permitió disponer de
una visión completa, final
y equilibrada acerca de las
condiciones en las que se
realizaron las elecciones”,
añadió el expresidente de
República Dominicana.
Reiteró que la misión electoral entregará al Consejo
Nacional Electoral (CNE) un
informe preliminar de los
comicios y hará recomendaciones y sugerencias en el
informe final, a los fines de
continuar perfeccionado el
actual sistema electoral venezolano.
Dicho documento final será
presentado en un lapso de
15 días, de acuerdo con las
disposiciones establecidas en
el acuerdo firmado entre la
Unasur y el Poder Electoral.
Llaman al diálogo
nacional
El secretario general de la
Unasur, Ernesto Samper,
destacó la participación de
la población venezolana en
las elecciones parlamentarias realizadas este domingo
6-D.
Samper, manifestó que
“hay un cambio en los equilibrios internos de la Asamblea Nacional en el cambio
de la composición de sus
fuerzas” por lo que aseguró
que habrá un cambio inminente en el poder Ejecutivo,
el poder Judicial y el poder
Legislativo.
“Nosotros creemos que en
esto consiste la democracia,
hay unos que ganan y otros
que pierden pero todos se
deben entender” dijo Samper con motivo de los resultados electorales para sacar
adelante “retos comunes”.
A su vez, resaltó la importancia de sacar adelante la
economía venezolana.
En este sentido, reiteró su
llamado al Gobierno Nacional y a oposición a que a
través de un diálogo nacional se puedan “superar las
dificultades de orden económico”.
Asimismo, instó a las fuerzas
nacionales a “desarmar los
espíritus de la polarización y
la confrontación y armar las
voluntades para sacar adelante a Venezuela”.
De igual forma, calificó de
“noble y democrática” la
actitud del presidente de la
República, Nicolás Maduro
ante los resultados de las
elecciones parlamentarias,
tal y como lo había mencionado antes de la realización
de la misma.
DIPUTADO
Borges: “No pueden haber dos Venezuela sino un país unido”
CARACAS- El dirigente de Primero
Justicia (PJ) y diputado de la Asamblea
Nacional, Julio Borges, elogió al pueblo de Venezuela, por la participación
masiva en los comicios electorales realzados el domingo 6-D para elegir a
los nuevos parlamentarios durante el
periodo 2016-2021.
Borges, aseguró que el mandato ayer
fue que” no pueden haber dos Venezuela sino un país unido”
“Ganamos una Asamblea Nacional
que equilibrará la democracia, Venezuela quiere otro camino diferente”
puntualizó.
“A través del voto el pueblo venezola-
no, todos nosotros, hayamos podido
lograr que Venezuela saliera del laberinto y marcara un nuevo camino, es
para mí un orgullo enorme” expresó
el asambleísta ante la situación socioeconómica que vive actualmente el
país.
Asimismo, el dirigente de la tolda aurinegra, aseguró que con el resultado
de las elecciones realizadas el día de
ayer, Venezuela ratificó el espíritu democrático que lo caracteriza “esa era
la construcción con la que podíamos
lograr la gran solución de Venezuela,
no había otra”.
El parlamentario también, resaltó que
la derrota del Gobierno en los comicios parlamentarios no se debió a una
guerra económica o un golpe de Estado, sino, “por no saber leer el corazón de los venezolanos”.
En este sentido, dijo que a través de
la nueva AN, se le dará participación
a la empresa privada para fortalecer
la economía del país, “no podemos
seguir siendo un país que compre
todo afuera y que nuestro campo esté
abandonado”.
“Tenemos que ser un país que tenga
su propia marca” reiteró El dirigente
de Primero Justicia (PJ) y diputado de
la Asamblea Nacional, Julio Borges.
6
IL FATTO
martedì 8 dicembre 2015 |
PRIMA ALLA SCALA
Milano blindata,
Renzi: “Orgogliosi
di esserci”
MILANO - Un successo la Prima alla Scala di
Milano: 11 minuti di applausi hanno salutato
la fine dell’opera, la Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi. Deciso il consenso ai due protagonisti, Anna Netrebko e Devid Cecconi diretti da Riccardo Chailly. All’esterno, nessun
incidente, né momenti di tensione per la Prima più blindata della storia, dopo gli attacchi
terroristici di Parigi del 13 novembre scorso.
La protesta dei centri sociali e dei Cub si è
conclusa senza nessuno scontro, come invece si temeva alla vigilia. La protesta è stata
piuttosto sottotono: neanche un centinaio
le persone in piazza dietro le transenne che
delimitano la ‘zona rossa’. Una ‘zona rossa’
ben distante dall’ingresso del teatro scaligero. Quest’anno - per la prima volta - è stato
impedito ai curiosi di stazionare ai lati della
piazza creando un’atmosfera ‘surreale’ in una
Milano ‘blindata’, con circa 700 agenti a vegliare sulla sicurezza.
Alla prima ha presenziato anche il premier
Matteo Renzi, che vi ha assistito per la prima
volta da presidente del Consiglio accompagnato dalla moglie Agnese, che per l’occasione ha
indossato un vestito lungo nero. ‘
- La cultura è un messaggio universale di bellezza su cui l’Italia ha molto da dire al mondo.
La Scala è la Scala e la Prima è di grande rilievo per tutti. Siamo orgogliosi di esserci - ha
spiegato il presidente del Consiglio Renzi -. La
Prima della Scala è sempre un grande messaggio culturale al mondo. In questa stagione del
nostro tempo credo sia un messaggio ancora
più forte: noi siamo convinti che l’Italia debba
e possa far sentire la propria voce sul piano
della identità e dei valori della cultura. Alla prima della Scala, da questo punto di vista, era
assolutamente irrinunciabile esserci.
Durante l’intervallo il premier ha incontrato
lle maestranze e dopo essersi informato sul
loro numero, ha poi scherzato con alcuni di
loro e scambiato qualche selfie.
- Quanto dura l’opera? - ha chiesto Renzi agli
orchestrali ricordando che, da sindaco di Firenze “mi ero abituato a delle prime dirette
da Zubin Metha che duravano anche quattro
ore”. Da parte loro i lavoratori hanno chiesto a Renzi una maggiore autonomia per il
teatro sopratutto dal punto di vista economico, ricevendo dal premier rassicurazioni al
riguardo.
Tanti i personaggi del mondo della politica e
dello spettacolo ad assistere alla prima. Tra gli
ospiti che hanno varcato l’ingresso, Diana Bracco, presidente dell’omonimo gruppo industriale, il presidente della Consob Giuseppe Vegas,
l’ex premier Mario Monti, il sindaco di Milano
Giuliano Pisapia, il governatore lombardo Roberto Maroni, l’attrice Valeria Marini, lo stilista
Renato Balestra, il candidato alla poltrona di
Palazzo Marino Corrado Passera accompagnato dalla moglie Giovanna in dolce attesa.
Anche gli uomini della finanza sono in prima
fila per la Prima. Presenti, tra gli altri, Fabrizio
Viola ad Mps, Claudio Costamagna (presidente Cdp), i banchieri Alessandro Profumo
(presidente Equita), Giovanni Bazoli (presidente Cds Intesa Sanpaolo), Fabrizio Palenzona (vice presidente Unicredit). Tra gli ospiti
Giovanni Sabatini (dg Abi). E ancora Valerio
Camerano (ad A2A), il finanziere Davide Serra fondatore di Algebris, Carlo Sangalli presidente della Camera di commercio di Milano,
Alberto Bombassei presidente Brembo, l’ad
di Poste Francesco Caio, la presidente di Eni
Emma Marcegaglia e il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto.
Roma si
appresta
a vivere una
giornata
particolare
all’insegna
della massima
sicurezza,
con migliaia
di uomini
e mezzi
utilizzati
per garantire
a tutti uno
svolgimento
sereno della
suggestiva
cerimonia
religiosa
Al via il Giubileo ’blindato’,
area di sicurezza e “no fly”
ROMA - Sarà il primo Giubileo blindato della storia,
oltre ad essere il primo “dedicato” ad un tema, quello
della Misericordia, voluto da
Papa Francesco per questo
Anno Santo straordinario. A
fianco alla secolare cerimonia di apertura della porta
santa, insieme alle tecnologie
che renderanno San Pietro
splendente di luci colorate
al led, Roma si appresta a vivere una giornata all’insegna
della massima sicurezza, con
migliaia di uomini e mezzi
utilizzati per garantire a tutti
uno svolgimento sereno della
suggestiva cerimonia.
In piazza San Pietro, anche
per dimostrare al mondo che
non si cede alla paura, la delegazione italiana sarà guidata
dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, tra
gli altri, comprenderà il presidente del Consiglio Matteo
Renzi e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano.
No fly zone, un’area di rispetto attorno al Vaticano
e sei zone rosse attorno alle
basiliche, compresa un’area
di “massima sicurezza” a ridosso di San Pietro con con-
trolli ferrei. A vegliare su una
giornata di massima allerta
2000 uomini, compresi reparti speciali, l’Esercito e l’Aeronautica con caccia intercettori e radar. E’ un dispositivo di
sicurezza imponente quello
schierato per la data di apertura in Vaticano del Giubileo
e contrassegnato dal codice
di “allerta massima”.
La zona di rispetto attorno al
Vaticano sarà transennata e
pedonalizzata, con tre varchi
di accesso sottoposti a controlli per arrivare alla Basilica di San Pietro, attorno alla
quale è prevista una zona di
“massima sicurezza” con ulteriori ferrei controlli. I varchi, che si trovano in piazza
Sant’Uffizio, via della Conciliazione e Porta Angelica, saranno aperti questa mattina
“in modo da garantire un afflusso regolare di tutti i pellegrini”, ha reso noto la questura di Roma, che ha disposto
da ieri sera la rimozione dei
veicoli in sosta nella cosiddetta ‘area di rispetto’.
In tutta la città le aree di sicurezza, oltre a quella attorno
a San Pietro, sono sei e corrispondono alle zone a ridos-
so delle basiliche. Un’area
di rispetto è prevista anche
attorno alla Basilica di Santa
Maria Maggiore, dove Papa
Francesco andrà oggi dopo
l’omaggio alla statua dell’Immacolata vicino a Piazza di
Spagna. L’area intorno alla
basilica sarà pedonalizzata e
transennata e vi si potrà accedere solo dopo controlli
col metal detector delle forze
dell’ordine.
La ‘no fly zone’, l’interdizione totale al volo, entrerà in
vigore da oggi in un’area circolare del raggio di 10 chilometri dal centro della città.
Il dispositivo prevede anche
l’uso di radar e caccia intercettori per la difesa aerea. Per
la sorveglianza e l’intervento
saranno impiegati elicotteri
per l’intercettazione di velivoli a bassa velocità, caccia
come incremento della normale attività di difesa aerea
e un velivolo a pilotaggio
remoto (Predator) per la sorveglianza delle aree sensibili
della capitale. Saranno 2000
gli uomini delle forze dell’ordine in campo domani - oltre
a 900 vigili urbani - in zone
ad alta sorveglianza divise in
aree di servizio con artificieri,
cani anti esplosivo e uomini
dei reparti speciali di polizia e
carabinieri.
Il dispositivo di sicurezza
varato dal questore Nicolò
D’Angelo prevede una pianificazione articolata: in ogni
area saranno effettuate bonifiche e controlli con metal
detector fissi e portatili. A vigilare a largo raggio le unità
operative antiterrorismo, personale della polizia altamente
specializzato ed equipaggiato
- viene spiegato - per verificare particolare minacce ed
assicurare il primo intervento
in situazioni critiche. OGGI
sarà inoltre vietato trasportare carburanti, Gpl e metano
dentro il Grande raccordo
anulare (Gra).
La questura sarà in contatto
continuo con l’intelligence internazionale. Lo sforzo
eccezionale per garantire la
sicurezza del Giubileo ha già
prodotto un risultato, secondo la questura: con i controlli preventivi i reati a Roma
sono calati del 30% negli
ultimi 20 giorni rispetto allo
stesso periodo dello scorso
anno.
ITALIA
www.voce.com.ve | martedì 8 dicembre 2015
Giornata da dimenticare per l’oro nero. Wti e il Brent sprofondano sui minimi dal febbraio 2009,
scatenano le vendite sui titoli azionari del comparto energetico e colorano di rosso la seduta a Wall Street
Il petrolio crolla ai minimi dal 2009
L’addio dell’Opec alle quote
MILANO - L’addio (di fatto) alle quote dell’Opec
travolge il petrolio, con
il Wti e il Brent che sprofondano sui minimi dal
febbraio 2009, scatenando le vendite sui titoli
azionari del comparto
energetico e colorando
di rosso la seduta a Wall
Street. Per l’ ‘oro nero’,
ieri, è stata una giornata
da dimenticare. Il Wti ha
sfondato quota 38 dollari, arrivando a perdere
fino al 6,2% a 37,5 dollari e chiudendo poi a Ny
a 37,61 dollari al barile.
Discorso analogo per il
Brent, assestatosi sotto
quota 41 dollari, dopo
aver toccato un minimo
di 40,6 dollari (-5,6%).
Un ‘sell-off’ che arriva
dopo che già venerdì il
petrolio aveva sofferto
la decisione dell’Opec,
oggetto di una profonda
spaccatura in seno al cartello, di non tagliare la
produzione nel tentativo
di dare un po’ di sollievo
ai prezzi. L’organizzazione che riunisce 13 grandi paesi produttori aveva
infatti lasciato invariato
“l’attuale livello di produzione”, secondo quanto dichiarato venerdì dal
presidente dell’Opec, il
nigeriano Emmanuel Ibe
Kachikwu.
Considerando che la produzione dell’Opec supera
abbondantemente da 18
mesi il tetto di 30 milioni
di barili al giorno (quella
reale è stimata in almeno
31,5 milioni di barili), si
tratta di un implicito riconoscimento della fine
del sistema delle quote.
- Gli americani non hanno un tetto, i russi non
hanno un tetto, perché dovrebbe avercelo
l’Opec? - aveva detto il
ministro del petrolio iracheno, Adel Abdul Mahdi, al termine dell’incontro. Ancora più esplicito
il collega iraniano Bijan
Namdar Zanganeh:
- Ciascuno farà come
vuole.
Proprio l’Iran è tra i Paesi
più desiderosi di aumentare la produzione per
sfruttare la fine dell’embargo per il suo programma nucleare. Ma Teheran
non sarà la sola a pom-
pare più petrolio, con
l’effetto di deprimere ulteriormente il prezzo del
greggio in un contesto di
crisi della domanda e di
sovraproduzione che ha
portato le scorte globali vicine ai 3 miliardi di
barili. Il crollo del petrolio ha trascinato con sé
tutto il comparto energetico, zavorrando Wall
Street e azzoppando il
rimbalzo delle Borse europee. L’indice Dj Stoxx
del comparto energetico
ha perso il 2,8%. Sono
crollate Seadrill (-8,6%),
Tullow (-8,4%) e Petrofac
(-5,6%).
A Piazza Affari non sono
state risparmiate Eni
(-2,5%), Saipem (-2,3%) e
Tenaris (-2,2%).
7
M5S
Grillo: “Noi siamo
la cura contro il Pd”
ROMA - “La cura 5 Stelle” per guarire
un’Italia “malata”, segnata dal “virus dei
partiti”, a partire dal Pd. Beppe Grillo lancia
così, in una sorta di embrionale manifesto
elettorale sul suo blog, la prima sortita del
Movimento 5 Stelle per le amministrative
2016. Un voto che, secondo il leader pentastellato, avrà un ‘peso’ che va ben oltre la
sfera locale.
“Le elezioni non sono nel 2018, ma tra 6
mesi”, è ‘l’avvertimento’ lanciato al premier
Matteo Renzi dal post, che scatena la dura
reazione del Pd:
“Grillo si agita per tentare di coprire l’inadeguatezza del M5S”.
Nel post, Grillo non cita neppure il centrodestra, denuncia una “campagna mediatica diffamatoria” sul caso rifiuti nella Livorno
governata da Nogarin e propone gli amministratori del M5S come “anticorpi” al virus
della politica degli “accordi sottobanco”.
“La Cura5Stelle debella i partiti e risana le
città”, sottolinea Grillo provocando la ‘corale’ reazione del Pd, che su Livorno attacca.
- E’ la prova che non si governa con la demagogia - afferma la Dem Silvia Velo.
Al di là delle scintille con i Dem, alimentate
dal ‘caso Livorno’, i 5 Stelle hanno ormai
definito la ‘road map’ per il voto della prossima primavera, a cominciare dalla cruciale
piazza romana. Le candidature arrivate per
il Campidoglio sono 233 e in questi giorni
saranno soggette alla verifica dei requisiti,
a partire dall’essere iscritti al Movimento,
dall’essere incensurati e dal non aver partecipato ad elezioni passate in liste diverse da
quelle grilline.
“Una persona che ha gareggiato precedentemente in un altro partito non può dal
giorno alla notte riflettere i valori e i principi
di un movimento”, spiega una fonte parlamentare 5S. Una volta effettuata la verifica,
all’inizio di gennaio si andrà al voto online
per i consiglieri: i primi 10-15 votati saranno automaticamente candidati a sindaco
e oggetto di una nuova consultazione via
web. A metà gennaio, così, il M5S potrebbe annunciare il suo nome per la corsa al
Campidoglio.
Ma, al di là della rete, i più papabili al momento restano i 4 ex consiglieri comunali
5S: Marcello de Vito (considerato vicino alla
deputata romana Roberta Lombardi), Virginia Raggi (sulla quale ci sarebbe invece il
sostegno di Alessandro Di Battista) Daniele
Frongia, ed Enrico Stefano.
Nel frattempo, già dal prossimo weekend, il
M5S aprirà la consultazione per il programma, stilando un elenco di punti e chiamando gli iscritti romani a individuare le priorità. Su Milano e Torino i candidati già ci
sono mentre diverso è il discorso a Bologna,
dove un candidato, Massimo Bugani, non è
stato individuato attraverso la Rete. E ‘l’eccezione’, in una terra come quella emiliana
che fa un po’ storia a sé nell’elettorato M5S
e dove ‘pesa’ la figura del ‘ribelle’ Federico
Pizzarotti (peraltro non citato tra le amministrazioni 5S ‘virtuose’ ricordate oggi nel
post di Grillo). A tanti attivisti la scelta bolognese non è piaciuta, tanto che è tutt’altro
che esclusa la possibilità che su Bugani, alla
fine, il Movimento si possa spaccare.
8
ITALIA
martedì 8 dicembre 2015 |
La linea belligerante
di Hollande non sembra
aver pagato in termini
di consensi. Matteo Renzi,
pur concordando
che gli attentati
di Parigi non sono
stati decisivi sul voto
francese, conferma
la cautela dell’Italia
in politica estera.
La crescita di una
nuova rotta Ue
Francia, Renzi esclude analogie:
“Non emuliamo le destre”
Cristina Ferrulli
ROMA - Nell’onda nera
che ha travolto la Francia con la vittoria del Fn,
Matteo Renzi non vede
analogie con la situazione italiana.
-Il Pd e il governo non
emulano i populisti perché la sinistra che imita
le destre non funziona
- è l’analisi del premier
che rivendica le scelte
“senza cavalcare la paura” sull’immigrazione e
sulla sicurezza, temi centrali negli slogan di Marine Le Pen in Francia e
di Matteo Salvini in Italia. E, pur concordando
che gli attentati di Parigi
non sono stati decisivi
sul voto francese, il leader Pd trova conferma
della cautela dell’Italia
in politica estera, dove
invece la linea belligerante di Hollande non
sembra aver pagato in
termini di consensi.
Con un post su Facebook in inglese, in francese e in italiano, Renzi
ha invece voluto trarre
dallo “choc” elettorale
dei cugini francesi una
lezione per correggere la
rotta dell’Europa che altrimenti rischia di essere
travolta da partiti antieuropeisti e xenofobi.
Sulla politica economica per il premier è ora
di archiviare l’austerity,
il dogma del rigore, per
Gentiloni, a Roma
incontro della coalizione anti-Isis
ROMA - La coalizione internazionale che combatte l’Isis si riunirà a Roma nella seconda metà di gennaio. All’inizio di una
settimana che da giovedì a domenica vedrà arrivare nella capitale per discutere di Libia e Mediterraneo pezzi da novanta della politica mondiale come il segretario di Stato americano John
Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, l’Italia
mette un’altra tessera del mosaico diplomatico anti-terrorismo
che sta costruendo ormai da mesi.
La guerra contro i jihadisti in Siria ed in Iraq non si combatte
solo sul piano militare ma anche e soprattutto, è la posizione
italiana, su quello politico. E, mentre paesi come la Francia e la
Gran Bretagna dopo gli attentati di Parigi hanno deciso di unirsi ai raid di Stati Uniti e Russia contro l’Isis, l’Italia nelle ultime
settimane ha intensificato la sua azione diplomatica. In questo
contesto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha incontrato
alla Farnesina l’inviato speciale dell’Onu per la Siria Staffan de
Mistura. Con lui ha fatto il punto “sullo stato del percorso che
è stato avviato con i due incontri di Vienna” e che punta a “far
partire un negoziato e, contemporaneamente, ad avviare un
cessate il fuoco” in Siria.
prendere la strada del sostegno alla crescita e agli
investimenti. Una via
che, a detta del presidente del consiglio, l’Italia
ha intrapreso, favorendo
nelle ultime due leggi di
stabilità, la ripresa dei
consumi ed il sostegno
alle imprese. E invertendo con il jobs act il trend
negativo della disoccupazione.
Per questo, è la conclusione del premier, “in
Italia vinciamo noi perché le riforme stanno
finalmente dando frutti:
la maggioranza degli italiani sta con chi vuole
cambiare, non con chi sa
solo lamentarsi”. Contro
la “paura” degli immigrati come dei terroristi,
poi, Renzi è sicuro che
il miglior antidoto sia
mettere insieme risposte
politiche che non siano
“di pancia” alla rassicurazione e alla fiducia da
trasmettere ai cittadini.
- Preferisco perdere voti
piuttosto che evitare di
salvare vite umane - è la
frase che il premier ripete, da quest’estate, contro gli slogan anti-immigrazione della Lega. Che
non vuol dire che il governo apre indiscriminatamente le porte a tutti
ma coniuga accoglienza
e rispetto delle regole.
Sulla sicurezza e sulla
lotta al terrorismo, poi,
la vittoria del Front National non cambierà
la posizione dell’Italia.
Anzi, il premier, dal voto
francese, trova conferma
che annunciare bombardamenti senza una strategia complessiva non
paga neanche in termini
di consensi. Sostengono
i vertici del Pd:
- La risposta all’insegna
dell’andiamo e bombardiamo, i toni forti non
hanno aiutato Hollande
ma hanno tirato la volata alla destra: non è
inseguendo la destra sul
suo terreno che la si può
sconfiggere.
C’è infine un aspetto
per cui il Pd ritiene che
non lo si possa accostare al Partito Socialista
francese. E’ quello del
rinnovamento.ç
- Nel Ps - sostengono dirigenti dem - è mancato il
rinnovamento della classe dirigente, è un partito
vecchio, laddove invece
l’exploit della giovane
Marion dimostra come
gli elettori vogliano volti
nuovi.
Un rinnovamento che il
Pd, rivendicano i renziani, ha fatto con la rottamazione mandando “in
pensione” vecchi leader
e padri nobili.
COME
NEL 2013
NATALE
Volano i consumi,
l’abete piace finto
ROMA - Panettoni, pandoro, cioccolato made in Italy fanno sempre più
gola all’estero: nell’ultimo anno le
vendite oltreconfine sono volate per
un valore di 309,1 milioni di euro,
+10,2% rispetto all’anno precedente.
Lo segnala la Confartigianato.
Spinti dall’imminenza delle feste natalizie, anche i consumi interni rialzano la testa. Così le vendite di prodotti alimentari, a dicembre, segnano
15,2 miliardi, vale a dire 2,6 miliardi
in più (+21,2%) rispetto alla media
dei consumi mensili di tutto l’anno.
Ed è ancora il food a spingere l’inversione dei tendenza dei consumi nel
2015: dopo 9 anni, rispunta il segno
più per le vendite interne di alimentari, nei primi 9 mesi +0,5%. Numeri
che si allineano bene - indica ancora
lo studio di Confartigianato - al trend
dell’export per il food made in Italy
che nel 2015 ha registrato un vero e
proprio record: ben 29,6 miliardi di
euro.
Francia, Germania, Regno Unito i paesi più ‘golosi’: da inizio anno i francesi hanno comprato 75,1 milioni di
euro di dolci natalizi tricolori; la Germania 53,8 milioni, Gb 34,3 milioni.
Ma il vero exploit di acquisti ‘dolci’
va negli Usa che hanno comprato il
45,5% di prodotti in più rispetto al
2014. ‘
- Se il nostro cibo va forte sulle tavole di tutto il mondo - sottolinea il
Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti - il merito è anche delle
90.977 aziende artigiane del settore,
di cui 43.575 imprese specializzate
nella pasticceria, che danno lavoro a
159.753 addetti. Un patrimonio economico e di tradizione culturale che
va costantemente difeso e valorizzato.
Nelle case degli italiani, accanto alla
tavola imbandita, non mancherà il
tradizionalissimo abete, però sempre
più ‘sintetico’. Il 64% delle famiglie,
secondo il Codacons, quest’anno
opta infatti per l’abete finto mentre
scende al 36% la fetta di fedelissimi
all’albero vero. Alla base della scelta,
la comodità, la varietà di modelli, la
possibilità di riutilizzo negli anni.
Anche in Italia però si sta affermando
una ‘terza via’, quella dell’ ‘affitto’ di
un vero abete. Una pratica che consente - segnalano Federconsumatori
e Abusbef - di avere nel proprio salotto un albero autentico, senza dover
poi provvedere a ricollocare la pianta
dopo le feste. Infatti alcune aziende
si impegnano a piantare gli abeti, riconsegnati dai consumatori dopo il
periodo natalizio, preservando ambiente e patrimonio paesaggistico.
Sempre all’insegna del riciclo il fai da
te dei decori natalizi: una tendenza
che garantisce un risparmio del 44%,
assicurano le due associazioni.
MONDO
www.voce.com.ve | martedì 8 dicembre 2015
I risultati del primo turno
danno l’estrema destra
largamente primo partito
di Francia con circa il 30%
dei voti e in testa in sei
regioni. Dopo il rifiuto
di ogni accordo anti-FN
da parte di Nicolas Sarkozy,
il segretario Jean-Christophe
Cambadelis, del Partito
Socialista, ha annunciato
il “ritiro” unilaterale
delle proprie liste in vista
del ballottaggio “per sbarrare
il passo al Front National”
Successo storico per Le Pen,
il Front National é il primo partito
PARIGI - Oltre ogni previsione: Marine Le Pen e il Front
National non conquistano 3
regioni al primo turno come
pensavano gli osservatori, né
“quattro o cinque” come aveva detto di sperare la stessa
leader. I risultati di un primo
turno storico danno l’estrema
destra largamente primo partito di Francia con circa il 30%
dei voti e in testa in sei regioni. Immediata la reazione del
Partito socialista: dopo il rifiuto di ogni accordo anti-FN da
parte di Nicolas Sarkozy nelle
due regioni dove sono favorite Marine e Marion Le Pen,
il segretario Jean-Christophe
Cambadelis ha annunciato il
“ritiro” unilaterale delle proprie liste in vista del ballottaggio “per sbarrare il passo al
Front National”. Una decisione che apre nuove prospettive
per domenica prossima, non
soltanto nelle due regioni più
favorevoli all’estrema destra
ma anche ovunque il PS sia
arrivato in terza posizione e
quindi fuori gioco.
La presidente del FN, che si
presentava nel Nord-Pas de
Calais-Picardie, ha conquistato oltre il 41% dei suffragi, molto più del doppio del
candidato socialista, Pierre
de Santignac (18%). E Xavier
Bertrand, alfiere della destra
dei Républicains, si è fermato
al 25%. Al polo opposto, nella
regione PACA (Provenza-AlpiCosta azzurra), la nipote Marion Maréchal-Le Pen l’ha addirittura superata, con gli exit
poll che la davano al 41,2% e
lei che ringrazia gli elettori per
“il 42% al primo turno”.
- La Francia rialza la testa proclama la vincitrice Marine,
Chicago violenta,
inchiesta federale
WASHINGTON - Come per Ferguson e Baltimora. Il dipartimento di Giustizia americano lancia un’inchiesta federale su
metodi e pratiche nell’uso della forza da parte della polizia di
Chicago, dopo la morte del 17enne afroamericano Laquan
McDonald, ucciso con 16 colpi di pistola dall’agente Jason Van
Dyke un anno fa. Lo ha annunciato la responsabile dello stesso
dipartimento, Loretta Lynch, aprendo così un nuovo capitolo su uno dei temi più scottanti che percorre gli Stati Uniti
e scuote l’opinione pubblica: l’esercizio della forza da parte
della Polizia, in troppi casi letale, con sullo sfondo l’insidioso
sospetto che il grilletto diventi più facile quando a violare la
legge sono cittadini afroamericani. Questo in una città tornata
emblema della violenza sulle strade dell’America: Chicago, che
quest’anno conta quasi 2.800 persone coinvolte in sparatorie,
circa 440 in più rispetto allo stesso periodo lo scorso anno, con
458 omicidi, 51 in più rispetto allo stesso periodo lo scorso
anno. Solo nell’ultimo fine settimana quattro le persone uccise
in sparatorie città, compreso un uomo di 64 anni, e 24 persone
ferite.
esultando nella sua roccaforte
di Henin-Beaumont - è un risultato magnifico, che accogliamo con umiltà. Il Front
National è l’unico fronte veramente repubblicano, poiché
l’unico a difendere la nazione
e la sua sovranità... vogliamo
realizzare l’unità nazionale di
cui il Paese ha bisogno e che
una maggioranza di voi, stanca delle manovre politiche,
auspica.
Il grande sconfitto di questa
sera appare Nicolas Sarkozy,
che con i suoi Républicains
non è riuscito a mobilitare
gli elettori ed è persino sceso
di un punto su scala nazionale, dal 28 al 27%, rispetto alle
amministrative della primavera scorsa.
Nonostante questo, nessun
gesto è arrivato dall’ex presidente nei confronti dell’apertura della gauche a fondersi in
vista del ballottaggio di domenica.
- Proporrò domani all’ufficio
politico di respingere ogni
fusione e ogni desistenza delle liste. Chiarezza e costanza
sono le uniche scelte politiche
all’altezza dell’interesse del
Paese.
Un Paese “esasperato” dal
continuo “arretramento”, soprattutto quello “degli ultimi
quattro anni”. La sconfitta
della destra è ancora più grave in quanto il partito di Sarkozy si presentava alleato con
il centro, deciso a rovesciare
la situazione delle precedenti
regionali del 2010, che vedevano 21 regioni su 22 in mano
ai socialisti.
Il Partito socialista, su scala
nazionale lievemente in risalita rispetto alla scorsa primavera (è al 23%), si presentava da solo, senza i Verdi che
- usciti dal governo - hanno
chiuso al 6,50%, una quota
che consentirebbe loro di formare alleanze al ballottaggio.
Il Front National, con una crescita spettacolare rispetto alle
amministrative - dove su scala
nazionale era al 25% - conquista al primo turno sei regioni:
Nord-Pas de Calais-Picardia,
PACA,
Linguadoca-Roussillon-Midi Pyrenees, BorgognaFranche Comté, Centre-Val de
Loire e Alsazia-ChampagneArdenne-Lorena.
In quest’ultima regione, lo
“stratega” del partito, Florian
Philippot, è nettamente in
testa con il 39,6% dei voti,
davanti a Philippe Richert
(Republicains) con il 22,6% e
il socialista Jean-Pierre Masseret (16,1%). E’ proprio questa la terza regione dove il FN
è potenzialmente in grado di
assicurarsi la vittoria finale
fra una settimana. Nell’Ilede-France, dove il candidato FN è fuori gioco, Valerie
Pécresse (destra) guida con
quasi 10 punti di vantaggio
sul presidente dell’Assemblea
nazionale, il socialista Claude Bartolone. Appelli a ritirare le liste per far convergere
tutti i voti al ballottaggio sulle liste anti-Front National,
dopo la decisione socialista,
arrivano anche dal centro, in
particolare dal presidente del
MoDem, Francois Bayrou.
La settimana politica fra i
due turni si annuncia bollente.
9
L’OMBRA DELL’ISIS
Obama: “Il terrorismo
una minaccia reale
ma vinceremo”
NEW YORK - “Il terrorismo é una minaccia reale, ma vinceremo”. In un discorso
raro, dallo Studio Ovale, Barack Obama
parla alla nazione per ribadire che gli Stati
Uniti sconfiggeranno il terrorismo “entrato in una nuova fase” e per rassicurare
gli americani ancora sotto shock dopo la
strage di San Bernardino. Tredici minuti
in cui il presidente Usa non fa nessun clamoroso annuncio nel cambio di strategia
o di politiche per la lotta al terrorismo, ma
ribadisce concetti giá espressi in passato
e rassicura:
- Siamo dalla parte giusta della storia. Ricordiamoci che la libertá è più forte della
paura.
Obama inizia l’atteso discorso partendo
da San Bernardino.
- E’ stato un atto di terrorismo, progettato
per uccidere persone innocenti, ma finora non abbiamo prove che i killer siano
stati diretti da gruppi terroristici all’estero anche se avevano iniziato un percorso
di radicalismo - dice. Quindi chiede, per
l’ennesima volta, un intervento del Congresso sulle armi da fuoco:
- Bisogna rendere più difficile per la gente
comprare fucili d’assalto come quelle usate nell’attacco a San Bernardino, a partire
dall’approvazione di una legge che impedisca a chi si trova già sulla lista nera di
quanti non possono salire un aereo - perchè considerati pericolosi - di comprare
armi.
Obama spinge anche per le restrizioni al
‘K-1 non immigrant visa program’, il visto concesso a coniugi o fidanzati (come
quello ottenuto dalla killer del commando di San Bernardino), “in modo che si
possano fare più controlli e accertare che
chi viene in America non sia stato nelle zone di guerra”. Ma chiede anche al
Congresso di autorizzare l’uso continuato
della forza militare contro i terroristi “anche se - precisa - non saremo trascinati
in una guerra lunga e costosa. Questo è
quello che vuole l’Isis”, ribadendo ancora
una volta che non invierà truppe di terra
in Siria e in Iraq.
- La strategia di adesso - raid aerei, forze
speciali e collaborazione con le truppe locali che lottano per riprendersi il controllo
del Paese - è così che raggiungeremo una
vittoria più sostenibile.
Nel denunciare lo Stato islamico “come il
culto della morte”, Obama ribadisce che
“l’Isis non parla per l’Islam. Sono solo dei
criminali e degli assassini e rappresentano
una parte piccolissima dei musulmani”,
sottolineando come bisogna impedire a
tutti i costi che questa lotta sia definita
come una guerra tra l’America e l’Islam.
Il presidente ha quindi sottolineato la necessità di respingere le proposte di chi
vorrebbe che i musulmani americani fossero trattati diversamente o di chi vorrebbe i test religiosi per le persone che vengono accolte in Usa. E ancora:
- Noi crediamo nella dignità umana. Non
importa chi sei, da dove vieni, come appari o quale religione pratichi. Tutti sono
uguali davanti agli occhi di Dio e davanti
agli occhi della legge.
Poi ha concluso:
- Siamo dalla parte giusta della storia. E
dobbiamo ricordare che la libertà è più
forte della paura.
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SPORT
martedì 8 dicembre 2015 |
CALCIOMERCATO
I neroazzurri sono
in vetta alla classifica
grazie alle armi
segrete nel reparto
arretrato
e l’ex giocatore
della Fiorentina
Il venezuelano Arteaga
giocherà con il Palermo
Ljajic e difesa di ferro:
ecco le armi-scudetto dell’Inter
ROMA – L’Inter resta solitaria in vetta, trova la
qualità del gioco che finora mancava e si candida
seriamente nella lotta
scudetto. La continuità
dimostrata dai nerazzurri
manca ancora alle avversarie: il Napoli fallisce a
Bologna e la Roma continua a perdere terreno.
Fiorentina e Juventus,
che stanno recuperando
i punti di svantaggio, si
affronteranno domenica
prossima in una sfida che
può permettere all’Inter
(in trasferta a Udine sabato sera) di prendere il
largo. Un passo alla volta,
un gol alla volta (ben otto
le partite vinte di misura),
Mancini è riuscito a creare
un gruppo unito che non
dipende dalle individualità dei singoli.
L’Inter segna poco, ma in
gol è già andata quasi mezza rosa. Ben undici i marcatori che hanno firmato il
tabellino, a dimostrazione
che ogni elemento può
fare la differenza. È la forza
dell’Inter che riesce a vincere nonostante continui
la crisi del suo bomber.
Icardi fatica, è rimasto in
panchina anche contro il
Genoa, ma a illuminare la
serata ci ha pensato Ljajic.
Il serbo è motivato, si sta
prendendo la sua personale
rivincita con la Roma, ha
più fiducia nelle sue capacità e ieri ha segnato il gol
vittoria. Tra Ljajic e Jovetic
l’intesa aumenta di partita
in partita: amici fuori dal
campo e affiatati in gara.
“Bella serata, vittoria importante e complimenti
ad Adem per il gol”, ha
scritto ieri su Twitter il
montenegrino. Domenica contro il Genoa i due
attaccanti hanno duettato
regalando dribbling, passaggi filtranti e ampia visione di gioco. Lo spettacolo che finora manca. La
coppia Jovetic-Ljajic sta
difatti chiudendo le porte
a Mauro Icardi, domenica
spettatore non pagante
della vittoria nerazzurra,
cupo in volto e privato
del ruolo di protagonista
a cui è tanto affezionato.
“Se non lavora per la squadra, va in panchina come
tutti”, aveva annunciato
Mancini. E così è stato.
Un momento sfortunato
per Icardi che, dopo la
delusione per l’esclusione
in campo, è stato anche
derubato verso mezzanotte davanti ad un ristorante
nel centro di Milano: i rapinatori gli hanno portato
via l’orologio di marca, la
cui foto il giocatore aveva
postato nei giorni scorsi
su Instagram. La fascia da
capitano è andata a Palacio, ma a questo punto ci
si chiede se non sia meglio
affidarla a Medel, leader
indiscusso della squadra.
Lui e Melo, insieme o
singolarmente, sono una
diga a centrocampo.
Tenaci e agguerriti, tanto
che col Genoa pur di recuperare l’ennesimo pallone
si sono scontrati di testa.
Fortunatamente nessuna
conseguenza per entrambi: anche Melo dopo aver
passato la notte in osservazione in ospedale per
una lieve commozione
celebrale, è stato dimesso.
La macchina dell’Inter si
basa sui mastini del centrocampo, ma soprattutto
su una difesa impenetrabile. Miranda e Murillo
sono la coppia di centrali
migliori della Serie A e in
Europa solo Bayern Monaco e Atletico Madrid
sono in grado di reggere il
confronto di imbattibilità.
Mancini ha fondato sulla
difesa la vera arma della rinascita nerazzurra. Perché
in Italia, come ha insegnato la Juventus, vince chi
subisce meno gol.
BASKET
La Viola chiama Kobe Bryant:
ROMA – “Ti vorremmo di
nuovo a casa, a indossare
i nostri colori, a rappresentare la nostra gente
come ha fatto tuo padre
prima di te. C’è una maglia Nero Arancio che ti
aspetta con il tuo nome
sulle spalle ‘Bryant’. Un
abbraccio piccolo Kobe,
grande, infinito Artista
del Basket”.
Si conclude così una toccante lettera inviata dalla
Viola Reggio Calabria a
Kobe Bryant, la star del
Los Angeles Lakers che
poche settimane fa ha
annunciato il suo ritiro a
fine stagione.
Nella lettera è allegata
una foto del 1986, con
un piccolo Kobe di soli 8
anni in posa con la maglia
delle giovanili della Viola
con alle spalle il papà Joe
‘Jellybean’ Bryant, che in
quegli anni era una stella
della Serie A italiana proprio a Reggio Calabria. La
lettera ha suscitato grande interesse anche negli
Stati Uniti, ripresa da diversi siti e blog.
CARACAS - Il Palermo ha chiuso per Manuel Arteaga, 21 anni, attaccante venezuelano (con passaporto spagnolo) che ha appena concluso il ‘Torneo
Adecuación’ con un bottino di 18 gol con la maglia
dello Zulia. In Italia, Arteaga c’è già stato a 18 anni,
con il Parma, dopo l’exploit nel Mondiale under 17
con la maglia della Vinotinto. Non debutta in Serie
A, ma contribuisce a spingere i gialloblù fino alla
semifinale del Torneo Viareggio.
“Sono molto felice di questa opportunità e della
possibilità di tornare a giocare in Italia. Ho tanta
voglia di far bene con la maglia del Palermo e di
segnare tanti gol. Il 27 dicembre sarò in città per
le visite mediche, non vedo l’ora di iniziare la mia
nuova avventura” sono state le prime parole di Arteaga.
Il calciatore nato 21 anni fa a Maracaibo, é una
classica punta d’area di rigore, il classico ‘9’ come
si dice solitamente. Nonostante la sua forza fisica é
dotato di una buona agilità, può calciare indistintamente con tutti e due i piedi ed é bravo in area di
rigore nel gioco aereo.
Il patron rosanero Maurizio Zamparini ha così definito l’acquisto a titolo definitivo (costo dell’operazione intorno agli 800 mila euro) per questo
centravanti potente, mancino, che nel suo Paese
paragonano a Gabriel Batistuta.
“Senza dubbio un onore considerato il valore di
questo calciatore e quanto fatto da lui nel passato. Io sono cresciuto con il mito di Ibrahimovic e
ho sempre seguito anche Lewandowski, due attaccanti molto importanti ai quali mi sono sempre
ispirato. Tra i miei connazionali, il migliore, devo
ammetterlo, è Salomon Rondon, un esempio per
tutti noi vinotintos”.
Arteaga, si unirà alla comunità venezuelana che
gioca tra campionato di Serie A e Serie B. “Mantengo i rapporti con Josef Martinez del Torino, Rincón
del Genoa, Ponce della Sampdoria e Signorelli della Ternana. Non li ho ancora contattati per sapere
com’è cambiata la Serie A”.
Arteaga è atteso a Palermo il 27 dicembre per le
decisive visite mediche. Nei progetti del club rosanero sarà lui il vice-Gilardino in attesa del recupero
del serbo Djurdjevic. Ma la caccia del Palermo ai
giovani talenti non è finita: in arrivo ce ne sono altri
emergenti alla riapertura delle liste a gennaio.
Il nostro quotidiano
Marketing
11 | martedì 8 dicembre 2015
A cargo de Berki Altuve
El Sistema Coca-Cola FEMSA de Venezuela- y la Fundación Olimpíadas
Especiales Venezuela, coordinaron dos clínicas deportivas en Petare
Fiesta deportiva de Caimaneras Coca-Cola
con los atletas de Olimpíadas Especiales
CARACAS - El Sistema CocaCola de Venezuela -integrado por Coca-Cola Servicios
de Venezuela y Coca-Cola
FEMSA de Venezuela- y la
Fundación Olimpíadas Especiales Venezuela, coordinaron en conjunto dos
clínicas deportivas, en las
disciplinas de béisbol y fútbol, que atendieron a 240
atletas. Las clínicas, que forman parte del programa de
Responsabilidad Social Empresarial Caimaneras CocaCola, tuvieron lugar en el
Polideportivo La Dolorita,
en Petare.
Reinaldo Espinoza, Director Nacional de Deportes
de Olimpiadas Especiales
Venezuela, comenta: “Nos
llena de satisfacción que empresas como el Sistema CocaCola de Venezuela, dediquen
esfuerzos sostenidos en el
tiempo, para concretar actividades tan positivas como
estas clínicas deportivas,
pensando en nuestros atletas.
Nuestros jóvenes necesitan
realizar actividades diferentes, que los involucren en
proyectos deportivos y que al
mismo tiempo le refuercen temas como disciplina, trabajo
Il nostro quotidiano
NOVEDADES
Santiago Ulloa es el nuevo CEO
de GE para Venezuela
GE, la compañía Digital Industrial más importante del mundo,
anunció el nombramiento de Santiago Ulloa como CEO de la
multinacional en Venezuela, quien a partir del 1 de noviembre
está al mando de la operación de la compañía en el país.
En este rol Santiago Ulloa tiene por objetivo liderar y posicionar el grupo GE en Venezuela. Adicionalmente colaborará
en la integración de los empleados de Alstom en GE después
de la adquisición a nivel mundial del negocio de energía de
Alstom, en noviembre de este año.
Esta designación forma parte de la planificación estratégica de
GE en el país, la cual apunta a contribuir al desarrollo económico
de Venezuela mediante el apoyo a largo plazo a distintos proyectos en áreas estratégicas como energía, petróleo y gas, agua, salud e iluminación, consolidando la presencia local de la empresa.
Santiago Ulloa, CEO GE Venezuela, comenta: “Me siento
muy motivado de liderar las operaciones de GE en Venezuela, un mercado con grandes retos, oportunidades y alto
potencial para nuestra organización. Desde ya, hemos comenzado a planificar las estrategias que nos permitirán identificar nuevos espacios de crecimiento, consolidar nuestro
liderazgo, desarrollar nuestro equipo humano y ofrecer el
portafolio más avanzado e innovador en las áreas de energía, petróleo y gas, adaptadas a las necesidades del entorno
local, con un alto espíritu de servicio hacia la comunidad”.
Diablitos™ Underwood™ contribuye
con las comunidades indígenas de Venezuela
en equipo y vida saludable.
Para ellos representa una gran
oportunidad, es un gran momento en su vida de atletas,
relacionarse con los entrenadores y aprender disciplinas
como el béisbol y el fútbol,
que no forman necesariamente parte de su rutina diaria”.
Por su parte, Walewska Miguel, Gerente de Asuntos
Públicos y Comunicaciones
de Coca-Cola Servicios de
Venezuela, explica: “Nuestro
programa de RSE Caimaneras
Coca-Cola -incluido en nuestra Plataforma de Desarrollo
Sustentable- se orienta hacia
al planificación de eventos
inclusivos, que promuevan el
desarrollo de valores y una
mejor calidad de vida, a través de la actividad física y un
estilo de vida saludable. Qué
mejor manera de activarnos
que ofreciendo a los valiosos
atletas de Olimpiadas Especiales Venezuela, estas dos
Caimaneras de Fútbol y Béisbol, diseñadas especialmente
para atender a unos 120 participantes cada una. Con esta
iniciativa ratificamos nuestro
compromiso de promoción de
inclusión e integración y buscamos reconocer la dedicación
y entusiasmo de estos deportistas que son ejemplo para
todos.”
LANZAMIENTO
“Adidas originals” presenta la campaña Otoño/Invierno 2015
CARACAS- Este año, adidas originals presenta una emocionante colección de relojes nueva. La muy solicitada colección
adh-1969 recibe una actualización refrescante para otoño con estilos nuevos
como fuente de inspiración. El estampado
de serpiente está presente en toda la colección consiguiendo un look muy urbano, mientras que para Navidad adh-1969
se renueva con tonos metálicos: plata, gris
plomo, negro y rosa.
Nombrado en honor al año en el que debutó la Superestrella de adidas, adh-1969
está dedicado al estilo cool de las emblemáticas deportivas de adidas. Con toques inspirados en la deportiva de nuestra
Superestrella, como el detalle en la caja de
la puntera Shelltoe en forma de caparazón
y una textura en la esfera basada en el dibujo de la suela del calzado deportivo, las
actualizaciones de otoño aportan nuevos
diseños que trasladan a esta colección al
próximo nivel. Los alegres lunares en colo-
La marca Diablitos™ Underwood™ y la Fundación Todos Por
La Vida, organización sin fines de lucro que trabaja para brindar atención médica y odontológica, realizaron jornadas de
atención médico-odontológicas para las comunidades indígenas menos beneficiadas de los estados Apure y Amazonas.
El programa de Responsabilidad Social “Sabor con Causa” de
Diablitos™ Underwood™ donó más de Bs. 380.000, utilizados
para suministros médicos y material POP. Estos fueron destinados
a ayudar a los voluntarios de la Universidad de Carabobo, que
participan en el programa de la Fundación Todos Por La Vida,
para la atención médica de las comunidades mencionadas.
“Esta donación demuestra nuestro compromiso con el país porque queremos retribuir la confianza puesta en Diablitos™ Underwood™ por parte de nuestros consumidores, quienes nos
han permitido estar en su mesa por más de 115 años. Sabor
con Causa apoya a organizaciones y programas que buscan
apoyar a la comunidad a través de educación, arte, alimentación, desarrollo integral y mejoramiento del entorno.” Expresó
Nathalia Saldivia, Senior Brand Manager de General Mills.
La Monserratina inicia una “Trivia béisbolera”
res azul y negro le confieren a los nuevos
relojes un look divertido, mientras que el
diseño de serpiente le otorga una dimensión vanguardista. Este estampado de serpiente se aplica para elevar las plataformas
Denver y Newburgh a un nuevo nivel en
línea con los dictados de la moda. La colección básica también se va a actualizar
con materiales reflectantes coincidiendo
con las fiestas. Precisamente, empezando
en Navidad, la evolución del modelo adh1969 será mayor, con nuevos enchapados
metálicos. Estos tonos en plata, gris plomo, negro y rosa dotarán a este reloj del
look que todo el mundo está deseando.
Estas colecciones estarán disponibles en
tiendas selectas de todo el mundo a partir
de la temporada de Otoño/Navidad.
Pensando especialmente en vivir la pasión del béisbol al
máximo, La Montserratina inició una “Trivia Béisbolera” que
pondrá a prueba los conocimientos de la fanaticada, a quienes les corresponderá demostrar cuánto saben del deporte
favorito de los venezolanos. Los participantes concursarán
por fabulosos obsequios y el placer de disfrutar entre panas
los mejores sabores de los productos parrilleros de la marca.
Rafael Sandia, gerente de mercadeo de La Montserratina, indicó que para participar se debe ingresar a la aplicación “Trivia
Béisbolera”, que se encuentra en el fanpage de la marca en
Facebook. Allí se deberán responder las preguntas semanales,
y mientras más respuestas se acierten, más puntos se acumularán en el ranking individual. Cada día se activarán cinco preguntas, hasta llegar al total de 140 al cierre de la competencia.
Los jugadores serán evaluados por: cantidad de respuestas correctas y el tiempo total que necesitaron para responder. Se elegirán tres ganadores por semana, los cuales serán seleccionados
según la mayor puntuación acumulada hasta el momento.
La dinámica estará activa hasta el 20 de diciembre, y los
ganadores serán anunciados la semana siguiente a su elección.
Il nostro quotidiano
Il nostro quotidiano
12 | martedì 8 dicembre 2015
A cargo de Berki Altuve
Los nuevos modelos Porsche 911 Turbo y 911 Turbo S estarán disponibles
en América Latina y el Caribe desde mediados de febrero de 2016
Los modelos 911 más radicales:
Porsche 911 Turbo y 911 Turbo S
STUTTGART - Al inicio de
2016, en el Salón Internacional del Automóvil de
Norteamérica, en Detroit,
Porsche presentará otro
punto culminante de su
gama de productos. Los
modelos más radicales de
la serie 911 –el 911 Turbo
y el 911 Turbo S– ahora
cuentan con 20 caballos
más de potencia (15 kW),
un diseño más marcado y
mejores equipamientos.
Desde el principio, los modelos estarán disponibles
tanto versión coupé como
convertible. El motor biturbo de seis cilindros del
911 Turbo, con 3.8 litros
de cilindrada, tiene ahora
540 caballos de potencia
(397 kW). Esta ganancia
de potencia se logró mediante la modificación de
los puertos de entrada de
las cabezas de los cilindros, las nuevas boquillas
de inyección y una mayor
presión del combustible.
El 911 Turbo S ahora desarrolla 580 caballos de
potencia (427 kW) gracias
a los nuevos turbocompresores con compresores de
mayor tamaño. Porsche
sigue siendo el único fabricante que utiliza turbocompresores con turbina
de geometría variable en
los motores de gasolina.
Los motores tienen ahora
también lo que se conoce
como función de refuerzo
dinámico (‘boost’) para
mejorar aún más la respuesta del motor en funcionamiento dinámico. El
911 Turbo S Coupé acelera
de 0 a 100 km/h en 2,9
segundos. Su velocidad
máxima de 330 km/h es
12 km/h más alta que antes. El 911 Turbo alcanza
la marca de los 100 km/h
en 3,0 segundos, y su velocidad máxima es de 320
km/h –cinco km/h más
rápido que el modelo anterior–. Sin embargo, los
coupés ahora recorren 11
kilómetros por litro (41,6
km/g, 25,9 mpg o consumen 9,1 l/100 km), y los
convertibles 10,8 kilómetros por litro (40,7 km/g,
25,3 mpg o consumen 9,3
l/100 km). Esto representa
0,6 litros menos de combustible por cada 100 km
para todas las versiones.
La razón de esto son los
mayores avances en la gestión electrónica del motor
y la transmisión con un
mapeo de cambio de marcha mejorado.
Diseño más definido
con nuevas características
Naturalmente, la nueva generación 911 Turbo
adopta características significativas del llamativo
diseño de los modelos
Carrera, complementados
por las características típicas del 911 Turbo. El re-
cientemente creado frontal con alerones para toma
de aire laterales y unas
estrechas tiras dobles de
luces de LED, le dan a la
parte delantera un aspecto más amplio en combinación con el alerón adicional en la toma de aire
central. Visto desde los
laterales, este auto deportivo de alto rendimiento
destaca por sus aros de 20
pulgadas. En el 911 Turbo
S, por ejemplo, estos aros
con tuerca central tienen
ahora siete radios dobles
en lugar de 10. También
son nuevas las dimensiones de las llantas del 911
Turbo: 9 J x 20 en la parte
delantera y 11,5 J x 20 en
la parte trasera, las nuevas
llantas son ahora media
pulgada más anchas y pasan a ser del mismo tamaño que las llantas del 911
Turbo S.
Los modelos Porsche 911
Turbo y 911 Turbo S estarán disponibles en América Latina y el Caribe desde
mediados de febrero de
2016. Para información
de precios y equipamientos específicos por favor
póngase en contacto con
su representante local de
Porsche.
PIRELLI
Calendario 2016 de Annie Leibovitz
El Calendario Pirelli 2016 presentó recientemente, un antiguo edificio industrial que fue uno de los templos del
rock de la capital británica en los años
sesenta.
La 43a edición del Calendario Pirelli es
obra de una de las fotógrafas y retratistas más célebres de América, Annie
Leibovitz.
El Calendario Pirelli 2016 presenta a
13 mujeres que han destacado por sus
logros profesionales, sociales, culturales, deportivos y artísticos: la actriz Yao
Chen, primera Embajadora de Buena
Voluntad china de ACNUR; la top model rusa Natalia Vodianova, fundadora de la organización benéfica Naked
Heart Russia; la productora Kathleen
Kennedy, presidenta de Lucasfilm y
una de las figuras más influyentes de
Hollywood; la coleccionista de arte y
mecenas Agnes Gund (con su nieta
Sadie Rain Hope-Gund), presidenta
emérita del Museo de Arte Moderno de
Nueva York; la tenista Serena Williams,
número uno del mundo; la líder de opinión, crítica y escritora Fran Lebowitz;
la presidenta de Ariel Investments, Mellody Hobson, que brinda su apoyo a
proyectos benéficos en Chicago; la directora cinematográfica Ava DuVernay,
entre cuyas películas destaca Selma, nominada a un Premio de la Academia a
la Mejor Fotografía en 2015; la bloguera
Tavi Gevinson, fundadora de Style Rookie y de la revista online Rookie; la artista visual iraní Shirin Neshat; la artista,
música y actriz Yoko Ono; la cantante
Patti Smith, una de las estrellas del rock
más importantes de todos los tiempos,
y la actriz y comediante Amy Schumer.
La nueva web www.pirellicalendar.com
cuenta ahora con más y más ricos contenidos.
NOVEDADES
Toyota de Venezuela comenzará
a exportar partes hacia Argentina
CUMANÁ- En el marco de las actividades conmemorativas de
los 500 años de la Fundación de Cumaná, Toyota de Venezuela
anunció el inicio del Proyecto de Exportación de Piezas y Partes
de repuestos de vehículos hacia la empresa Toyota Argentina.
Paralelamente y consciente de su rol como agente catalizador de cambio y progreso en la zona, Toyota de Venezuela trabajó en sinergia con Metalpartes Espósito, Mamidel y FAACA, reconocidos proveedores locales con los que
conformó una alianza estratégica a fin de lograr desarrollar
estas primeras 4 piezas y partes producidas localmente, con
las que se está dando inicio al proyecto. Para mayo de 2016,
se tiene planificada la inclusión de 3 piezas y partes adicionales y, actualmente, se están adelantando esfuerzos para
incluir otras 18 piezas para final de año.
“Quiero agradecer a nuestros aliados Metalpartes Espósito,
Mamidel y FAACA y a las autoridades que nos apoyaron
para lograr llevar adelante este Proyecto de Exportación de
Piezas y Partes hacia Argentina. Para nosotros en Toyota
de Venezuela, esta iniciativa es realmente significativa pues
demuestra nuestra capacidad de producir piezas con calidad para exportación, con mano de obra local calificada,
y de esta manera, continuar haciendo aportes en pro del
desarrollo de nuestra Región y del país”, comentó Toshiro
Hayashi Presidente Ejecutivo de Toyota de Venezuela.
En el acto estuvo presente el CEO de Toyota para Latinoamérica y el Caribe, Steve St. Angelo, promotor del proyecto, quien confirmó la importancia que siempre ha tenido
Venezuela en la Región y para Toyota. “Venezuela fue el
primer país latinoamericano donde Toyota estableció operaciones. Ya son casi 60 años en el país y seguimos apoyando la gestión y a nuestro grupo de trabajadores, quienes nos
han demostrado su calidad humana y profesional. Estas
piezas que hoy presentamos, son el producto del trabajo
coordinado de una Región y de un grupo comprometido
con su labor y con su país”, destacó Steve St. Angelo, CEO
de Toyota para Latinoamérica y el Caribe.
Bridgestone Firestone reconoció la trayectoria
de sus trabajadores sin accidentes
En Bridgestone Firestone Venezolana C.A., apuestan por garantizar la seguridad y salud de sus trabajadores, hecho que es
posible gracias a la colaboración de cada uno de ellos. Por esta
razón, la organización reconoce a su gente por los años de
servicio sin haber presentado ningún tipo de accidente laboral.
Este reconocimiento, tuvo el propósito de enaltecer a un
grupo de 148 trabajadores que han cumplido desde cinco
(5) hasta treinta y nueve (39) años de vida profesional dentro de la empresa sin sufrir ningún accidente, además de
tener un comportamiento proactivo en sus acciones en el
sitio de trabajo para evitar cualquier condición de riesgo
en su seguridad o la de sus compañeros.
Humberto Moreno Gerente de Seguridad y Ambiente destacó que el talento de su personal es la clave para poder
alcanzar la meta de ser una empresa responsable de garantizar la seguridad y la salud de la Organización. “La experiencia me ha demostrado, que no se alcanza con trabajar
solamente en estrategias, métodos y estándares sino que
es necesario el involucramiento y accionar de los trabajadores, quienes se destacan por la identificación de peligros
anticipadamente, participación en las mejoras en el lugar
de trabajo, entrenamiento y la evaluación de riesgos junto
con el cumplimiento de las normas de seguridad”, sostuvo.
Copa Airlines amplia frecuencias a Cuba
LA HABANA, CUBA - Copa Airlines {NYSE: CPA} subsidiaria
de Copa Holdings, S.A., miembro de la red global de aerolíneas Star Alliance, en el marco de la conmemoración de sus
20 años de servicio aéreo ininterrumpido a la bella isla de
Cuba, anunció la inclusión de una frecuencia diaria hacia La
Habana y la adición de dos vuelos semanales hacia Santa Clara para llegar a 4 vuelos semanales desde el Hub de las Américas, ubicado en la Ciudad de Panamá. Además, como parte de
las acciones relacionadas con la celebración de las dos décadas
de conectar a Cuba con el Continente, Copa Airlines amplió
sus oficinas comerciales y de venta en La Habana.