Renzi: “L`Italia in prima linea

Premio Nacional de Periodismo
1950
1950
2015
Anni di Storia...
Fondatore Gaetano Bafile
Anno 66 - N° 233
2015
Anni di Storia...
Direttore Mauro Bafile
Deposito legale: 76/0788
Caracas, martedì 1 dicembre 2015
La Voce d’Italia
www.voce.com.ve
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Ricerca: l’Italia cresce
Il Presidente del Consiglio ha invitato i Paesi grandi inquinatori a fare la loro parte
Renzi: “L’Italia in prima linea
nella lotta al cambiamento climatico”
Il Premier ha sostenuto che l’azione di Italia ed Europa da sola non può bastare. Unanime il
senso di urgenza nelle parole dei leader mondiali. India reclama il diritto a bruciare carbone
(Servizio a pagina 7)
COMUNALI
Candidati e primarie,
è il nodo bipartisan
LE BOURGET - L’Italia “è in prima linea” nella lotta al cambiamento climatico, ma questo non sarà sufficiente se
i Paesi grandi inquinatori non si impegneranno a loro volta. Per questo, ottenere un accordo “il più vincolante possibile” dalla XXI Conferenza sul clima
è “una condizione fondamentale”, altrimenti l’intesa sarà “scritta sulla sabbia”.
Questo il messaggio lanciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi da Le
Bourget, nella giornata dedicata ai capi
di Stato e di governo.
- Ora è il tempo di agire - ha detto an-
cora nel suo intervento il premier - siamo chiamati a disegnare il futuro del
mondo e un mancato accordo sarebbe
il fallimento di un intero sistema, e lo
pagheranno i nostri nipoti o forse anche
i nostri figli.
(Continua a pagina 3)
VENEZUELA
NELLO SPORT
Unasur, nessun
pericolo di Golpe
ROMA - Alleanze, primarie, mediazioni e,
non ultima, l’individuazione dei candidati: Pd e centrodestra navigano a vista nel
lento avvicinarsi della politica alle amministrative 2016.
(Continua a pagina 6)
CARACAS – Aggressività verbale ma non rischi di “golpe”.
E’ quanto ha affermato la “misiòn electoral” della “Unión
de Naciones Suramericanas” (Unasur) in risposta alle denunce formulate da Jesùs “Chuo” Torrealba, Segretario della
“Mesa de la Unidad”.
Jesús Torrealba aveva segnalato che qualora il governo del
presidente Maduro si rifiutasse di riconoscere i risultati delle
elezioni si renderebbe responsabile di un “golpe tecnico”.
- Oltre alle dichiarazioni appassionate di alcuni attori politici – ha detto il coordinatore generale della delegazione
di Unasur, Josè Luis Exeni – non abbiamo avuto modo di
constatare la possibilitá di tentativi di golpe.
Anche il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha
assicurato che il 6 dicembre non vi saranno né “golpe” né
“autogolpe”. Il ministro ha informato che oltre 163mila
soldati saranno impegnati nel “Plan República”, per assicurare la pace nel Paese prima, durante e dopo le elezioni.
(Servizio a pagina 4)
LAVORO
Squinzi: “Dalla Camusso
una polemica pretestuosa”
ROMA - Nessuna intenzione di demolire il
contratto nazionale, né di abolire l’orario
di lavoro: il ministro del Lavoro, Giuliano
Poletti, torna sulle sue dichiarazioni, mentre la polemica non si placa.
(Continua a pagina 7)
Floccari rovina
i piani
della Fiorentina
Lo yuan nell’elite delle valute globali
(Servizio a pagina 8)
Rif. J - 00089287 - 3
FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
Desde 1953
EL UNICO CAL
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2
ANALISI - VENEZUELA
martedì 1 dicembre 2015 |
Prosegue la polemica.
Il Segretario Generale
dell’Osa risponde
a brutto muso
al presidente
della Repubblica.
Il vero avversario
del governo pare
sia la sua performance
nell’ambito economico.
Incremento
dei prezzi del petrolio
e svalutazione
della moneta
i provvedimenti
clou del prossimo
anno?
La polemica Almagro-Maduro
e il “Generale Carestia”
Mauro Bafile
Botta e risposta. Luis Almagro,
Segretario Generale dell’Osa,
non ci sta. E agli insulti del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, che l’ha chiamato
“immondizia”, risponde a brutto muso. Non, come in precedenza, con una “lettera privata”,
alla quale comunque hanno poi
avuto accesso i mass-media, ma
con un comunicato pubblico.
In pratica, una “Lettera Aperta”, scritta con garbo ma con
fermezza, nel corso della quale
sciorina i tanti problemi insiti
nel sistema democratico venezuelano. Almagro, nel comunicato, esprime preoccupazione
per la violenza nel paese e sottolinea la necessità di assicurare
ai differenti attori politici, siano
essi protagonisti di rilievo o no,
protezione durante il processo
elettorale che si concluderà domenica 6 dicembre.
Il Segretario Generale dell’Osa ricorda il vile assassinio del leader
socialdemocratico Luis Manuel
Díaz e reitera che “la morte di
un esponente politico, durante
una campagna elettorale, è una
ferita mortale alla democrazia”.
Almagro, inoltre, sottolinea che
“non si è ‘immondizia’ quando
si condanna l’assassinio di un
dirigente politico, né quando si
chiede l’intervento delle autorità per fermare la violenza nel
Paese”. Neanche lo si è, prosegue il Segretario dell’Osa nel suo
comunicato, quando si afferma
che “l’assassinio di un leader
politico, di qualunque persona,
è un fatto abominevole” che la
nostra coscienza non può né
deve accettare.
Almagro, nella sua lunga “Lettera Aperta”, ha chiesto che ogni
venezuelano, “indistintamente dal suo credo politico, possa
esprimere liberamente le proprie
idee politiche e tornare a casa
tranquillamente e sicuro”. Ha
quindi sostenuto che “ogni morte deve essere fonte di profondo
dolore”. E che non si è ‘immondizia’ quando si sostiene “che
non vi devono essere altri morti,
che non vi devono essere altre
minacce, e che è ora di mettere
punto finale alla paura”.
Le parole di Almagro, a occhio
e croce, ricalcano il coro di voci
che si è alzato nei giorni scorsi,
sia internamente che a livello
internazionale, chiedendo al
presidente Maduro di fare luce
sull’assassinio del leader di Acción Democrática e di provvedere alla sicurezza dei leader
politici che aspirano a un posto in Parlamento, siano essi
filo-governativi o dell’Opposizione.
L’assassinio di Luis Manuel Dìaz,
colpito a morte durante un comizio, ha provocato l’indignazione dell’Opinione pubblica
mondiale. Il presidente della
Colombia, Juan Manuel Santos,
non ha indugiato nel commentare che “quanto accaduto in
Venezuela merita la condanna
unanime del mondo”.
Non meno energica è stata la
nota ufficiale del governo degli
Stati Uniti, immediatamente
rispedita al mittente dalla ministro degli Esteri, Delcy Rodríguez, che l’ha considerata
“un’ingerenza inaccettabile nei
fatti interni del Paese”.
L’assassinio del dirigente socialdemocratico non è passato
inosservato all’Onu. Zeid Ra’ad
Al Hussein, che ne presiede la
Commissione dei Diritti Umani, ha invitato le autorità a dare
protezione ai leader dell’Opposizione e ai difensori dei Diritti
Umani nel Paese. E ha ricordato,
come già fatto personalmente al
presidente Maduro durante la
sua recente visita all’Onu, che
“uno Stato sovrano deve accettare le critiche e proteggere chi
si oppone alle politiche del Governo”.
Dal Sud di questa parte dell’America non mancano le critiche al
governo del presidente Maduro.
Marcos Peña, capo del Gabinetto
del neo-eletto presidente argentino Mauricio Macri ha reiterato
l’orientamento in politica estera a suo tempo annunciata dal
capo dello Stato. E ha sostenuto
che “quanto accade in Venezuela rappresenta una frattura
dello spirito democratico” e del
“rispetto dei Diritti Umani”. Parole pronunciate nonostante la
cautela dei soci del Mercosur, in
particolare degli alleati tradizionali del governo del presidente
Maduro.
Bisognerà attendere lo sviluppo della campagna elettorale, il
rush finale, e quindi l’esame delle urne. Comunque sia, la corsa
al Parlamento prosegue dando
nuovi spunti agli analisti dei
fenomeni politici. Il Consiglio
Nazionale Elettorale ha ordinato
il black-out sui sondaggi per per-
mettere agli elettori un periodo
prudente di riflessione.
Tra le file del Governo si teme
il “Generale Carestia”. Non sarà
come il “Generale Inverno”, che
in Russia determinò l’inizio della
ritirata e della posteriore débâcle
prima dell’esercito invincibile di
Napoleone, poi della travolgente armata tedesca. Comunque,
fa paura poiché le conseguenze
potrebbero essere ugualmente
disastrose.
Oscar Schemel, analista e direttore di Hinterlaces, ha commentato che quelli dell’opposizione
non saranno “voti militanti” ma
di protesta. In parte è vero. L’Opposizione non ha presentato
un programma organico in cui
l’elettorato potesse riconoscersi.
Ha fatto invece leva sull’antichavismo. Per Schemel, molto
prudente nei suoi apprezzamenti, il vero avversario del governo
è la sua performance nell’ambito
dell’economia.
E, in effetti, la mancanza di beni
essenziali, specialmente nelle
ultime settimane, ha obbligato i
venezuelani a rivolgersi sempre
più ai “bachaqueros” (venditori
ambulanti che offrono i prodotti irreperibili nei supermarket a
prezzi esorbitanti). Così il salario, già per sé insufficiente per
l’acquisto di un carrello della
spesa, diventa fumo. Si teme che
a metà gennaio, senza importare
chi trionferà nelle Parlamentari
di domenica, si dovranno approvare provvedimenti severi per
superare la crisi.
In primo piano, l’incremento
della benzina e la svalutazione
progressiva della moneta. La
proposta più accreditata, oggetto di analisi nei ministeri
dell’economia, pare sia quella
dell’incremento mensile della
benzina. L’obiettivo, raggiungere a fine anno un prezzo di equilibrio, tale da permettere almeno
di sostenere le spese di produzione. Dal canto suo, pare che da
tempo sia in studio la svalutazione programmata e progressiva della moneta. Il provvedimento dovrebbe permettere
lentamente di ridurre la forbice
tra mercato parallelo e mercato
ufficiale. L’obiettivo, alla fine del
prossimo anno, è quello di poter stabilire un sistema di fasce
entro il quale permettere alla
moneta di oscillare liberamente.
Dovrebbe comunque restare un
tasso di cambio ufficiale per le
operazioni del governo e alcune
importazioni. Il pericolo latente
è che, come avvenuto negli anni
’60 e ’70 con la proposta “cepalina” dell’Industrializzazione Sostitutiva delle Importazioni, per
aiutare la fascia più umile della
popolazione si stimolino le importazioni di beni di prima necessità e, contemporaneamente
si castighi un settore dell’industria nazionale, proprio quella
orientata lla produzione di beni
di prima necessità.
Domenica, quindi, si vota. E tutti, a prescindere dalle passioni
politiche, non possono mancare
all’appuntamento con la democrazia. Partecipare è non permettere ad altri di decidere per noi.
E’ essere protagonisti e non semplici spettatori.
IL FATTO
www.voce.com.ve | martedì 1 dicembre 2015
CLIMA
Grandi inquinatori
e Paesi emergenti
a confronto
ROMA - E’ uno scenario in chiaro-scuro
e molto complesso quello dei Paesi che
trattano per raggiungere un accordo sul
clima. In grandi linee si possono dividere
in tre blocchi: paesi industrializzati, paesi
in via di sviluppo e paesi emergenti. Ma
a differenza dei tempi del protocollo di
Kyoto nel 1997, l’economia e la politica
sono cambiate. Nel rush finale che si sta
compiendo a Parigi verso un patto con
l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale fra 1,5 e
2 gradi ciascuno va per la propria strada
con indicazioni diverse sul contenimento
dei gas serra. Seguendo non solo logiche
ambientaliste.
Fra i grandi inquinatori, gli Stati Uniti con
Obama per la prima volta non sollevano
problemi, anzi, vogliono trainare i negoziati. Ci sono invece posizioni diverse fra
i Paesi emergenti del gruppo Basic (Brasile, Sud Africa, India e Cina) mentre fanno
vero blocco i Paesi del Cvf (Climate vulnerable Forum), quelli più a rischio a causa
dei cambiamenti climatici che temono di
‘affogare’, letteralmente, sommersi dall’innalzamento degli oceani.
La Russia per la prima volta sembra non
mettersi di traverso, alle prese piuttosto
con questioni internazionali, mentre chi
questa volta potrebbe vestire i panni del
‘guastatore’ possono essere i paesi che
producono petrolio, in particolare Arabia
Saudita e Venezuela.
USA - Obama vuole guidare il cambiamento, ammettendo il ruolo degli Stati Uniti
nell’aver creato il problema. Conta sul
fatto che l’accordo quadro sarà un ‘executive agreement’, cioè un accordo in applicazione della Convenzione quadro delle
nazioni Unite sul clima di Rio del 1992,
che fu un trattato internazionale. Essendo stato quest’ultimo già sottoscritto dal
Senato americano, per il ‘Paris agreement’
non occorrerebbe il voto del Senato (che
sarebbe negativo) ma solo la ratifica di
Obama.
BASIC - Brasile e Sud Africa sono alle prese con problemi interni rispettivamente
di ordine politico ed economico e vedono questa occasione per rilanciare la
propria economia puntando su aiuti da
parte dei Paesi industrializzati. Sulle emissioni di CO2, invece, Cina e India hanno
posizioni diverse. La Cina, primo grande
inquinatore e alle prese con livelli record
di smog, ‘da rischio sopravvivenza’, vuole
riconvertire la propria economia. Ha versato l’equivalente di tre miliardi di dollari in
un fondo per la cooperazione con i Paesi
del sud del mondo, per aiutarli nell’uso di
energie pulite. Punta ad andare, quindi, in
scia a Usa e Ue, anche se i suoi impegni
di riduzione di gas serra slittano al 2030.
L’India, invece, terzo grande inquinatore
al mondo, è più recalcitrante. E’ disposta
ad un piano di riduzione di emissioni ambizioso in proporzione agli aiuti economici
che potrà ricevere.
CVF - I Paesi del Sud del mondo, dalle Filippine alle Maldive, che sono più vittime
che protagonisti dell’inquinamento, vogliono essere risarciti dei danni che hanno
subito a causa soprattutto di inondazioni e
sono disposti a produrre energia green. A
condizione di avere aiuti economici. Il loro
potere nei negoziati è in un centinaio di
voti che possono muovere nella votazione
sull’accordo. Infine, un ostacolo nei negoziati potrebbe essere rappresentato dai
big del petrolio, Venezuela e Arabia Saudita in primis, che ne risentirebbero dalla
prospettiva di un’economia senza combustibili fossili.
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“E’ possibile evitare la
catastrofe ambientale”,
da Obama a
Hollande, da Putin a
Renzi è unanime
il senso di urgenza
nelle parole dei leader
mondiali. L’ombra del
terrorismo nel ‘bunker’
blindato del Bourget
Obama: “L’ultima possibilità”
India, il diritto a bruciare carbone
Lucia Sali
LE BOURGET - E’ l’ultima
chiamata per salvare il Pianeta e consentire un futuro alle
nuove generazioni: la Conferenza Onu sul clima di Parigi
“non può fallire”, è imperativo trovare un accordo per
evitare la catastrofe ambientale ed è possibile farlo “qui
e ora”. E’ unanime il senso
di urgenza nelle parole dei
leader mondiali, da Obama a
Hollande, da Putin a Renzi,
tra l’ombra del terrorismo nel
‘bunker’ blindato del Bourget
e il silenzio assordante osservato per le vittime degli attentati. Come, però, è una partita aperta che i negoziatori
dei 195 stati partecipanti alla
Cop21 dovranno giocare sino
all’ultimo: Ban Ki-moon, a
nome dell’Onu, ha chiesto di
limitare l’aumento della temperatura a “meno di 2 gradi”,
con un accordo “vincolante”.
La strada per arrivarci, però, è
tutta in salita.
- Possiamo cambiare il futuro
qui e adesso - ha esortato il
presidente Usa Barack Obama
-siamo l’ultima generazione
che può fare qualcosa.
Ma al di là di ribadire l’impegno degli Stati Uniti a ridurre
del 26-28% le emissioni nei
prossimi dieci anni rispetto ai livelli del 2005 e ad un
aumento dei finanziamenti
ai Paesi più vulnerabili (248
mln di dollari insieme ad altri 10 Stati, tra cui l’Italia), ha
volutamente glissato su cifre,
tempi e obbligatorietà che
dovranno essere contenute
nell’accordo.
Anche il presidente cinese Xi
Jinping, che ha insistito sui
100 miliardi annuali a sostegno dei Paesi in via di sviluppo, non ha voluto prendere
una posizione chiara e ha parlato della Cop21 come “punto
di partenza”.
- Arrivare a un’intesa è essenziale - ha avvertito il presidente francese Francois Hollande,
che ha ricevuto il sostegno di
tutti i 150 leader presenti per il
“coraggio” dimostrato nel confermare la Cop21 nonostante
gli attacchi terroristici.
- Lotta a terrorismo e cambiamento climatico insieme sono
due grandi sfide che dobbiamo
affrontare - ha sottolineato infatti Hollande, perché “ai nostri figli dobbiamo lasciare di
più che un mondo libero dal
terrore, un pianeta preservato
dalle catastrofi e sostenibile”.
Un accordo “giuridicamente
vincolante” per limitare a “2
gradi” l’aumento della temperatura è stato invece esplicitamente chiesto dal presidente
russo Vladimir Putin - arrivato clamorosamente in ritardo
all’avvio dei lavori perdendo
anche la foto di gruppo - dalla cancelliera tedesca Angela
Merkel e dal premier britannico David Cameron.
Se l’Europa è relativamente
unita su questo fronte, con
impegni già assunti per il taglio delle emissioni del 40%
entro il 2030, quello che è
in gioco a livello globale, ha
ricordato il presidente della
Commissione Ue Jean-Claude
Juncker, è un’assunzione di
“responsabilità politica”. Per
questo, ha martellato anche
il premier Matteo Renzi ricordando i risultati concreti già
raggiunti dall’Italia sul fronte
della lotta al cambiamento
climatico, serve un accordo “il
più vincolante possibile, altrimenti resterebbe scritto sulla
sabbia”. E questo, ha sottolineato Cameron, è “difficile
ma fattibile”. Parigi, infatti, a
differenza di Copenhagen sei
anni fa, non può permettersi
di fallire.
- Abbiamo un obbligo di suc-
cesso - ha avvertito il presidente della Cop e ministro
degli Esteri francese Laurent
Fabius - la posta in gioco è
troppo importante per potersi
accontentare di un accordo al
ribasso.
La Terra - ha ricordato il principe Carlo d’Inghilterra - potrà sopravvivere all’aumento
dei mari e delle temperature,
ma non l’Uomo, e ora al Bourget mai il destino non solo
di chi è in vita oggi ma delle
generazioni che non sono ancora nate è stato nelle mani di
così pochi.
Nel coro steccano però le parole del premier indiano Narendra Modi che, pur riconoscendo la necessità di affrontare le
conseguenze del global warming, ha avvertito:
- Il cambiamento climatico
non l’abbiamo prodotto noi. E
i Paesi poveri hanno il diritto
di continuare a usare il carbone se questo serve a far crescere
le loro economie. Sarebbe eticamente sbagliato - ha aggiunto - scaricare il peso di ridurre
le emissioni sui paesi in via di
sviluppo come l’India.
All’11 dicembre, giorno di
chiusura dei lavori, il verdetto
finale.
DALLA PRIMA PAGINA
Renzi: “L’Italia in prima linea...
Le motivazioni sono etiche e morali, ma
anche finanziarie, perché oggi “sono innanzitutto gli economisti che ci dicono
che è il momento di fare la nostra parte”.
- In questo campo - ha sottolineato - l’Italia ha le carte in regola, e sta comunque
andando nella giusta direzione su temi
come le energie rinnovabili e le azioni
di prevenzione del climate change, a cui
saranno dedicato 4 miliardi di euro nella
prossima legge di stabilità.
Per questo, Renzi sostiene che il governo
non ha alcun timore sul Pil italiano e sul
potenziale impatto di regole più stringenti in materia ambientale.
- Il Pil italiano andrà a crescere, non a diminuire - ha affermato Renzi, dicendosi
“più preoccupato per la tenuta del pianeta”.
L’azione di Italia ed Europa da sola però
non può bastare. Per ottenere risultati
in materia di contenimento del riscaldamento globale, ha detto sempre il presidente del Consiglio, è fondamentale
che tutti i Paesi, a cominciare dai grandi
emergenti come “la Cina, l’India, il Sudafrica”, ma anche “l’America, le Americhe”, si “comportino allo stesso modo” e
“raggiungano lo stesso risultato” in termini di impegno ecologico.
Una convinzione che si è tradotta in un
appello lanciato davanti agli altri leader.
- Come politici siamo chiamati ad un capolavoro, disegnare la scena in cui i nostri figli vivranno - ha detto Renzi.
Si mostra ottimista sull’esito della Conferenza il ministro dell’Ambiente, Gian
Luca Galletti.
- Penso positivo - ha detto ai giornalisti
a margine della plenaria, sottolineando
che l’Italia è uno dei Paesi che insiste perché si ottenga un accordo giuridicamente
vincolante, senza dimenticare che il monitoraggio della governance è importante tanto quanto l’obiettivo.
FONDATO NEL 1950
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Torrealba: “El blindaje
electoral del 6D serán
los ciudadanos”
CARACAS-En entrevista con
César Miguel Rondón en el
Cicuito Éxitos, destacó la
importancia de la participación ciudadana el próximo
domingo 6 de diciembre
-6D. “Estamos en una condición especialmente positiva (…) El blindaje somos los
ciudadanos, el blindaje somos los venezolanos si participamos desde la primera
hora hasta la última”.
Tras reiterar que desconocer
los resultados sería una especie de “golpe de estado”,
Torrealba consideró que los
pronunciamientos internacionales pidiendo al gobierno controlar la violencia registrada durante la campaña
electoral demuestran que “el
gobierno no tiene ni votos
en el país, ni aliados en el
exterior. En esas condiciones
muy difícilmente alguien podría intentar desconocer la
voluntad del pueblo”.
Jesús Torrealba dijo confiar
plenamente en la voluntad
de cambio del pueblo venezolano, en los testigos
activados y en la decisión
del pueblo venezolano de
defender el voto y contamos con un recurso que es
el derecho a la movilización
pacífica de la ciudadanía,
por supuesto no confío en
4 de los 5 rectores del CNE
que han demostrado su sesgo político”.
Maduro: “Defenderé
la revolución desde la calle”
CARACAS- El presidente de la República, Nicolás Maduro, reiteró
que se lanzaría a las calles con el
pueblo a defender la revolución.
“Yo no me voy a entregar bajo ninguna circunstancia, pero si hubiera
una circunstancia negativa yo me
lanzaría a las calles con el pueblo
como siempre lo hice, y la revolución
pasaría a otra etapa (…) no esperen
de mi un cobarde (…) esperen un hijo
valiente de Chávez en la calle con el
pueblo”.
Así lo indicó el presidente Maduro desde el Poliedro de Caracas,
donde sostuvo un encuentro con
15.000 voceros de consejos comunales y comunas de todo el país.
Activan el 1x10
“Tenemos en este momento en el
1x10 central de las Ubche, ya inscritos, certificados, visitados, con-
tactados 6.514.315 batalladores,
compatriotas, guerreros y guerreras.
Nunca habíamos llegado a tanto, el
1x10 mata encuestas, con el 1x10
ganamos como sea”, apuntó el Jefe
de Estado.
En el mismo orden de ideas, manifestó: “Esta lucha es eminentemente
espiritual entre quienes somos leales
al gigante y aquellos que lo atacaron
y no lo dejaron en paz ni en el propio
sepulcro. Vamos a una batalla histórica, que nadie se confíe que nadie se
apendejee, vamos a una batalla vital
para el futuro de la paz, para el futuro
de nuestro hijos, para esta patria que
merece ser independiente”, finalizó.
Igualmente, Maduro anunció una
nueva forma de organización de
cara a las elecciones parlamentaria
“Yo quiero que asumamos un compromiso de hacer el 1x10 arrasador
de las comunas, los consejos comuna-
les y todos los movimientos sociales,
1x 10 comunal”.
Sobre las comunas declaró: “Son el
arma secreta de la patria (...) esa es la
gran fuerza de la revolución bolivariana. Los consejos comunales y los movimientos sociales son la fuerza más poderosa de la revolución. Existen 1.402
comunas en todo el país, cada una tiene 20 voceros, a partir de este momento
cada uno de estos voceros deben declararse en actividad permanente para ir
a buscar el 1x10 casa por casa, calle
por calle, esquina por esquina, cancha
por cancha”.
Asimismo, el Presidente informó
que hasta la fecha hay 48.651 consejos comunales registrados a nivel
nacionalFinalmente, manifestó: “El 6 de diciembre le vamos a dar una pela y un
castigo a la oligarquía, a los parásitos
y a los bachaqueros”.
MISIÓN ELECTORAL
Unasur visitará 11 estados del país
CARACAS-El coordinador general de la Misión Electoral
de la Unasur en Venezuela, José Luis Exeni, informó ayer
que la comitiva internacional visitará once estados de ese
país como parte de su agenda de cara a las elecciones
legislativas venezolanas pautadas para el 6 de diciembre.
Exeni destacó que esta comitiva acreditada por el Consejo Nacional Electoral (CNE) tiene “total acceso” a este proceso, por
lo que detalló que los técnicos evaluarán el desarrollo de las
votaciones en Distrito Capital, Miranda, Aragua, Carabobo,
Vargas, Zulia, Táchira, Lara, Bolívar, Monagas y Portuguesa.
Realzó que este despliegue de la avanzada técnica hace de
esta Misión de Unasue la más amplia con respecto a todas
las comitivas electorales que ha practicado este organismo
internacional. Resaltó que los especialistas representantes
de los diferentes órganos electorales de la región han participado en las últimas auditorías que ha realizado el Consejo
Nacional Electoral (CNE), mientras indicó que hay aspectos
que se están evaluando como el acceso de los candidatos a
los distintos medios de comunicación.
El también vocal del Tribunal Supremo Electoral boliviano
anunció que próximamente se entregará un informe técnico con todas las recomendaciones previas a las votaciones.
“Este documento incluirá las preocupaciones que ha manifestado
la Mesa de la Unidad Democrática, los comentarios del Gran Polo
Patriótico y acotaciones de otros actores políticos y sociales”
Exeni resaltó que la Unasur confía en la participación activa de los venezolanos en estos comicios, a la vez que
enfatizó que “todas las partes deben respetar los resultados más allá de que firmen o no una declaración. La ciuda-
martedì 1 dicembre 2015
MUD
El primer mandatario expresó:
“Yo no me voy a entregar bajo
ninguna circunstancia, pero si
hubiera una circunstancia
negativa yo me lanzaría a las
calles con el pueblo como
siempre lo hice, y la revolución
pasaría a otra etapa (…) no
esperen de mi un cobarde (…)
esperen un hijo valiente de
Chávez en la calle con el pueblo”
Cultura
Anna Maria Tiziano
[email protected]
Redazione di New York
Mariza Bafile (Responsabile)
Flavia Romani
Pagina 4 |
danía debe saber que respetarán sus votos”.
El dirigente de la Misión reiteró el llamado a la paz, por lo
que aspira que el proceso comicial sea “pacífico y ordenado”.
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Roma
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VENEZUELA
A cargo de Berki Altuve
BREVES
Suspenden porte de armas y venta
de bebidas alcohólicas desde el viernes
De acuerdo a la Gaceta Oficial 40.798, el porte de armas
de fuego y blancas y la venta de bebidas alcohólicas serán
suspendidas desde este viernes 4 de diciembre a las 6 de la
tarde hasta el lunes 7 de diciembre a las 6 de la tarde.
Según la Resolución conjunta de los ministerios del Interior
y de la Defensa, también fueron suspendidas las concentraciones de cualquier tipo y el transporte de carga y blindado
desde el sábado 5 de diciembre a las 6:00 pm hasta el lunes
7 de diciembre a las 6:00 pm.
También se suspendió la venta de fuegos artificiales desde
el viernes 4 de diciembre a las 6 de la tarde hasta el lunes 7
de diciembre a las 6 de la tarde.
Parlamento realizará sesión ordinaria hoy
La Asamblea Nacional (AN) realizará su sesión ordinaria
hoy, a las ocho de la mañana, el Palacio Federal Legislativo,
reseña nota de prensa del Parlamento.
En estas sesiones se abordan proyectos de ley, se somete a
aprobación créditos adicionales y se abren debates sobre
temas de impacto nacional e internacional.
Esta convocatoria, se realiza de conformidad con el artículo
57 del Reglamento Interior y de Debates de la AN, el cual
establece que el presidente del Parlamento puede invitar
a sesión por vía telefónica, a través de correo electrónico,
públicamente por la televisora institucional ANTV, por el
portal electrónico de la AN (www.asambleanacional.gob.
ve), por la radio de la Asamblea Nacional (ANRadio) o por
el medio más expedito posible.
Saltrón espera que las elecciones
se desarrollen con normalidad
German Saltrón, agente de Venezuela para los derechos
humanos, aseguró que los comicios siempre han sido transparentes y confiables en el país y está comprobado que no
hay forma de hacer trampa.
El vocero del Estado advirtió que la negativa de la MUD a
firmar un acuerdo para reconocer los resultados del 6 de
diciembre hace suponer que cantarán fraude y que eso
estaría respaldado por Estados Unidos, al Unión Europea
y algunos gobiernos latinoamericanos dominados por Washington.
Saltrón declaró en el programa Primera Página de Globovisión que Venezuela es el objetivo de Estados Unidos y que
existe una campaña internacional para desconocer los resultados.
El representante venezolano expresó que Venezuela siempre ha salido bien de estos procesos electorales, a pesar de
las dificultades y tiene un pueblo acostumbrado los ataques, por cuya razón espera que el proceso se desarrolle
con normalidad.
Zapatero y Torrijos llegan hoy
El exjefe del Gobierno español José Luis Rodríguez Zapatero
y el expresidente panameño Martín Torrijos llegan a Venezuela hoy para “acompañar” los comicios parlamentarios
del 6 de diciembre.
Postergan para el 10 de diciembre
aumento del pasaje en Caracas
El representante de transportistas del Sector oeste de Caracas, Pedro Jiménez, informó que los agremiados acordaron postergar el incremento en el pasaje mínimo de
la ciudad para el próximo 10 de diciembre.“La decisión
fue que a partir del 10 de diciembre el sector oeste de
Caracas, todo el municipio Libertador, estará ajustando el
pasaje a 20 bolívares, esto obviamente con gaceta o sin
gaceta”, dijo.
“Nosotros ya hemos tomado la decisión, al Alcalde le hemos hecho varias convocatorias a reunión y no nos la ha
dado”, agregó Jiménez.
Los transportistas también piden que se concrete la venta a
precios justos de cauchos, baterías y repuesto.
Pagina 5 | martedì 1 dicembre 2015
“Ordené el despliegue operacional de toda la FANB; un despliegue radial ocupando
los centros de votación y cuidando el material tecnológico”, dijo Padrino López
163 mil efectivos de la FANB resguardarán
elecciones Parlamentarias
CARACAS- El ministro para
la Defensa, Vladimir Padrino
López ofreció ayer un balance general sobre el despliegue del Plan República en
todo el territorio nacional,
de cara a las elecciones parlamentarias el próximo 6 de
diciembre.
Vladimir Padrino López,
ministro de la Defensa y
Jefe del Ceofanb, confirmó
que el 1° de diciembre se
activará el Plan República,
con 163.000 efectivos de
la Fuerza Armada Nacional Bolivariana (FANB) que
resguardarán los comicios
parlamentarios del 6 de diciembre.
Indicó, además, que 25 mil
hombres y mujeres del cuerpo castrense se mantendrán
en reserva, en función de
garantizar el orden público
en cualquier parte del país,
además de la respuesta a
otras necesidades de cualquier naturaleza cívica.
“Para hoy ordené el despliegue operacional de toda la
FANB; un despliegue radial
ocupando los centros de
votación y cuidando el material tecnológico”, dijo.
Padrino López recordó que
la FANB cumplirá dos objetivos en función de preservar
la paz, seguridad y democracia nacional: Acompañar
al Consejo Nacional Electoral (CNE) durante las elecciones; así como cumplir
con su derecho al ejercicio
del sufragio.
“Este Plan República debe
resultar ejemplar y pulcro
como siempre”, agregó.
Resguardo a instalaciones
eléctricas
Ante el asecho contra el
sistema eléctrico nacional,
el ministro de la Defensa
también informó que los
efectivos militares se han establecido en subestaciones
eléctricas de Corpoelec, con
el fin del resguardo y vigilancia del sistema de generación energía eléctrica para
el país. Asimismo, afinaron
la normativa de los delitos
electorales conjuntamente
con el Ministerio Público,
con un adiestramiento especial.
“El 6D va a ser una fiesta
electoral para el pueblo,
sin golpe de Estado, pero
tampoco habrá violencia
terrorista. Aquí va a haber
unidad cívico-militar, y la
paz prevalecerá por sobre
todas las cosas. Seguiremos
el camino de la paz”, señaló
el vocero.
Reunión con Unsasur
Asimismo, Vladimir López
expresó que la reunión sostenida con miembros de la
misión de observación de
Unasur sirvió para explicar a los observadores las
funciones específicas y el
funcionamiento del Plan República durante el proceso
electoral.
El jefe del Componente Estratégico Operacional de la
Fanb destacó que el 6D se
desplegará el Sistema de
Inteligencia y Exploración
“para monitorear cualquier
actividad inusual”. Esto a
propósito de la reciente
identificación de aviones de
EEUU sobre volando espacio
aéreo nacional.
Estado de Excepción
En cuanto al desarrollo del
Plan República en los 23
municipios fronterizos bajo
decreto de Estado de Excepción, Padrino aseveró que
las operaciones se han realizado de manera normal.
Desmintió que el Estado de
Excepción entorpezca el
ejercicio del derecho al voto
de los habitantes de la zona.
Afirmó que el compromiso
de las Fuerzas Armadas es
con la democracia y la paz
de la República.
RECTOR
Rondón ve positiva la llegada de 130
acompañantes electorales para el 6D
CARACAS- El rector principal del Consejo Nacional Electoral (CNE), Luis
Emilio Rondón, declaró ayer sobre el
acompañamiento electoral que estará
presente en las elecciones parlamentarias del próximo 6 de diciembre.
Rondón a través de una entrevista
realizada en el programa “A Tiempo”, transmitido por el circuito
Unión Radio, informó que un total
de 130 acompañantes internacionales llegarán el día de hoy al país para
participar en el proceso electoral.
“Es positivo observar este acompañamiento y que no sólo esté la misión
el a Unasur, es positivo que se estén
incorporando personalidades importantes del continente y autoridades
electorales de las Américas con el
propósito de garantizar tranquilidad
a los venezolanos”.
Además, ratificó que el voto es secreto e invitó a la comunidad para que
denuncien todas las irregularidades
que puedan surgir durante el proceso electoral del 6 diciembre. “No hay
forma alguna por la que se determine por quien se ejerce el voto en Venezuela”, afirmó.
Para finalizar el rector principal del
CNE invitó a todos los venezolanos
a que salgan a votar masivamente,
“que contribuyan al fortalecimiento
del sistema democrático con el instrumento pacificador por excelencia
como lo es el voto”.
6
ITALIA
martedì 1 dicembre 2015 |
La teoria del “debt deflation” è nata dopo la Grande Depressione americana e spiega come
un’inflazione negativa aumenti il valore reale del debito e lo renda più difficile da gestire. Con la
deflazione la crescita rallenta e il debito non solo resta intatto ma tende ad aumenta in termini reali
Nodo del debito,
la minaccia del calo inflazione
Domenico Conti
ROMA - Il riaffacciarsi
della deflazione è particolarmente sentito dai
governi, ma non solo
per le sue ricadute più
immediate, ossia consumi e investimenti che
vengono continuamente rinviati in vista di
prezzi più bassi e gelano
il Pil. C’è un aspetto che
forse preoccupa ancora
di più le autorità e spiega il rinnovato appello
alla Bce, ed è legato alla
‘debt deflation’, la teoria nata dopo la Grande
Depressione americana
che spiega come un’inflazione negativa aumenti il valore reale del
debito, rendendolo più
difficile da gestire. La
crescita rallenta, mentre resta intatto il debito, che anzi aumenta in
termini reali data la caduta di valore degli attivi. Con il rischio che il
rapporto debito/Pil aumenti automaticamente, anche in presenza di
un pareggio di bilancio,
per via della diminuzione in valore del Pil che
sta a denominatore. E
più pressione sui conti
pubblici, dato che con
una crescita inferiore
al tasso d’interesse reale neanche un pareggio
primario è sufficiente ad
assicurare la sostenibilità.
Il governo italiano si è
tenuta un buon margine di sicurezza, inserendo nella nota di
aggiornamento al Def
un’inflazione programmata dell’1% nel 2016,
ben inferiore ai livelli
‘normali’ dell’Italia. Ma
il fatto che la Bce si appresti a rivedere in peggio le sue stime per il
2016 e 2017 potrebbe rimettere in gioco gli scenari, e con essi i saldi di
finanza pubblica.
Va letto anche in questa
luce il “contiamo sulla
Bce” pronunciato ieri
dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
Compito della Bce è provocare una ‘reflazione’,
ossia riportare l’inflazione verso livelli fisiologici. Ma non è affatto facile perché secondo quella
stessa teoria, prima ancora che i cicli economici, contano i cicli del
debito.
Siamo in un “’super-ciclo del debito’,
schiacciati dal peso ac-
cumulato in anni di regolamentazione blanda
ed eccessi finanziari”,
per dirla con l’economista Kenneth Rogoff.
I prezzi stagnanti, o negativi, con cui molti paesi fanno i conti sarebbero il risultato di una
bolla del credito (o, specularmente, del debito)
accumulata negli anni
scorsi, con consumi e
spesa pubblica eccessivi,
seguiti poi da una stretta drastica.
Serve il ‘deleveraging’,
la
discesa
graduale
del debito, che invece dal 2007 ad oggi è
aumentato di 57.000
miliardi su scala globale. E i tempi per uscire
dall’inflazione al lumicino potrebbero allungarsi.
DALLA PRIMA PAGINA
Candidati
e primarie...
Il tempo, in effetti, c’è, ma quello delle Comunali si profila come un difficile
scoglio - con lo spettro di un ballottaggio
con il M5S - per entrambi gli schieramenti, a cominciare dal Pd di Matteo Renzi,
ancora alle prese con il rebus legato alla
rosa dei candidati in buona parte delle
piazze principali.
Dai vertici Dem (e in direzione esattamente contraria all’ipotesi, poi smentita,
della partecipazione di Ncd alle primarie
di Napoli) si rimarca la “volontà di continuare a costruire il campo del centrosinistra anche alle prossime amministrative”:
“e dove abbiamo lavorato con Sel, vogliamo continuare a farlo”, come spiega - sottolineando che le primarie si faranno per
tutti ad eccezione dei sindaci uscenti - il
vicesegretario Lorenzo Guerini in un’intervista a Qn.
Guerini individua in Milano, Torino, Bologna e Cagliari le città dove una simile
ipotesi é maggiormente percorribile. Di
certo, nel quadro delle alleanze con SI,
un ruolo chiave viene giocato anche dai
rapporti tra maggioranza e minoranza Pd.
- Il punto di partenza non può che essere il centrosinistra. Partire da altre ipotesi
sarebbe un errore politico inspiegabile,
oltre che un tradimento della natura del
Pd - avverte Davide Zoggia. Al momento,
tuttavia, si resta nel campo delle ipotesi.
A Torino SI ha già avanzato il proprio candidato, Giorgio Airaudo, mentre a Milano
il rebus attorno Giuseppe Sala è tutt’altro
che risolto. Nei prossimi giorni il premier
dovrebbe vedere sia il commissario Expo
- che oggi si smarca da un’identificazione
nel ‘candidato del Partito della Nazione’
- sia il sindaco Giuliano Pisapia: e forse
solo allora il quadro risulterà più chiaro.
Bisognerà invece ancora attendere per
Roma.
Lo sprint si avrà a gennaio, annuncia il
presidente Pd Matteo Orfini assicurando
che le primarie saranno di coalizione ma
trovando, al momento, la ferma contrarietà di Stefano Fassina (candidato SI).
E a Roma, come a Milano, si giocheranno le principali partite nella mediazione
tra Fi, Lega e Fdi. Silvio Berlusconi, al
momento, studia le sue mosse nell’attesa che, in particolare nel capoluogo lombardo, il Pd si scopra per primo. E apre
ai ‘banchetti’ azzurri, previsti per il 12
dicembre, dove potrebbe ‘raccogliere’ gli
umori dell’elettorato.
A Roma, l’ipotesi più unitaria al momento resta quella di Giorgia Meloni, mentre
a Milano Paolo del Debbio esclude una
sua discesa in campo. A Bologna difficilmente Matteo Salvini farà un passo indietro sulla ‘sua’ candidata Lucia Bergonzoni.
- Chiarezza nell’alternativa a Renzi, unità
del centrodestra e identità di FI sono i tre
punti fermi” in vista del voto, spiega il
senatore azzurro Marco Marin. Un’altro
punto fermo, stavolta in chiave civica,
arriva invece con la candidatura a Milano
del leader di Italia Unica Corrado Passera,
che negli ultimi giorni ha sigillato la sua
collaborazione con il neo-movimento di
Gaetano Quagliariello, Idea.
ITALIA
www.voce.com.ve | martedì 1 dicembre 2015
7
DALLA PRIMA PAGINA
Stando al rapporto
di Eurostat, l’Italia
per la ricerca
ha investito
nel 2014 l’1,29%
del proprio Pil.
In Europa lo Stato
che spende di più
nel settore è
la Finlandia
(3,17%), poi la
Svezia (3,16%)
e la Danimarca
(3,08%)
Ricerca, l’Italia cresce
ma è dietro i ‘grandi’ dell’Ue
BRUXELLES - L’Italia ha
speso nel 2014 in investimenti per lo sviluppo e la ricerca l’1,29%
del proprio Pil: un incremento rispetto al
dato del 2004, che era
l’1,05%. Tuttavia resta sotto la media Ue
(2,03%) e soprattutto indietro rispetto ai ‘grandi’
d’Europa: la Germania
fa registrare un 2,84%,
la Francia un 2,26% e il
Regno Unito 1,72%. Il
nostro Paese ha esattamente lo stesso dato del
Portogallo, ed è avanti
di pochissimo rispetto
alla Spagna (1,2%). E’
quanto emerge dai dati
forniti +da Eurostat,
l’ente statistico Ue.
Sempre secondo questa
ricerca, tra i Paesi della
Unione europea, lo Stato
che spende di più in questo settore è la Finlandia
(3,17%), poi la Svezia
(3,16%) e la Danimarca (3,08%). Fanalino di
coda la Romania (0,38%),
seguita da Cipro (0,47%)
e Lettonia (0,68%). In
rapporto ai dati del 2004,
Eurostat fa sapere che
questi investimenti in
Negata la visita al vescovo
SASSARI - Sì a qualunque progetto in comune con la chiesa
turritana per favorire nel quartiere i processi di integrazione e di inclusione, no alla visita pastorale dell’ arcivescovo
di Sassari, Paolo Atzei, nella scuola primaria di San Donato.
È la decisione assunta dal Consiglio dei docenti dello storico istituto scolastico, nel cuore del centro storico di Sassari.
Non volendo rispondere negativamente alla proposta del
vescovo per una visita ai piccoli allievi delle elementari, la
dirigente scolastica Patrizia Mercuri ha proposto all’ organismo composto dagli insegnanti di valutare la possibilità
che l’incontro con monsignor Atzei si svolgesse in chiesa e
coinvolgesse solo i bambini cattolici o quelli che non appartengono dichiaratamente ad altre confessioni religiose. La
scuola di San Donato è da anni considerata un eccellente
laboratorio in tema di integrazione e multiculturalità, tanto
che quest’anno gli alunni di varie nazionalità e non cattolici
che frequentano l’istituto sono 122 su 250. Concordi con la
dirigente sulla necessità di rispettare le sensibilità di tutti, i
docenti hanno deciso che l’incontro prenatalizio non si farà
neanche fuori dalle mura scolastiche, se non con il coinvolgimento dei genitori.
R&D (research and development) sono cresciuti
in 23 Paesi: in calo invece in Croazia (dal 1,03%
nel 2004 allo 0,79 nel
2014), in Lussemburgo
(dall’1,62% all’1,24), In
Finlandia (dal 3,31% al
3,17%) e in Svezia (dal
3,39% al 3,16%). Un
dato, quello medio europeo del 2,03%, che resta
comunque lontano dagli
investimenti in ricerca e
sviluppo di altre economie emergenti: la Corea
del sud spende infatti
4,15% del proprio Pil, il
Giappone 3,47%, gli Usa
2,81% nel 2012.
L’Ue si trova più o meno
allo stesso livello della
Cina che fa registrare il
2,8%. Meglio invece della Russia, ferma al 1,15%.
Da ricordare che nell’am-
bito della politica di stimolo alla competitività,
uno degli obbiettivi della
strategia “Europa 2020” è
l’aumento della spesa per
la ricerca e sviluppo in Ue
sino al raggiungimento
di quota 3% del Pil. Traguardo che al momento
appare quanto meno ambizioso.
Inoltre, scorporando il
dato attuale Ue, quel
2,03%, Eurostat rende
noto che la la maggior
parte di questi investimenti in ricerca e sviluppo, circa i 2 terzi del
totale, viene dal settore
privato (64%), quindi
dall’area della formazione di alto livello (23%).
Il settore pubblico è solo
terzo con il 12%, infine il settore privato noprofit quarto con l’1%.
Sempre seguendo questa analisi, il dato italiano dell’1,29% del Pil è
composto per il 56% da
investimenti del settore
privato, dal 27% proveniente dall’area dell’alta
formazione, dal 14% del
settore pubblico e dal 3%
di quello dell’area privata
no-profit.
Squinzi:
“Dalla Camusso...
Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, interviene sostenendo
che è “pretestuosa la polemica da parte della signora Camusso”, la quale
“continua a non capire la realtà della
situazione”. Per il numero uno degli
industriali, infatti, “il sistema dei contratti continua ad essere uno strumento valido”.
- Certo – commenta - ogni tanto bisogna innovare. Restare ancorati a sistemi medievali o ottocenteschi non
porta da nessuna parte .
Rispetto alle sue parole (l’orario di lavoro è un “attrezzo vecchio”), Poletti
ribadisce che l’orario “non può essere” l’unico parametro, in un mondo
del lavoro “che cambia, è ragionevole
che si possa immaginare una maniera
diversa per remunerarlo”. E, quindi,
che si possa ragionare di un lavoro organizzato più per obiettivi.
A sottolineare il valore della produttività, il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay.
- Il ragionamento del ministro - afferma - porta al centro, a fianco dell’orario di lavoro, anche il raggiungimento
di obiettivi: così ci si concentra sulla
produttività, che è per noi un fattore
essenziale della valutazione non solo
delle performance dell’azienda ma anche della soddisfazione economica dei
nostri collaboratori.
Cgil, Cisl e Uil domani si rivedranno
per iniziare a mettere a punto un documento unitario sul nuovo modello
contrattuale. Sul loro ruolo, insieme
a quello delle imprese, il ministro ribadisce che la riforma della contrattazione “è materia delle parti sociali” e
che il governo intende aspettare “ragionevolmente, né troppo né troppo
poco”, un accordo tra le stesse. Se così
non dovesse essere, “a quel punto sarà
responsabilità del governo fare una
valutazione e decidere cosa fare”.
Ospite del programma di Rai2 ‘2Next’,
Poletti tocca anche il capitolo delle
pensioni d’oro.
- E’ un tema che si può affrontare, ma
ha tante implicazioni”, a partire dalla soglia da cui definirle tali, ma non
è questo tema - aggiunge - che può
risolvere il problema dei pensionamenti. Bisogna trovare un equilibrio
socialmente ed economicamente sostenibile.
Sulla questione dell’occupazione, invece, un monitoraggio della Fondazione Di Vittorio della Cgil, rileva che
nel primo semestre del 2015 sono risultate circa 9 milioni e 300 mila le
persone in difficoltà per la mancanza
di lavoro o per la precarietà della loro
posizione lavorativa, il 66,3% in più
rispetto al 2007, anno che ha preceduto la crisi, ma in calo dell’1,4% (117
mila unità) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
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MONDO
martedì 1 dicembre 2015 |
ANKARA: “NIENTE SCUSE”
Il Fondo Monetario
Internazionale promuove
le riforme della Cina.
Anche se si tratta
di una mossa simbolica
la decisione rappresenta
una svolta per il Fmi.
Lagarde: “Il cambio
riflette l’economia
del mondo”
Anche lo yuan
nell’elite delle valute globali
NEW YORK - Il Fmi promuove lo yuan facendolo entrare
nell’elite delle valute mondiali, in un voto di fiducia
alla leadership cinese e alla
strada delle riforme intrapresa. Dopo averlo respinto
nel 2010, il board del Fmi dà
il via libera all’ingresso del
yuan nel paniere di valute
che determina il valore degli
Special Drawing Rights (Sdr),
di fatto la valuta di riferimento del Fmi. Un ingresso che
certifica l’ascesa della Cina
e dello yuan, elevato a terza
moneta globale: all’interno
del paniere avrà un peso del
10,92%, maggiore dell’8,33%
dello yen e dell’8,09% della sterlina. L’euro pesa per
il 30,93% e il dollaro per il
41,73%.
Per Pechino si tratta di
un’importante vittoria, ma
anche di nuove sfide in termini di riforme e di comunicazione delle sue mosse,
dopo la volatilità innescata
ad agosto per le decisioni a
sorpresa sul fronte dei cambi.
I leader cinesi avevano fatto
del riconoscimento da parte
del Fmi una delle loro priorità. E hanno vinto, ottenendo
un riconoscimento delle riforme fatte.
Anche se si tratta di una mossa simbolica, con gli Sdr considerati anacronistici e ra-
Cosa sono gli Special Drawing Rights
NEW YORK - Creati nel 1969 come alternativa all’oro per le
riserve delle banche centrali, gli Special Drawing Rights sono
la valuta di riferimento del Fondo Monetario Internazionale
(Fmi) istituita come asset di riserva supplementare nell’ambito
di Bretton Woods.
Con il crollo del sistema nel 1973, il valore degli Sdr è stato
fissato da un paniere di valute, del quale entra a far parte lo
yuan con un peso maggiore di sterlina e yen. Raramente usati
fuori dal Fmi, gli Sdr sono ritenuti ‘anacronistici’ e anche se i
pacchetti di salvataggio del Fmi sono ufficialmente valutati in
Sdr come percentuale delle quote dei singoli paesi nel Fmi,
le trattative reali sono condotte nelle principali valute. Ma rimane come valuta di riferimento anche per alcuni ‘scambi’
in settori iper-specializzati: da quello energetico a quello delle
telecomunicazioni.
Il valore degli Sdr è stato definito inizialmente come uguale
a 0,888671 grammi di oro fino che, all’epoca della loro creazione, erano l’equivalente di un dollaro. Dopo il collasso di
Bretton Woods nel 1973, il valore degli Sdr è stato definito da
un paniere di valute, che include il dollaro, la sterlina, l’euro, lo
yen e lo yuan. La composizione del paniere varia ogni cinque
anni. Dopo la bocciatura del 2010, lo yuan riesce a entrare nel
paniere, e lo fa pesando più di yen e sterlina. Lo yuan peserà
per il 10,92%, a fronte del 41,73% del dollaro, del 30,93%
dell’euro, del 8,33% dello yen e dell’8,09% della sterlina.
ramente usati al di fuori del
Fmi, la decisione rappresenta
una svolta anche per il Fmi.
- E’ un’importante pietra miliare, un’indicazione delle
importanti riforme attuate e
di quelle che continueranno
a essere attuate - afferma il
direttore generale del Fondo,
Christine Lagarde, sottolineando che con l’ingresso dello
yuan il paniere riflette me-
glio l’economia mondiale.
Lagarde preme da anni affinché il Fmi rifletta al meglio
il nuovo ordine economico,
con l’ascesa dei paesi emergenti. Un pressing legato alla
riforma delle quote e della
governance del Fmi, bloccata dagli Stati Uniti. Maggiori
azionisti e unico paese con
diritto di veto, gli Usa non
hanno ancora approvato la
riforma, ferma in Congresso,
di fatto bloccandone l’attuazione e creando non pochi
malumori fra i paesi membri
del Fmi.
Per ovviare l’ostacolo americano, il Fondo valuta strade
alternative che gli consentano di essere al passo con
i tempi, senza continuare a
riflettere l’ordine di Bretton
Woods, quando è stato creato. L’ingresso ufficiale nel
paniere lo yuan lo farà nel
2016, in ottobre. Un arco
temporale per consentire
ai paesi membri del Fmi di
adeguarsi e alla Cina di continuare a portare avanti le riforme.
Plaudendo alla decisione del
Fondo, definita una ‘vittoria’
per tutte le parti, la Banca
Centrale Cinese assicura che
accelererà sulle riforme. Intanto accelera Wall Street,
con le maggiori banche che
lavorano a una road map che
consenta l’avvio di scambi in
yuan. Per centrare l’obiettivo, gli istituti finanziari hanno creato un gruppo di lavoro che consenta di mettere a
punto le modalità per effettuare e ricevere pagamenti in
yuan. Il gruppo è presieduto
da Michael Bloomberg, insieme agli ex segretari al Tesoro Henry Paulson e Timothy
Geithner.
Resta gelo
tra Putin
e Erdogan
MOSCA - Resta il gelo tra Putin ed Erdogan: a sei giorni
dall’abbattimento del bombardiere russo da parte di
F16 turchi al confine con la
Siria, ‘zar’ Putin snobba il
‘sultano’ Erdogan negandogli un incontro che il leader
di Ankara aveva auspicato a
margine della Conferenza
Onu sul clima organizzata a
Parigi.
- Parliamo dell’incidente e
proviamo a ricucire le relazioni fra i due stati quando ci
incontreremo a Parigi - aveva proposto il presidente turco nei giorni scorsi.
- Di questo incontro non se
ne parla, non è in agenda ha tagliato corto alla vigilia
Dmitri Peskov, portavoce di
Putin.
Alcuni media russi malignano che il leader del Cremlino sia arrivato al summit col
consueto ritardo per evitare
di incrociare il leader e di farsi fotografare con lui, oltre
che con il presidente ucraino
Petro Poroshenko.
In ogni caso il ‘gran rifiuto’
coincide anche con il varo
da parte del governo russo
delle prime sanzioni economiche contro Ankara: bando su frutta e verdura, stop
ai voli charter e ai pacchetti
turistici, oltre al ripristino dei
visti e al divieto di assumere
manodopera turca dal primo
gennaio decretati sabato da
Putin.
- E’ solo il primo passo - avvisa Mosca - perché la lista può
essere estesa se necessario.
SPORT
www.voce.com.ve | martedì 1 dicembre 2015
Borja Valero illude i viola in avvio, Floccari nel finale
del primo tempo la castiga con gran stacco
di testa a fissare il definitivo 1-1 al Mapei Stadium
Floccari rovina i piani
della Fiorentina
ROMA - Secondo pari di fila
per la Fiorentina che prima
domina, poi si fa raggiungere
fino a soffrire il solito gagliardo Sassuolo. L’1-1 finale
rispecchia l’andamento di
una gara comandata dai viola
dall’inizio fino all’improvviso
pari neroverde allo scadere
della prima frazione. Da lì la
squadra di Di Francesco prende coraggio e va più vicina
alla vittoria che gli ospiti, che
alla fine devono accontentarsi di un pari al Mapei Stadium
dove il Sassuolo mantiene la
sua imbattibilità stagionale.
Privo dello squalificato Berardi, Di Francesco opta per
una punta pesante come
Floccari in mezzo al duo
Defrel-Sansone e sorprende con Laribi in mediana.
Viola che lasciano a riposo
Kalinic dopo la battaglia di
Basilea, dentro Pepito Rossi.
L’avvio della Fiorentina è
martellante: Borja Valero e
Ilicic sulla trequarti scombinano i piani del Sassuolo,
e risultano imprendibili.
Cinque minuti di fuoco
che culminano con il gol di
Borja Valero: cross di Ilicic,
mancano Bernardeschi e
Rossi ma non lo spagnolo
che spinge la palla in rete
per il meritato vantaggio
toscano. Il Sassuolo sembra
disorientato, la Fiorentina
con i suoi due trequartisti
domina e disegna calcio. Lo
stato d’animo neroverde è
palese al 18’ quando Consigli sbaglia clamorosamente
il rilancio appoggiando a
Borja Valero: lo spagnolo
tenta, senza successo, l’eurogol. I viola in vantaggio
agiscono di contropiede e
con velocisti come Bernardeschi è un piacere affondare. Tuttavia risulta un po’
fuori dal gioco Giuseppe
Rossi, e negli ultimi metri
la manovra della squadra
di Sousa ne risente. Dopo
la marea viola gli emiliani
di riorganizzano e provano
a metter il naso fuori, con
Sansone e Defrel più attivi
rispetto a un avvio assai
anonimo. Un po’ a sorpresa
arriva il pari neroverde alla
prima occasione: cross di
Vrsaljko al 41’ e Floccari
svetta in mezzo all’area dando ragione così alle scelte di
Di Francesco, 1-1 con cui si
va all’intervallo.
Senza cambi da una parte e dall’altra si riparte. Il
Sassuolo, forte anche del
pari ottenuto allo scadere della prima frazione,
sembra più sciolto e agisce
per vie mancine, specie
con le sovrapposizioni di
un infaticabile Peluso. La
Fiorentina pare più pigra
in gestione, e diverse palle
perse da Ilicic e Rossi fanno
arrabbiare Sousa, che mette
così Kalinic per Rossi. Tuttavia i viola continuano a
faticare, pur trovando maggiori riferimenti davanti
con i movimenti dell’avanti
croato. Il Sassuolo mostra
più coraggio, la Fiorentina
si salva con fortuna su due
tentativi di Sansone e Defrel verso il sessantesimo.
La viola prova a scuotersi
anche sull’incitamento dei
suoi tifosi, Pasqual prova il
gran diagonale, ma Consigli
è efficace. Il Sassuolo sembra
aver in mano la gara, al 67’
Floccari ha l’occasionissima
per il sorpasso, ma Sansone lo ostacola involonta-
riamente agevolando così
l’intervento di Tatarusanu
che devia in angolo. In
grossa difficoltà, Sousa ripesca addirittura lo spagnolo
Verdù, inserendolo per un
Badelj decisamente spento.
Di Francesco corre ai ripari, inserendo Biondini per
Laribi. Ilicic prova a beffare
Consigli, ma dopo le titubanze iniziali il numero uno
emiliano si mostra reattivo
salvando i suoi dalla beffa su
un tiro-cross dello sloveno.
Il Sassuolo inizia ad accusare
la fatica, Di Francesco toglie
così un generoso Floccari
per Floro Flores, mentre
Sousa si gioca l’ultimo cambio togliendo Pasqual per
Marcos Alonso. Ilicic conferma il suo pessimo secondo
tempo mandando alle stelle
una grossa occasione su punizione a 7 dalla fine. Borja
Valero chiede un penalty,
ma il tocco di mano di Politano risulta risibile visto che
il giocatore era spalle alla
porta. Allo scadere Verdù
manda alle stelle una buona
sponda di Kalinic e la viola
si accontenta del pari.
SERIE A
Verona esonera Mandorlini
ROMA - l Verona ha esonerato il tecnico Andrea
Mandorlini: la decisione,
annunciata dal club in una
nota, arriva dopo la sconfitta della squadra a Frosinone.
Il Verona é ultimo in serie A,
da solo, a 6 punti. Frosinone fatale per Andrea Mandolini. Dopo la sconfitta in
Ciociaria nel pomeriggio é
arrivata la nota ufficiale del
sodalizio scaligero. Laconico
il comunicato stampa anche
se la decisione é stata decisamente sofferta.
“L’Hellas Verona informa di
aver sollevato dall’incarico
il tecnico Andrea Mandor-
lini e i suoi collaboratori.
Ad Andrea e al suo staff
i ringraziamenti da parte
del Club per aver, attraver-
so dedizione, indiscutibile
professionalità e intensa
passione, condiviso gioie,
dolori ma soprattutto vittorie, sul campo e fuori, che
hanno portato la squadra
dalla Lega Pro fino al palcoscenico della Serie A. Al
Mister e al suo staff il più
sincero in bocca al lupo per
il futuro professionale”.
Si attende l’annuncio della nuova guida tecnica che
sarà Eugenio Corini il quale
deve trovare l’accordo economico per la risoluzione
del contratto che lo lega ai
cugini del Chievo per un’altra stagione.
9
VENEZUELA
Stifano: “Risultato importante
su un campo difficile”
CARACAS – Nell’ultimo turno di campionato lo Zamora
ha dimostrato tutto il suo carattere sul difficile campo
di Cachamay, rimontando in due occasioni il risultato
contro il Mineros. I bianconeri di Barinas con la vittoria esterna di 2-3 hanno praticamente ipotecato la finale
scudetto e non solo, la formazione llanera allunga la sua
scia positiva a 14 gare senza subire ko, eguagliando un
suo record precedente in Primera División.
La squadra allenata dall’italo-venezuelano Francesco Stifano ha fatto già il suo rientro alla base per preparare il
match di ritorno. Il tecnico di origine campana si é mostrato molto soddisfatto per il risultato ottenuto dai suoi
pupilli “Sono felice per quello che ha mostrato la mia
squadra sul campo. Quello che mi soddisfa di più é il
fatto che questi ragazzi hanno fame di vittorie e quella
humiltá che ti spinge a far bene”.
I bianconeri hanno un record di 26 gare consecutive senza subire ko tra le mura amiche e 25 match segnando almeno un gol nel rettangolo verde di Barinas. L’effettività
in attacco é il biglietto da visita della squadra del tecnico
di origine campana. Stifano sa che sarà fondamentale saper gestire la palla e mantenere la stessa concentrazione
che nella gara d’andata. “Ci sono ancora 90 minuti da
giocare contro un rivale difficile, ancora non siamo sicuri
di nulla, solo abbiamo dato un passo fondamentale ed
ottenuto un risultato importante”.
Nell’altra semifinale, il Deportivo La Guaira ha espugnato
il campo dell’Aragua battendolo per 0-2 e mettendo praticamente un piede nella finale del Torneo Adecuación.
Le reti della formazione arancione sono state siglate da:
Arrieta (21’) e Granados (82’).
Le gare di ritorno si disputeranno domani a campi invertiti: lo Zamora ospiterà il Mineros mentre L’Aragua andrà
a far visita al Deportivo La Guaira.
Questo fine settimana si é disputato anche lo spareggio promozione tra JBL Zulia (secondo classificato della Segunda División) e Metropolitanos (penúltimo della
Primera División). Nella gara disputata sul campo del
Pachencho Romero di Maracaibo, lagunari e capitolini
hanno pareggiato 2-2. Con questo risultato tutto si deciderà giovedì all’Olimpico, anche se la formazione allenata dall’italo-venezuelano Ugo Savarese partirà con un
leggero vantaggio frutto dei gol segnati in trasferta.
Franco é il successore di Saragó al Caracas. Dopo l’addio
di Saragò era iniziato il toto-allenatori su chi sarebbe stato il successore dell’italo-venezuelano sulla panchina dei
‘rojos del Ávila’, durante il weekend il club della ‘Cota
905’ ha annunciato che Antonio Franco sarà l’allenatore
fino a dicembre 2016.
Il tecnico ‘guayanés’ era attualmente senza squadra, ma
non sapeva che il destino gli stava preparando una grata
sorpresa: diventare allenatore della squadra più titolata
del Venezuela.
Questa sarà la terza esperienza come allenatore per
Franco in ‘Primera División’ dopo quella con Mineros e
Carabobo. Con la squadra neroazzurra ha avuto anche
la possibilità di dirigere la squadra in alcune gare della
Copa Libertadores 2015, mentre con i granata l’esperienza é durata soltanto due match, le ultime due del
Torneo Adecuación.
FDS
Il nostro quotidiano
Marketing
10 | martedì 1 dicembre 2015
A cargo de Berki Altuve
Consecomercio entregó el reconocimiento a la empresa de Telecomunicaciones
por la contribución a la sociedad del programa “Movistar va a la Universidad”
Telefónica | Movistar reconocida
como la empresa de servicios del año
En el marco de las celebraciones del Día del Comercio
y los Servicios, Telefónica |
Movistar recibió el premio
como Empresa de Servicios
del Año, un reconocimiento
que otorgó el Consejo Nacional del Comercio y de los
Servicios (Consecomercio),
por la contribución a la sociedad del programa “Movistar va a la Universidad”.
Este programa educativo
busca impartir conocimientos sobre el uso y evolución de las Tecnologías de
Información y Comunicación (TIC), a estudiantes y
profesores en universidades
de todo el país. Con 3 años
recorriendo Venezuela, ha
logrado impactar a más de
38.000 personas, a través de
educativas 570 charlas técnicas, en 70 instituciones públicas y privadas de distintos
estados del país.
“Movistar va a la Universidad”, tiene como premisa
fundamental retribuirle a las
universidades y a la sociedad
la formación impartida a
los profesionales que actualmente realizan labores en la
organización y colaboran día
a día con su éxito. Esta inicia-
tiva permite contribuir activamente con las nuevas generaciones y en consecuencia,
con la comunidad de la cual
la empresa forma parte activa.
Asimismo, Telefónica | Movistar ha recibido grupos de
estudiantes en sus instalaciones y ha extendido las
charlas a instituciones, gremios y a las comunidades, a
través de los consejos comunales y de los espacios de las
Salas Digitales Movistar.
Para Inés Sandra Machado,
Directora de Relaciones Institucionales, Gobierno y Comunicaciones de Telefónica,
“este reconocimiento tiene
un gran significado porque
Movistar va a la Universidad
es la demostración de lo que
se logra cuando se trabaja
en equipo”. De igual forma,
agradeció a todos los colaboradores de la empresa por su
contribución con esta iniciativa que conjuga la experiencia
del talento de la compañía
con la formación de futuros
profesionales, alcanzando un
total de 37 mil personas.
La Cámara de Comercio de
Caracas postuló a Telefónica
| Movistar para este reconocimiento, por una gestión
que ha buscado mantener
una oferta de productos y
servicios dirigida a maximizar el valor del cliente, en la
calidad del servicio y en la
continua mejora de planes
para los usuarios. Este premio es entregado por Consecomercio desde hace más de
10 años a Cámaras, Empresas e Instituciones asociadas.
Este nuevo reconocimiento
además de afianzar las relaciones de Telefónica con la
Cámara de Comercio, impulsa a la empresa a seguir
profundizando su compromiso con la sociedad venezolana a través del desarrollo
de programas con impacto
social.
MARCA
Skagen Colección Holiday 2015
La marca SKAGEN celebra a Dinamarca
y al pueblo costero de Skagen, como un
lugar mágico de belleza natural, con una
gran historia y espíritu gentil.
Calidad, elegancia, sencillez y el sentido
del propósito caracterizan al diseño danés
moderno, valorado en todo el mundo. La
misión de SKAGEN es combinar la perspectiva del diseño danés con la innovación contemporánea.
Sus productos, funcionales y de calidad,
pero también influenciados por el equilibrio de su cultura original, reflejan su cálido y acogedor espíritu y entusiasmo; y se
proponen ofrecer una alternativa al complejo mundo en el que vivimos y conectar
a la gente con los placeres sencillos.
La nueva colección de Skagen está inspirada
en la noche estrellada, y el romántico e increíble destello de estrellas contra el cielo azul
profundo. Nada más festivo y alucinante.
Anita, Noche Estrellada, hiper femenino
y con sobrio toque de brillo gracias a cri-
Il nostro quotidiano
NOVEDADES
CÎROC celebró con las novias y la exclusiva
firma de moda catalana Jesús Peiró
Venezuela es el primer
país de Latinoamérica
en tener una franquicia de la afamada casa
especializada en moda
nupcial.
Luego de su reciente
apertura en el exclusivo Altamira Village
de la ciudad de Caracas, la firma de trajes de novia Jesús Peiró, celebró junto
a CÎROC® Ultra Premium Vodka una tarde de sofisticación
para presentar su última colección. Asistió un grupo selecto
de novias, quienes junto a sus familiares y amigas disfrutaron
de todo el encanto y alta costura de la prestigiosa marca,
al tiempo que degustaban de cocteles CÎROC®, el único
vodka hecho a partir de uvas francesas.
La presentación de la elegante y romántica colección de
trajes de novia y colección de complementos 2016, fue el
momento perfecto para disfrutar y celebrar una fantástica
tarde con la marca CÎROC® Ultra Premium Vodka, con una
coctelería especial para la ocasión, en una barra llena de encanto y glamour.
La boutique se encuentra en el Lobby del exclusivo CC Altamira Village en Caracas, donde ofrece atención personalizada a su clientela.
Venezuela florece en el Museo Jacobo Borges
Masisa Venezuela y el Ministerio del Poder Popular para la Educación Universitaria, Ciencia y Tecnología, a través de la Universidad de las Artes, inauguraron recientemente la cuarta edición
de la Serie Lúdicos en el Museo Universitario Jacobo Borges,
parque Alí Primera de Catia, Caracas.
Esta edición, dedicada a la flora de la región nororiental de
Venezuela, será exhibida del 12 de noviembre 2015 al 10 de
febrero 2016 y representa en madera de pino Caribe a dieciséis especies de los bosques del oriente venezolano: orquídea,
repollito de agua, ceiba, oreja de mono, tetón, platanillo, bora,
bototo, hongo rojo, chaparro, temiche, cardón, loto de morichal, moriche, rábano y palmito.
El acto de inauguración contó con la presencia del equipo del
Museo Jacobo Borges, dirigido por Ximena Benítez, junto a
Cielo Velandia, gerente general de Fundes Venezuela; Ernesto
Roque, jefe de Compromiso Institucional y Social de Masisa
Venezuela, y Yurizahima Quintana, directora Ejecutiva de Gestión Cultural, así como estudiantes del sector de Catia y público
general.
Como parte de la apertura, Masisa dictó una charla sobre responsabilidad social y el proceso industrial que se desarrolla en el
complejo industrial Macapaima, dirigida a los niños, jóvenes y
público asistente del sector de Catia.
Cines Unidos presentó su Preventa 2016-Efecto 3D
stales bellamente colocados en el dial, inspirados en las constelaciones que se pueden ver en el cielo nocturno de invierno.
Ancher, con un look más relajado gracias
a una malla de calibre grueso o en cuero
negro, que tiene un calendario en una segunda y delicada circunferencia, que representar a la rotación de los planetas alrededor del sol. Así como el Gitte Starfield,
para aquellos que aman el diseño limpio
y funcional. Posee un dial labroudite cuya
marcación se inspira en los millones de
estrellas en el cielo nocturno de invierno,
con una curva perfecta de la esfera que
evoca sutilmente los cráteres que salpican
la superficie de la luna. Perfecto para alguien que busca un elemento de brillo
La nueva Colección Holiday 2015 de relojes SKAGEN ya está disponible en Venezuela en las más importantes joyerías y
Unidos culminó sus presentaciones de Preventa 2016-Efecto 3D bajo el concepto Digital, Dinámico y Directo al Target, que muestra las ventajas competitivas de inversión
que brinda la empresa a sus anunciantes. Durante varias
semanas, representantes de Cines Unidos recorrieron las
principales regiones del país para presentar en sus complejos cinematográficos los detalles más relevantes, planes e
innovaciones para el año 2016.
“Nuevamente Cines Unidos se posiciona como un excelente medio para llegar al target con incentivos que sólo la
Preventa 2016-Efecto 3D puede ofrecer al anunciante. Año
a año nos planteamos como reto seguir ofreciendo productos novedosos, de alta calidad y entretenimiento¨ expresó
Ramses Raymondi, Gerente Corporativo de Comercialización de Cines Unidos.
Enfatizó Raymondi, que ¨Cines Unidos ha recibido en sus
salas un promedio de 18 millones de visitantes al año, número que significa la posibilidad de llegar a un importante
público objetivo, con la estrategia comercial que el cliente
quiera comunicar pudiendo estratificar sus audiencias y hacer relevante la inversión¨.
Il nostro quotidiano
Il nostro quotidiano
11 | martedì 1 dicembre 2015
A cargo de Berki Altuve
La empresa Ford Motor de Venezuela entregó el Premio a la mejor propuesta de negocio
o de emprendimiento social orientada a la conservación ambiental en Venezuela
Premio Henry Ford al Mérito
Ecológico en el Concurso Ideas 2015
CARACAS- En la décima tercera edición del Concurso Ideas, Ford Motor
de Venezuela entregó el Premio especial Henry Ford al Mérito Ecológico, a la mejor propuesta de negocio
o de emprendimiento social orientada a la conservación ambiental en
Venezuela.
Este año el Premio Henry Ford al
Mérito Ecológico fue otorgado al
Proyecto Eco Sinergia, iniciativa que
plantea la formación en niños, jóvenes y profesores de las entidades
educativas el reciclaje del aceite vegetal.
Esta propuesta fue seleccionada, no
solo porque plantea una solución
ambiental, sino porque lo hace en
el marco de un proyecto sostenible
de integración y formación de la comunidad educativa de cinco municipios del estado Carabobo.
“Ford Motor de Venezuela otorga el
galardón a Eco Sinergia por ser una
iniciativa que promueve la recolección y reciclaje de desechos como
el aceite vegetal, muy a tono con
uno de los pilares que representan
nuestra marca, el de sustentabilidad, pero también construye en pro
de nuestra estrategia de RSE, generando espacios para la educación y
concientización.” destacó Carolina
Méndez Gerente de Asuntos Públi-
Koenigsegg Regera,
un ‘Transformer’ de 1500 caballos
Koenigsegg ha introducido la robótica ‘Autoskin’ en su
nuevo Regera, lo que hace que el coche se parezca más a un
Transformer que a un deportivo convencional.
Después de que la marca sueca reformara su antigua sala de
exposiciones, en las instalaciones de Ängelholm, y la transformara en un taller de prototipos y tecnologías del futuro,
presenta su primera creación: un mecanismo robóticollamado ‘Autoskin’, capaz de abrir y cerrar todas las puertas
del coche por control remoto.
Utiliza un sistema hidráulico ligero, mecanismos de cierre
suave y sensores de proximidad que permiten que todas
las puertas se abran sin esfuerzo, mediante un movimiento
fluido y seguro. Como es obvio, el propietario también puede abrir cada puerta individualmente.
El control remoto incluye el ‘Modo Show’, que abre todas
las puertas y eleva el alerón trasero del Regera al mismo
tiempo. El sistema ‘Autoskin’ suma menos de 5 kg, haciendo que el peso total del deportivo sean 1420 kg.
Pero lo impresionante de este deportivo no se queda aquí,
ya que los 1100 CV del motor doble turbo V8 con 5.0 litros
de capacidad, unidos a la propulsión eléctrica, hacen que su
potencia conjunta se estire hasta los 1500 CV, consiguiendo acelerar de 0 a 400 km/h en menos de 20 segundos.
DHL Express anuncia nuevos Directores Ejecutivos
de Américas y Estados Unidos
cos de Ford Motor de Venezuela.
El proyecto Eco Sinergia, es un programa que tiene un año de ejecución y hasta el momento han recolectado 2.500 lts de aceite vegetal,
con la participación de más de 130
escuelas de los Municipios Valencia,
Puerto Cabello, Los Guayos, Libertador y Naguanagua, la intención en
el mediano plazo es tomar a todas
las escuelas del estado y extraer esa
gran cantidad de aceite que puede
contaminar lagos, río y mares.
“Nos sentimos muy satisfechos haciendo la entrega del Premio Henry
Ford al Mérito Ecológico a un Proyecto como Eco Sinergia porque
le hace honor a la razón de ser del
premio. Esta iniciativa aporta soluciones creativas a un importante
problema ambiental, generando un
impacto positivo a través del empoderamiento de las comunidades
en su propio desarrollo educativo”
puntualizó Héctor Pérez, Presidente
de Ford Andina.
COPA AIRLINES
Celebran la llegada del histórico avión Nº 100
Ciudad de Panamá– Copa
Airlines {NYSE: CPA}, subsidiaria de Copa Holdings,
S.A., y miembro de la red
global de aerolíneas Star
Alliance, tuvo el orgullo de
celebrar un hito trascendente en la historia de la Aerolínea, la llegada de su avión
No.100 a su moderna flota.
Una cifra que representa la
capacidad y alcance de una
multinacional panameña,
que se ha convertido en una
de las aerolíneas más importantes a nivel mundial, y un
pilar para el intercambio comercial, la industria turística
y la generación de empleos
de calidad en muchos países
de América Latina.
“Celebramos con orgullo
esta histórica meta para
nuestra compañía y para el
país, que se ha logrado gra-
NOVEDADES
cias al esfuerzo y dedicación
de nuestros más de nueve
mil colaboradores, el apoyo
de nuestros clientes, proveedores, gobiernos y aliados”,
mencionó Pedro Heilbron,
Presidente Ejecutivo de
Copa Airlines. “Este avión
simboliza el crecimiento sostenido de nuestra Aerolínea
a lo largo de sus 68 años de
historia, así como también,
el fortalecimiento de la conectividad entre Panamá, el
resto del continente americano y el mundo, y de su misión como centro logístico y
turístico por excelencia, que
se traduce en mejores oportunidades de desarrollo para
Latinoamérica”, agregó.
Vidalia de Casado, Vicepresidente de Servicio a bordo
de Copa Airlines, resaltó que
“el crecimiento de Copa Airlines ha ido de la mano del
crecimiento de Panamá y de
la región. Con la llegada de
nuestro avión No.100 esperamos seguir aportando al
crecimiento del turismo, el
sector logístico, de servicios
del país y, en particular, seguir siendo una importante
fuente de empleo para todos
los países y destinos en los
que operamos”. En cuanto a
los colaboradores, mencionó
que “este es un logro de todos
nuestros colaboradores, de
aquellas personas que con su
trabajo, compromiso y esfuerzo diario, permiten que Copa
Airlines se consolide como la
aerolínea líder en la Región”.
PLANTATION, Florida- DHL, el proveedor de envío y logística anunció que Mike Parra será el sucesor de Stephen
Fenwick como Director Ejecutivo para DHL Express Americas (Continente Americano). Fenwick se retirará después
de una carrera exitosa durante tres décadas en DHL. Con
la promoción de Parra, Greg Hewitt asumirá el puesto de
Director Ejecutivo de operaciones de Express US.
“Las nuevas asignaciones reconocen el sólido liderazgo y
compromiso con la excelencia en el servicio tanto de Mike
Parra como de Greg Hewitt”, declaró Fenwick. “Nada podría darle más gusto que tener tanto a Mike como a Greg dirigiendo la región de los Estados Unidos y Américas con su
visión para un crecimiento de negocios sólido, a la vez que
continuamos expandiendo nuestra red y reforzamos nuestro status como especialistas internacionales certificados.”
Durante los cinco años en los que Fenwick dirigió la región
de las Américas, DHL ha aumentado sus ingresos, expandiendo la participación de mercado y mejorado su red, añadiendo rutas y aviones, y expandiendo también portales y
centros críticos en Cincinnati, Miami, la ciudad de Panamá, Bogotá y la ciudad de México. La expansión ha sido
necesaria para atender las demandas de comercio global
aumentado y crecimiento de los clientes.
En su nuevo rol como Director Ejecutivo de Express U.S.,
Hewitt dirigirá el Consejo Administrativo de Express U.S.
y se unirá al Consejo Administrativo de Express Américas.
El retiro de Fenwick tendrá lugar el 31 de diciembre.
Goodyear lanza el UltraGrip Performance
Goodyear anunció el lanzamiento del UltraGrip Performance, un neumático de invierno de altas prestaciones,
que ofrece mayor agarre y manejabilidad en condiciones
invernales como nieve, aguanieve o hielo. El nuevoUltraGrip Peformance ya está en el mercado 44 años después
del estreno de la gama.
El nuevo neumático se caracteriza por unos canales optimizados mediante un sistema de entrelazado, un dibujo de la
banda más evolucionado y un gran número de activadores
de los bloques que le proporcionan un agarre excelente y una
alta manejabilidad en todas las condiciones del invierno. Los
neumáticos ofrecen una distancia de frenado un 3% menor
en nieve en comparación con sus principales competidores.
La nueva línea UltraGrip Performance cuenta con 38 medidas para turismo y todocamino, dirigidos a vehículos medianos y grandes, con la siguiente gama de tamaños: sección de 195 a 255; perfil de 40 a 65 y diámetro de llanta de
15’’ a 19’’. La horquilla de precios (PVP recomendado) va
desde 116 hasta 372 dependiendo de las medidas.